(Ti Lancio dagli Stati Uniti) New York 27 novembre 2025 – IBM e Cisco uniscono le forze per creare una grande rete di computer quantistici, imprimendo un’accelerazione decisiva allo sviluppo del futuro quantistico. Questa rete distribuita è destinata a gettare le basi per un vero e proprio Internet del Quantum Computing, definito da computer, sensori e comunicazioni per il super-calcolo, atteso entro il decennio 2030.
La collaborazione tra i due giganti tecnologici è una fusione strategica: IBM apporta la sua leadership nella costruzione di computer quantistici utili e tolleranti agli errori , mentre Cisco contribuisce con la sua innovazione nel networking quantistico. L’obiettivo è superare i limiti di scalabilità delle singole macchine quantitative attuali.
Le nuove tecnologie necessarie per realizzare questa visione sono molteplici e complesse: Unità di networking quantistico (QNU) di IBM: un’interfaccia fondamentale tra l’unità di elaborazione quantistica (QPU) e la rete. La sua funzione è convertire le informazioni quantitative stazionarie (i qubit all’interno del processore) in informazioni quantitative “volanti” che possono viaggiare attraverso la rete. Protocolli software ad alta velocità di Cisco: Necessari per riconfigurare i percorsi di rete per le informazioni quantitative, garantendo che i fragili stati quantici vengano preservati. Interfacce fisiche avanzate: lo sviluppo di tecnologie come i trasduttori microonde-ottici è cruciale. Questi dispositivi permetteranno di convertire i qubit superconduttori (che funzionano a microonde) in fotoni ottici (che possono viaggiare su lunghe distanze) per collegare i computer quantistici tra loro, anche tra diversi data center. Una pila tecnologica che deve essere in grado di preservare gli stati quantici, distribuire le risorse di entanglement e sincronizzare le operazioni con precisione sub-nanosecondo.
Il principio su cui si basa questa collaborazione è il quantum computing distribuito (DQC). Proprio come l’informatica classica ha raggiunto il suo potenziale massimo con la creazione di reti e di Internet, il DQC mira a collegare più processori quantistici (nodi) attraverso collegamenti quantistici, consentendo loro di lavorare su calcoli troppo complessi o troppo grandi per una singola macchina. Maggiore scalabilità: collegando più computer quantistici, è possibile lavorare su circuiti quantistici con un numero di qubit e di operazioni (porte quantistiche) molto più elevato, raggiungendo potenzialmente decine o centinaia di migliaia di qubit e trilioni di porte quantistiche. Tolleranza ai difetti: il progetto si concentra su computer tolleranti agli errori (tolleranti agli errori), essenziali per l’affidabilità. L’interconnessione di queste macchine ne amplifica la potenza in modo robusto.
Queste capacità apriranno la strada ad applicazioni rivoluzionarie, come la risoluzione di enormi problemi di ottimizzazione o la simulazione per la progettazione di materiali e farmaci complessi . A lungo termine, questa rete sarà la base non solo per il super-calcolo ma anche per la comunicazione ultra-sicura e il monitoraggio ambientale quantistico.
L’ambizione di IBM e Cisco è supportata da una roadmap con una scadenza definita.
Entro cinque anni, le due aziende puntano a dimostrare il primo proof-of-concept (PoC) per una rete che colleghi computer quantistici individuali di grandi dimensioni e tolleranti ai guasti.
Come spiegato da Jay Gambetta , direttore di IBM Research e IBM Fellow, questo PoC consentirà ai computer quantistici di “lavorare insieme per eseguire calcoli su decine o centinaia di migliaia di qubit”.
L’obiettivo iniziale di questa dimostrazione è stabilire l’ entanglement tra qubit di più computer quantistici separati, anche se situati in ambienti criogenici distinti. Questo primo passo è cruciale per convalidare l’intero stack hardware e software necessario per preservare e trasferire lo stato quantico tra macchine fisicamente separate.
La visione finale è la realizzazione di un Internet Quantistico entro la fine del decennio 2030, una rete che riscriverà le regole del calcolo e della comunicazione.


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