Cookie Policy TECNOLOGIA. USA. BIG TECH INVESTONO $13 MILIARDI NEI CAVI SOTTOMARINI - Tilancio

TECNOLOGIA. USA. BIG TECH INVESTONO $13 MILIARDI NEI CAVI SOTTOMARINI

TECNOLOGIA. USA. BIG TECH INVESTONO $13 MILIARDI NEI CAVI SOTTOMARINI

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Palo Alto California Usa 10 novembre 2025 – Meta, Google, Amazon e Microsoft stanno finanziando un’infrastruttura oceanica per garantire il controllo sul traffico dati globale, con investimenti che supereranno i 13 miliardi di dollari entro il 2027. I veri padroni dei mari non sono più solo le navi mercantili, ma i cavi sottomarini che giacciono indisturbati sui fondali oceanici. Trasportando oltre il 99% del traffico dati intercontinentale, questa rete invisibile è diventata il campo di battaglia strategica per i giganti della tecnologia.

Meta (ex Facebook), Google, Amazon e Microsoft, noti collettivamente come hyperscaler, stanno investendo massicciamente nella costruzione e nel possesso di queste autostrade digitali. Le tempistiche indicano che i loro investimenti in nuovi progetti di cavi sottomarini raggiungeranno l’impressionante cifra di 13 miliardi di dollari entro il 2027.

Il motivo di questa corsa agli abissi è duplice: il boom del cloud computing e la crescente domanda di Intelligenza Artificiale (AI) .

I servizi di cloud, come Google Cloud, Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure, richiedono un flusso di dati costante, rapido e massiccio per i loro data center sparsi in tutto il mondo. L’AI, con i suoi modelli linguistici ei requisiti di elaborazione dati enormi, sta spingendo l’infrastruttura al limite.

“I cavi sottomarini non sono più solo un investimento per le telecomunicazioni, sono l’asset strategico fondamentale per l’espansione del cloud e dell’AI,” ha dichiarato un analista del settore. “Il controllo della rete garantisce che i servizi di queste aziende rimangano veloci, affidabili e, soprattutto, autonomi.” Storicamente, i cavi sottomarini sono stati realizzati attraverso consorzi di compagnie telefoniche. Oggi, i giganti della tecnologia bypassano questo modello, investendo direttamente per diventare proprietari totali o parziali dei cavi. Questa strategia offre diversi vantaggi cruciali: ottimizzare i percorsi dei cavi riduce la latenza, migliorando la qualità dei servizi in tempo reale (come videochiamate, giochi e trading finanziario) per gli utenti globali.
Avere la proprietà garantisce che la capacità di banda sia sempre disponibile per il traffico interno delle loro piattaforme e per i clienti cloud, senza dipendere da terzi.
La costruzione di reti proprietarie e diversificate aumenta la resilienza globale. In caso di rottura di un cavo (un evento non raro a causa dell’ancora o del tremoti), il traffico può essere reindirizzato rapidamente. Entro il 2026, si prevede che una quota significativa dei nuovi cavi sottomarini sarà di proprietà o co-proprietà dei quattro hyperscaler , confermando il loro dominio non solo sui contenuti digitali ma anche sull’infrastruttura fisica di Internet.

Questo spostamento di potere solleva importanti questioni geopolitiche. Chi controlla i cavi, di fatto, può compromettere la connettività di intere regioni. I progetti in corso, che collegano continenti come l’Africa, l’Asia e l’Europa con cavi finanziati dalle Big Tech statunitensi, ridefiniscono le mappe del potere digitale globale e l’indipendenza delle nazioni.

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