Il provvedimento punta a colmare il vuoto normativo, semplificando le procedure burocratiche e attrarre investimenti internazionali, mettendo al centro la sostenibilità ambientale e la rigenerazione urbana
(Ti Lancio da Roma) Roma 26 febbraio 2026 – Svolta decisiva per le infrastrutture digitali in Italia. La Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la legge delega al Governo per la disciplina, la realizzazione e lo sviluppo dei Data Center . Il testo, che ora passa al Senato, rappresenta un passo fondamentale per trasformare l’Italia in un hub tecnologico europeo, razionalizzando un settore finora privo di una normativa organica.
Uno dei pilastri della riforma è l’introduzione di un iter autorizzativo unico nazionale. Fino ad oggi, le aziende intendono investire in centri di elaborazione dati devono confrontarsi con una giungla di normative locali e tempi burocratici incerti. La delegazione impegna il Governo a definire le procedure semplificate e accelerate, garantendo certezza del diritto agli investitori. L’obiettivo è chiaro: recuperare il perduto rispetto a un concorrente europeo come la Francia, che negli ultimi anni ha saputo attrarre capitali significativamente superiori in questo comparto.
Il provvedimento spinge con forza verso la sostenibilità. La legge prevede una corsia preferenziale per la realizzazione di Data Center in aree industriali dismesse o da riqualificare. Questa scelta risponde ad una doppia esigenza: evitare la creazione di “cattedrali nel deserto” e recuperare siti abbandonati, disincentivare il consumo di suolo agricolo, prevedendo meccanismi di compensazione e contributi di costruzione maggiorati per chi non utilizza aree già edificate.
I data center sono infrastrutture energivore, e la nuova normativa non trascura l’aspetto ecologico. La delega prevede: l’adozione di soluzioni per il riutilizzo del calore prodotto dai server (ad esempio per il teleriscaldamento). L’incentivazione di tecnologie di raffreddamento che riducono drasticamente il consumo di acqua. Il potenziamento della rete elettrica nazionale per supportare il carico di queste nuove infrastrutture strategiche.
Oltre agli aspetti tecnici ed economici, il dibattito in Aula ha sottolineato il valore politico dell’operazione. Come evidenziato dai relatori di diversi schieramenti, i Data Center non sono solo “magazzini di dati”, ma infrastrutture critiche per la sovranità digitale e la sicurezza nazionale. Disciplinarne lo sviluppo significa proteggere i dati dei cittadini e delle imprese italiane, garantendo al contempo l’autonomia tecnologica del Paese.
Mentre il Parlamento procede con la legge delega nazionale, la Regione Lombardia – cuore pulsante del mercato dei Data Center in Italia – sta portando avanti una propria proposta di legge regionale in collaborazione con l’Italian Datacenter Association (IDA). Il coordinamento tra livello nazionale e locale sarà fondamentale nei prossimi 6 mesi, tempo stimato per l’emanazione dei decreti legislativi attuativi che dovranno dare corpo alla delega.
Con questo voto, l’Italia lancia un segnale chiaro ai mercati globali: il Paese è pronto a diventare un protagonista della data economy, puntando su regole chiare, tempi certi e rispetto per il territorio.


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