FARMING: NEVER AGAIN WITHOUT AI

An agriculture 4.0, more and more advanced and attentive to sustainability. This is one of the missions of the Digital Innovation Hub for Agriculture and Food Production – DIH Agrifood, a digital cluster connected to agriculture that is based in Murska Sobota, Slovenia, and that for the last six months has included among its members Video Systems of Codroipo (Udine), active in the field of vision and artificial intelligence and in quality and process control.
“In this cluster – explains Alessandro Liani, CEO and R&D technical director of the Friuli-based company – they have begun to map all the European realities that produce digital technology for the world of agriculture. A large geolocalized database has been created so that the agricultural sector and related research can interact and fully understand the potential that exists in Europe. The cluster is becoming a sort of European reference for the digitalization of the agricultural and food world. The advantages that can derive from the digitalization of production processes in the agricultural sector lie, according to Liani, “above all in the possibility of collecting data that can be used for future analysis. This means the possibility of setting up predictive systems that allow, over time, to improve the production process. Moreover, the digitalization of processes, besides optimizing them, leads to a reduction in process costs. We have already experienced this in the industrial manufacturing sector and in the same way this will also impact the agricultural sector, perhaps with even more important repercussions given that processes have even higher margins for improvement”. Moreover, a better management of natural resources is foreseen, i.e. a better use of the land and a saving of water: “predictive treatments, possible through data analysis, will allow to improve production processes, replacing the programmed ones.” Video Systems brings to the cluster its experience gained over the years: “For years – underlines Liani – we have been developing some technologies that can be used in the agri-food sector. In 2007, for example, we developed systems for the automatic search of white asparagus on, in collaboration with a farm in the Prata di Pordenone area, which led to the creation of a robot that runs between the rows, recognizes the white asparagus and automatically extracts it. In this case, we only dealt with the part related to artificial vision, while the robotic and mechanical part of the rover was developed by another company”. Over the years there have been further developments: “from 2014 to 2018 we have been involved – always Liani – in projects in the field of aquaculture, in particular with regard to the selection of fry, through a system, made by us in its entirety, through which the fry end up on a ribbon, are photographed on both sides for the recognition of the caliber and to trace those that may have morphological malformations, in order to eliminate the non-compliant fry from the production cycle before its maturation. The idea is to make a selection as soon as possible in order to have a production that has an impact on energy and resources as limited as possible. I want to underline – remarks Liani – that we have reached a product selection capacity of over 95%, a very good percentage”. But which are the users and therefore the potential customers? Certainly the immediate users, i.e. large agricultural companies and those linked to aquaculture and fish farming. But not only: “we are trying to intercept the manufacturers of machines in the agro-alimentary sector.

EUROLLS, LA FORZA DELLA FIDUCIA: ANCORA INVESTIMENTI SU IMPIANTI STRAORDINARI

E’ stata installata la nuovissima linea produttiva della Eurolls di Attimis (Ud), nel plant produttivo di Villa Santina, dove avviene il trattamento termico dei rulli. Eurolls è nota per  la produzione di rulli in acciaio e carburo di tungsteno. Un settore di nicchia, nel quale e per il quale, l’azienda guidata da Renato Railz (nella foto con Matteo Querini) eccelle, con sussidiarie nel mondo intero. Gli impianti nuovi sono tre, e sono già in funzione, per 2 milioni di euro di investimento.  

Si è composta così in Carnia, una nuovissima linea produttiva che va ad integrarsi con quella attuale risalente a 15 anni fa, con un incremento notevole della capacità produttiva: di circa il doppio. 

Gli impianti , completamente automatici, godono di cicli di lavorazione estremamente controllati grazie agli innovativi sistemi installati. Vengono lavorati pezzi di dimensioni e pesi molto importanti, ai limiti di quelle che oggi sono le esperienze a livello mondiale sul trattamento di questi particolari acciai.

Anche l’installazione degli impianti, visto la loro dimensione, è stata molto impegnativa. Si tratta di un unicum a livello nazionale per il trattamento speciale di acciai per utensili. 

Nei due stabilimenti di Villa Santina operano 55 addetti. L’intero gruppo conta  149 dipendenti e registra 30 milioni di fatturato. Con filiali in Messico, Brasile e Cina.

‘Sono fiducioso nel futuro, sento la speranza – spiega Railz – stiamo tutti vivendo un momento difficile, ma l’economia sta ripartendo. Guardiamo avanti con questo investimento in un’ottica di salvaguardia ed incremento dei posti di lavoro, insieme ad un mercato che, a livello internazionale, sta ripagando le nostre fatiche ed i nostri investimenti’.

L’azienda punta ad un incremento degli addetti, e questo nuovo linea produttiva conferma la scelta della Carnia, e quindi della montagna (Carnia Industrial Park) come luogo adatto alla produzione. 

EUROTECH E COOP BILANCIAI, IL ‘PESO’ DI UNA PARTNERSHIP DI SUCCESSO CHE INIZIA LUSTRI FA

Quando l’innovazione è continua, la soddisfazione è reciproca e i rapporti di partnership durano anni e anni, senza soluzione di continuità.

Può essere raccontata così la storica collaborazione che lega l’azienda internazionale Eurotech, con sede centrale ad Amaro (Ud) in Friuli-Venezia Giulia e la Società Cooperativa Bilanciai di Campogalliano (Mo), realtà all’avanguardia, in grado di esaudire ogni richiesta di pesatura, dai componenti di una ricetta galenica sino ai vagoni ferroviari.

La vocazione di Eurotech allo sviluppo e produzione di computer miniaturizzati e computer ad elevate prestazioni trova un originale e variegato mondo d’applicazione nel mondo della pesatura; Bilanciai trova nella multinazionale tascabile dell’hi-tech il partner per le risposte più complesse e per le domande che il mercato comune si farà solo tra qualche tempo, consentendo così un buon margine competitivo. 

«È stato un felice incontro che ha trovato anno dopo anno l’intesa e la sintonia per alimentarsi e proseguire», sottolinea il presidente della Società Cooperativa Bilanciai, Enrico Messori, «con Eurotech l’intesa è sempre un obiettivo perseguibile».

Marco Polo, responsabile della divisione industriale di Eurotech: «Il consolidamento dei rapporti tra le aziende è un aspetto particolarmente significativo per la crescita di ogni realtà. Spesso, sono la conoscenza sempre più approfondita l’una dell’altra e la fiducia reciproca all’origine di sperimentazioni vincenti, di svolte innovative, di scommesse tecnologiche per il futuro ».

Cooperativa Bilanciai è nata nel 1949 e, grazie all’intuizione, al coraggio e alla passione di un piccolo gruppo di operai, nel tempo si è specializzata nella progettazione, produzione, vendita e assistenza di sistemi di pesatura e controllo, declinati in una pluralità di soluzioni. Ha acquisito progressivamente posizioni di leadership sui mercati italiani e poi internazionali grazie alla capacità di essere tra i protagonisti di cambiamenti tecnologici che per il settore sono stati letteralmente epocali, come la produzione di celle di carico, di terminali elettronici e lo sviluppo di software dedicati. L’intelligenza artificiale e la gestione dei big data rappresentano l’attuale sfida tecnica che soddisferà le nuove esigenze dei clienti sempre più proiettati nella dimensione digitale. Il 1999 è l’anno di fondazione del gruppo internazionale Bilanciai Group che si compone di dieci società controllate e partecipate di cui quattro sono industrie di fabbricazione e le restanti commerciali. Nove hanno sede nel continente europeo, una negli Stati Uniti. Il gruppo realizza un fatturato di oltre 70 milioni di euro e offre lavoro a 430 persone.

Eurotech è impegnata come fornitore di edge computer e di soluzioni per l’Internet of Things. Ha una presenza globale grazie a sedi operative in Europa, Nord America e Giappone.

MEROI (ALFA SISTEMI): ‘LA PRIORITA’ E’ IL BENESSERE COLLETTIVO. L’IMPRESA DEVE FAR STARE BENE LE PERSONE’

Lui è Ferruccio Meroi (foto di AnnaAirone), presidente e amministratore delegato di Alfa Sistemi, azienda tecnologica con sede a Udine, uffici in Asia: 100 dipendenti e 7,5 milioni di fatturato (a fine 2020, con un + 8% rispetto al precedente anno). Una laurea in Lettere moderne, un intenso percorso professionale nel campo dell’informatica e dell’organizzazione, alcune esperienze manageriali in aziende multinazionali, ed oggi alla governance di una società tecnologica che ha fondato a Udine nel 1995, con core business in system integration e consulenza applicata all’implementazione di soluzioni Ict: Information and communications technology. 

Un ‘umanista’ alla guida di una società che si occupa di tecnologia? Evenienza considerata illuminata negli Stati Uniti. 

La preparazione sociologica e umanistica si accompagna, nel mio caso, alla competenza tecnologica e dei processi aziendali. Certamente, questo tipo di formazione aiuta nell’aspetto umano del business: ovvero scelta e motivazione dei collaboratori, ascolto e presa in carico delle loro necessità ed aspirazioni, gestione dei rapporti con i clienti e col mercato in generale, la capacità di chiedersi sempre “il perché” dei fenomeni che osserviamo. I valori che trascendono la mia azienda, e che vanno oltre ogni tipo di preparazione, sono però: credibilità, competenza e affidabilità, ai quali aggiungerei, passione e coraggio. Tutto ciò ha portato oggi Alfa Sistemi ad essere quella che è. Sono 25 anni che mi occupo della gestione d’impresa, con una particolare attenzione alla crescita ed all’occupazione.

Una ‘impresa’ impegnativa?

Esiste un particolare clima culturale in Italia che percepisce l’impresa come qualcosa di ostile e nocivo, che inquina l’ambiente, oppure che sfrutta i lavoratori, genera lavoro precario, magari evade le tasse e sicuramente si arricchisce alle spalle del lavoro. Noi invece crediamo che l’impresa sia una risorsa fondamentale e positiva per la società, che contribuisce alla creazione di lavoro e di Pil “buono”, contribuendo al benessere collettivo

Che cosa è per lei il successo?

Penso che sia la realizzazione di una idea, di un sogno. La soddisfazione personale è certamente una prima conseguenza, ma questo non basta, vi è qualcosa di più profondo: la consapevolezza di aver portato un valore ed un beneficio, anche piccolo, alla collettività che ci circonda ed alla società in generale. In sintesi il successo per me è lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.

Come ha vissuto questo ultimo anno?

Nell’anno che il rapporto del Censis definisce come “l’anno della paura nera” abbiamo sicuramente avuto, come azienda, anche momenti di incertezza, dai quali però siamo stati in grado rialzarci e trovare le risorse morali e materiali per ricostruire un clima di normalità. Ricorrendo a strategie e processi interamente nuovi e mai sperimentati prima.

Il ruolo sociale dell’impresa, con il lavoro, è oggi fondamentale più che mai, non trova?

Certamente. In questo particolare momento, e nel periodo che seguirà, è fondamentale che l’impresa abbia un ruolo positivo nella società, si rafforzi il suo ruolo di comunità all’interno della quale nessuno deve sentirsi solo. L’interesse collettivo, della comunità, deve prevalere sul puro tornaconto individuale; i valori di coesione, impegno, coraggio devono poter contaminare positivamente l’ambiente e la società che ci circonda alleviando il clima di paura e di incertezza.Dobbiamo pensare che se la società sta bene, stanno bene le imprese, e di conseguenza sta parimenti bene anche il singolo individuo. Se viceversa la società sta male, non c’è beneficio per nessuno.

Si pone anche il tema ambientale, come concetto del ‘ben stare‘ della società?

Certamente. Il tema ambientale, visto in stretta correlazione ed integrato con altri aspetti, come: piena occupazione, istruzione, cultura, nuovo sistema di valori, infrastrutture, tecnologia, avrà un ruolo determinante nel miglioramento del benessere dell’intero sistema Paese.

Cosa ne pensa del momento che stiamo vivendo?  

Quando il Covid finalmente se ne andrà, lascerà nel nostro Paese una scia di macerie; forse, guardando gli aspetti positivi, la pandemia ci costringerà a prendere decisioni che, fino ad ora, non abbiamo avuto il coraggio di portare avanti. Ovvero ed anche, di passare dagli aiuti a pioggia e dalle spese per finanziare le spese correnti, agli investimenti mirati. Il Recovery Fund può essere l’occasione per prendere queste decisioni, forse l’ultima chiamata; dobbiamo essere in grado di gestire la selezione e la priorità dei temi da trattare per rendere il Paese più moderno e competitivo. Pensiamo alla digitalizzazione del Paese, alla modernizzazione del sistema produttivo, alle grandi infrastrutture, che accorcino ad esempio la distanza Nord-Sud, al sistema della formazione, alla sanità. Occasione ad esempio per ripensare al ruolo delle imprese come risorsa della società, magari aiutandole a crescere ed aggregarsi, e non come a un nemico da combattere.

Come giudica l’Italia dal punto di vista della digitalizzazione?

L’emergenza pandemica ha messo in luce, prepotenti, le debolezze sistemiche del nostro Paese in termini, ad esempio, di connettività, infrastrutture, strumenti digitali, sistemi informativi territoriali; il confronto con gli altri Paesi, non solo dell’Europa e del Nord America, ma perfino dell’Asia è impietoso e merita una riflessione profonda sulle scelte strategiche di politica industriale.

Quali, a suo avviso, le prossime sfide della nostra economia sociale?

La pandemia oltre che aver incrementato la forbice tra le consuete categorie dei ricchi e dei poveri, aumentandone notevolmente il numero, ha messo in luce una contrapposizione assolutamente nuova tra l’insieme, definito dal rapporto Censis, dei “garantiti” e dei “non garantiti”, ovvero coloro, i primi, che hanno un reddito garantito, e questi ultimi che non ce l’hanno. Durante i diversi lock down conseguenti la pandemia, tanti fra questi “non garantiti” sono diventati “più poveri dei poveri”. Penso che sia nostro compito e dovere impegnarci a fondo per ridurre questo divario, e migliorare il benessere complessivo della società. Infine: modernizzazione, occupazione, meritocrazia, ambiente, formazione possono contribuire a raggiungere questo risultato.

MOLO17, ANGELI: ‘NESSUNO È PROFETA IN PATRIA’. LA TECNOLOGIA CON UNA VISIONE GLOBALE

La giovane età che alimenta il coraggio dell’intraprendere e poi la tenacia, la determinazione, la capacità di cogliere e implementare metodologie e approcci rigorosi quanto innovativi per poter crescere rapidamente, ma anche in modo solido e strutturato. Sono questi alcuni degli asset strategici che hanno consentito a Daniele Angeli di progettare e guidare, in anni dagli scenari globalmente molto complessi e fluidi, MOLO17, l’azienda che a Pordenone sviluppa app e soluzioni It dal 2012. Se questo angolo di Friuli è stato terreno favorevole per far nascere il sogno imprenditoriale di Angeli, come spesso accade è la piazza internazionale che ha dato sin da subito all’azienda il modo di misurare – e affermare – le proprie idee e soluzioni tecnologiche, consentendole di arrivare alla soglia dei 2 milioni di fatturato. Ad Angeli piacciono le profondità del mare, da qui il nome di Molo, cui ha abbinato il 17, un numero che per lui torna sempre; ha una mente aperta alla cultura e al mondo, con poche barriere e indugi: «Forse – osserva – sono stati proprio i progetti internazionali e il lavoro con professionisti stranieri a rafforzare questa dimensione». Tra le soluzioni innovative ideate e sviluppate da MOLO17 vi è Zulu Emergency, il nuovo progetto che è riuscito a trovare la soluzione tecnologica per digitalizzare il triage, ovvero l’accettazione di una chiamata in Pronto Soccorso, la presa in carico del paziente e l’affidamento di un codice di urgenza. Una procedura che attualmente è effettuata ancora su carta, addirittura su carta carbone. La soluzione Zulu Emergency si articola in una applicazione mobile e in una piattaforma web e ottimizza la comunicazione dei servizi medici di emergenza. Su un tablet, attivato e collegato al personale che presta soccorso tramite un piccolo braccialetto, sono inserite tutte le informazioni relative al paziente ed ai trattamenti che riceve durante l’emergenza. In questo modo Zulu semplifica e aumenta l’accuratezza della risposta alle emergenze, fornendo una piattaforma comune per la comunicazione sicura, la collaborazione multi-organizzazione e la gestione dei dati critici in tempo reale. Installato anche sui tablet che equipaggiano ogni veicolo di emergenza (ambulanze, automediche ed elicotteri), Zulu consente agli operatori di emergenza sul campo di registrare i dati dei pazienti, gli interventi eseguiti e i segni vitali critici, pre-allineando gli ospedali di destinazione e tenendo informati i servizi di emergenza e i dispatcher. Avere le idee chiare da giovani porta, a 29 anni, ad avere un’azienda di successo. Quale il segreto? «Mi sono circondato di validissimi collaboratori, persone con esperienza su cui posso fare affidamento», conclude Angeli, riconoscendo l’importanza del lavoro di squadra in ogni progetto complesso, compreso quello dell’avvio e della crescita di un’impresa.