Cookie Policy ER, LA RIVOLUZIONE DELL'ECONOMIA CIVILE: TRA IL VECCHIO MONDO CHE TRAMONTA E L'ALBA DI QUELLO NUOVO - Tilancio

ER, LA RIVOLUZIONE DELL’ECONOMIA CIVILE: TRA IL VECCHIO MONDO CHE TRAMONTA E L’ALBA DI QUELLO NUOVO

ER, LA RIVOLUZIONE DELL’ECONOMIA CIVILE: TRA IL VECCHIO MONDO CHE TRAMONTA E L’ALBA DI QUELLO NUOVO

di Fabio Storchi • presidente Cavalieri del Lavoro dell’Emilia-Romagna 

L’ultimo quarto del secolo scorso ha posto in evidenza l’emergere di un capitalismo finanziario globale che ha fatto mattanza dei principi alla base del mercato economico, come: reciprocità, responsabilità e redistribuzione. Il progressivo venir meno di questi valori ha finito per imporre un modello di crescita fondato su una sfrenata competizione volta esclusivamente ad un profitto fine a se stesso. 

Nella consapevolezza di ciò, Papa Francesco, già nel 2016 si è rivolto agli imprenditori, in occasione del Giubileo di Confindustria,  con queste parole: “Fare insieme”. Tale espressione scelta come guida e orientamento ispira a collaborare, condividere, preparare la strada a rapporti basati su un comune senso di consapevolezza, aprendoil campo a nuove strategie. Successivamente, il Pontefice ha evidenziato l’importanza di imparare ‘giorno per giorno’ a lavorare, pensare e costruire con l’apporto di tutti. Infatti, al centro di ogni impresa ci deve essere l’uomo: non quello ideale, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessità, le sue esperienze e le sue fatiche. 

Il pensiero di Francesco, alla luce delle tensioni geopolitiche e della Guerra in Ucraina, acquista un rilievo ancora maggiore in quanto richiamo etico alla responsabilità sociale delle imprese e quindi ad un nuovo umanesimo economico. In altri termini, Francesco ci dice che i tempi sono maturi per agire secondo nuove logiche imprenditoriali. Ogni imprenditore, infatti, ha davanti a sé una scelta di conduzione aziendale ispirata a modelli di business fondati su soluzione partecipative, cosi come la possibilità di optare per una crescita sostenibile in grado di minimizzare l’impatto negativo che l’attuale modello di sviluppo ha sull’ambiente e sull’uomo.

I tempi sono maturi per passare da scelte individuali a decisioni condivise, infatti, la fraternità e la cooperazione possono ora rappresentare i capisaldi di una economia che anche il modello “Industria 5.0”, della Commissione Europea, porta avanti. 

La prospettiva dell’economia civile sostiene che si può dare vita a un sistema di mercato responsabile, autoregolato, redditizio, umano ed allo stesso tempo competitivo. In questa logica è emerso un approccio interdisciplinare animato da studiosi appartenenti ad ambiti diversi, come: la sociologia, le scienze politiche, l’economia e la gestione aziendale. In questi anni alcuni grandi intellettuali italiani: Leonardo Becchetti, Luigino Bruni, Stefano Zamagni hanno dato risalto all’economia civile attingendo alla tradizione italiana di umanesimo civico. Un’impostazione fondata su quello che possiamo definire lo “spirito mediterraneo del capitalismo”. 

Prende così forma il mercato come luogo di mutuo vantaggio, la “società” come ambito di fioritura umana e personale, la cui finalità è la tutela del bene comune e la promozione della felicità pubblica: un’inedita realtà che si avvicina alla razionale visione del “Fare Insieme”, proposta da Papa Francesco. 

Su una prospettiva come questa ciascuno è chiamato a riflettere e soprattutto ad agire per costruire un nuovo modello di sviluppo economico, politico e sociale.

Leave a Reply

Your email address will not be published.