GAY: «IL VACCINO FONDAMENTALE PER IL LAVORO E LE RELAZIONI»

Il presidente di Confindustria Piemonte conferma la necessità del vaccino
sui luoghi di lavoro, per garantire la salute e lo sviluppo dell’economia.

Il vaccino è l’unica soluzione per poter continuare a lavorare nelle
aziende e ad avere relazioni all’esterno». Il presidente di Confindustria
Piemonte, Marco Gay, conferma così la posizione decisa e trasparente del
mondo industriale piemontese per affrontare una quarta ondata che, se pare
mostrare qualche segno di frenata, continua a stressare il servizio
sanitario nazionale e a mettere lo stesso mondo produttivo in difficoltà,
per il dilagare delle persone positive.
L’obiettivo è quello di superare con minori danni possibili, alle persone
innanzitutto e anche all’economia, una fase critica, perché l’agenda è molto
densa, sia per quanto riguarda gli impegni presenti che quelli futuri.
Arrivato alla guida di Confindustria nel luglio 2020 come candidato unico,
dopo un consolidato percorso associativo – è stato all guida dei giovani
industriali piemontesi e di Confindustria ed è presidente di
Anitec-Assinform, le imprese Ict e dell’elettronica di consumo – Gay a oltre
un anno e mezzo del suo mandato ribadisce i cardini del fare impresa oggi.
«La digitalizzazione deve essere un dato di fatto per ogni impresa»,
sottolinea, ricordando che proprio questa regione è riuscita ad attivare il
primo Digital Innovation Hub in Italia. «Un’opportunità per continuare ad
attrarre risorse umane, tecnologiche e finanziarie», prosegue il presidente
che, insieme al digitale individua quale fattore di crescita le opportunità
legate alla transizione ecologiche. «L’area torinese – esemplifica – mira a
qualificarsi come Hydrogen Valley per tutto ciò che attiene la mobilità
sostenibile, in particolare nei centri urbani».
Confortata da un Pil in crescita e da un export che ha resistito all’ondata
pandemica, Confindustria Piemonte – 5.500 addetti per 265mila addetti – ha
nei cluster dell’alimentare, del tessile di lusso, dell’oreficeria, della
meccanica, dell’edilizia e della logistica i suoi punti di forza. Proprio la
logistica può rappresentare un ulteriore asset di sviluppo, poiché il
Piemonte si pone in una posizione di snodo fondamentale tra il Nord Europa e
l’accesso al mare per i traffici in particolare con l’Oriente.
Gay, classe 1976 e attuale presidente esecutivo di Digital Magics –
l’incubatore di startup nato a Milano nel 2003 e oggi presente in Italia ed
Europa con più sedi –, naturalmente vigila sulle criticità generate anche
dalla pandemia, l’aumento del prezzo delle materie prime, la difficoltà di
reperimento delle stesse, il costo dell’energia elettrica («il gas è
aumentato di oltre il 300%», esemplifica), ma confida nei fondamentali
solidi dell’economia piemontese. «Vi è attenzione strategica per il futuro,
con la Regione Piemonte abbiamo scritto un piano industriale che genererà
una crescita aggiuntiva del 3%. Le risorse del Pnrr dovranno essere
correttamente utilizzate entro il 2026, cui si aggiungono i fondi europei
della nuova programmazione settennale».

IL RUOLO DEGLI ITS IN ITALIA, TEMA AL CENTRO DELL’INCONTRO FRA STORCHI (UNINDUSTRIA RE) E SIAGRI (CIP FVG)

Il ruolo degli Its – Istituti tecnici superiori – in Europa e nel Norditalia, le sinergie che potrebbero esserci e nascere fra l’Emilia Romagna ed il Friuli Venezia Giulia, in tema di digitalizzazione. Le strategie digitali: come e cosa serve ad un tessuto economico e sociale, come una regione, per essere competitiva a livello globale. Ed ancora, la servitizzazione – il passaggio dal prodotto al servizio – come cambierà i modelli di business; la montagna, intesa come luogo decentrato, quanto e come potrà dare il suo contributo allo sviluppo economico e produttivo del Paese? Sono questi solo alcuni dei temi dibattuti da Fabio Storchi, presidente dell’Unione degli Industriali di Reggio Emilia e Roberto Siagri, presidente del Carnia Industrial Park del Friuli Venezia Giulia (che riunisce le imprese della Carnia), oltre che autore del libro, best seller su Amazon: ‘La Servitizzazione’ dal prodotto al servizio (Guerini e Associati, editori; 2021). 
‘Reggio Emilia sta investendo molto sul tema della digitalizzazione – spiega Storchi – da tempo, abbiamo il piede sull’acceleratore da questo punto di vista. Per essere competitivi è necessario mettere a disposizione delle imprese la conoscenza sul tema, e le possibilità che il digitale offre. Spesso, l’imprenditore di una piccola e media impresa, deve fare fronte ogni giorno ad esigenze e necessità operative, che necessitano di risposte rapide ed efficaci. Questo toglie tempo ed energia al pensiero strategico, per lo sviluppo futuro. Ecco che, sapere cosa il mercato mette oggi a disposizione per migliorare efficacia ed efficienza produttiva, per andare oltre il modello della ‘lean factory’, è indispensabile. La nostra missione è quindi quella di offrire gli strumenti per rendere le nostre imprese più competitive possibile. Ne va dello sviluppo di un intero territorio. Da ciò parte anche, la nostra forte mission in tema di formazione. Sono ben tre gli Its avviati sui temi del digitale solo a Reggio Emilia’. 
Siagri: ‘In Carnia, ad Amaro (Ud), è partito il primo corso Its sulla trasformazione digitale: il primo in Friuli Venezia Giulia, di questo genere. È un modo, questo, per interpretare ad oggi il ruolo del digitale: uno strumento per fare sviluppo anche nelle aree interne e nelle terre alte. Creando competenze che non possono che rendere più competitiva una comunità, più attrattivo un territorio. Sono fondamentali anche questi scambi di esperienze. Spesso, in altri contesti geografici simili, ma lontani, si sono già affrontate situazioni, problemi, elaborando anche soluzioni. Quindi, il confronto non può che creare alleanze efficaci e stimolanti, oltre che fattive’.

EUROLLS – METALMECCANICA FRIULANA – APRE NUOVO CENTRO RICERCHE IN MONTAGNA: R&D PER SOLUZIONI SOSTENIBILI

Eurolls (40 milioni i ricavi, 147 addetti), azienda friulana con quartier generale ad Attimis (Ud) e plant produttivi a Villa Santina (Ud), oltre che a filiali in Cina, Brasile e Messico, punta alla sostenibilità ambientale in uno dei settori meno vocati all’economia circolare: quello metalmeccanico. Eurolls, che sviluppa accessori e tecnologie per la produzione industriale di fili e tubi d’acciaio, ha aperto il suo nuovo Centro ricerche a Villa Santina (Ud), in Carnia, fra le montagne, proprio per individuare soluzioni a beneficio dell’ambiente.
‘Il centro di ricerche sta sviluppando nuovi mezzi in grado di laminare fili in acciaio alto resistenziali e leghe, senza l’uso di saponi e lubrificanti e dei relativi sistemi di aspirazione, così da ottenere un processo ecosostenibile e che non rilasci contaminanti nell’ambiente. Nel centro lavorano quattro persone: l’ultima arrivata, è una neo-laureata con una tesi sulla stampa 3D proprio in collaborazione con Eurolls’ afferma Renato Railz, presidente di Eurolls (nella foto con Matteo Querini, direttore del Centro ricerche). L’azienda sta studiando tecniche di stampa di prodotti ‘cermet’: cermenti, ovvero materiali derivanti dall’unione di un materiale metallico con una sostanza di natura ceramica; ed in particolare di materiali sinterizzati in carburo di tungsteno: i primi risultati sono promettenti. Negli ultimi anni, investimenti importanti sono stati fatti anche nel campo dell’ingegneria delle superfici: con collaborazioni con istituti di metallurgia stranieri e Università italiane sono stati ottimizzati i processi di rivestimento di superfici con tecniche di deposizione in fase vapore (pvd), a basso impatto. I vantaggi che derivano da queste tecniche dimostrano come la tribologia (scienza che studia l’attrito, la lubrificazione e l’usura) può contribuire alla green economy attraverso l’adozione di processi e materiali a bassa pericolosità, la riduzione d’impatto dei prodotti finiti grazie alle migliori prestazioni, la riduzione dei consumi energetici dovuti a dissipazione per attrito, la riduzione dell’impiego di lubrificanti e l’aumento di vita utile del prodotto.
Eurolls ha deciso di investire anche sulla tecnologia di elettrodeposizione del diamante per la costruzione degli utensili per la lavorazione dei propri prodotti, in particolar applicata ai rulli di laminazione. Sta sperimentando ora tecniche per recuperare il diamante esausto e immetterlo di nuovo nel circuito produttivo: attualmente ciò non è possibile, la lavorazione ne cambia le proprietà elettriche e magnetiche. Anche il recupero del corpo solido del prodotto diamantato, che è già una modalità consolidata per gli utensili costruiti internamente, è un tema che Eurolls sta affrontando.

L’impresa friulana è dotata di uno degli impianti automatici più grandi in Italia per il trattamento termico di tempra dell’acciaio con tecnologia in vuoto: un processo senza emissioni in atmosfera, senza generazione di vapori gassosi e senza sviluppo di calore negli ambienti di lavoro. Il packaging: da anni gli imballaggi dei rulli standard del settore ‘wire’: filo, sono stati convertiti utilizzando contenitori ricavati da plastica di scarto o di riciclo.

Fotogallery IL PRAGMATISMO EMILIANO FA VALORE I RICAVI, AZIENDE ECCELLENTI IN ASCESA

– Le inchieste di Ti Lancio: il sistema economico emiliano, con focus su Reggio Emilia,  durante e dopo la pandemia – 

A Reggio Emilia si guarda al futuro. Lo si fa con pragmatismo, tipico della gente di questa terra. E con una forza, dettata anche dalla tecnologia, che è propulsiva, come un motore. Non per niente ci troviamo nei lembi della ‘Motor Valley’. È quasi ‘aggressiva’ la caparbietà dirompente di chi vuole lasciare un segno tangibile con la propria idea, impresa, prodotto o servizio. L’aria che si respira sembra quella della ben nota ‘Silicon Valley’: lontana oltre diecimila chilometri, ma, stimolante parimenti a Palo Alto (California). Competitività, azione, conoscenze, velocità: fanno parte della ricetta del successo di questa comunità che ogni giorno si alza per cambiare il mondo, in meglio. Niente da fare. L’Emilia ne ha ben donde per farsi ricordare e per sperare. La speranza è dettata anche dal fatto che l’onda d’urto della pandemia è stata retta, pur con difficoltà: il sistema ha tenuto. ‘Molti anni fa abbiamo scelto di investire nella digitalizzazione dei processi’ spiega Enrico Grassi, fondatore di uno dei colossi reggiani, E80 Group, nato dall’integrazione tra le storiche aziende di cui Grassi era già presidente, Elettric80 e Bema. ‘Questa lungimiranza, unita all’impegno di tutti i collaboratori, alla nostra presenza internazionale, e allo sviluppo di una rete di fornitura all’interno del tessuto produttivo locale, ci ha permesso di garantire i nostri servizi, in tutto il mondo. Abbiamo assicurato la continuità delle attività al nostro interno, consentendoci di non fermare la produzione, anche in momenti storici complessi, come quelli che abbiamo vissuto’. Il core business del gruppo è l’intralogistica automatizzata ed integrata che incrementa efficienza, sostenibilità e sicurezza delle fabbriche. Conta oltre 1.000 dipendenti, 13 filiali nel mondo, ed oltre 300 milioni di fatturato. Il suo quartier generale è a Viano, sulle colline della provincia di Reggio Emilia.

L’azienda da molti anni e, soprattutto in questo periodo, ha continuato a valorizzare il territorio: ‘Durante il lockdown – continua Grassi – abbiamo proseguito ad investire su: formazione, giovani, digitalizzazione, sostenendo anche iniziative di solidarietà a favore della comunità. Una fra tutte – realizzata in stretta collaborazione con alcuni dei nostri clienti nazionali –:  la donazione di prodotti di prima necessità a coloro che, sul territorio, ne hanno maggiormente bisogno”. Piccoli gesti che puntano al benessere della comunità locale.
E80 Group nel 2020 ha accolto nella propria compagine societaria la holding Ruck, entrata con una partecipazione del 25 per cento.
A sua volta E80 Group partecipa in Flash Battery, altra realtà, poco distante da Viano: in quel di Sant’Ilario D’Enza (Re). Qui si studia il futuro del litio, impiegato per realizzare batterie altamente customizzate. Alla guida due ragazzi – sì perché oggi, avere poco più di 35 anni significa essere ragazzi -. Sono Marco Righi (Ceo) e Alan Pastorelli (Cto) che, alla stregua della loro età, hanno portato, la loro ex start up, a fatturare 17 milioni, occupando 65 addetti.

Chiamali ragazzi. La produzione è di 2.300 batterie l’anno. Con un comparto R&D che sfida ogni giorno le nuove esigenze di mercato e che occupa il 35% degli addetti. Perché le batterie al litio, oltre ai macchinari ed ai veicoli industriali, possono servire – come già accaduto – anche ai sottomarini, impiegati nella difesa. ‘Puntiamo alla sostenibilità – spiega Righi – è uno dei nostri baluardi ora. L’Europa, nel nostro settore ha dato input precisi e obiettivi da raggiungere’. Sul fronte della pandemia: ‘Le trasformazioni in atto non si sono fermate, l’elettrificazione ha continuato ad andare avanti. Non abbiamo registrato stop’. La potenza dell’innovazione e della crescita della tecnologie hanno strabordato sugli effetti della pandemia. Il motore non si è mai spento. Anche se, alla Bertazzoni di Guastalla (Re): ‘La produzione si è fermata per ben 7 settimane’, spiega Valentina Bertazzoni, figlia del patron Paolo (Ceo), Style&Brand Director. Nella ‘bassa’ reggiana ci si è dovuti fermare: stop alla produzione di elettrodomestici, cucine a gas, elettriche, piani e forni da incasso, cappe aspiranti. ‘Le richieste però dei nostri prodotti sono aumentate – spiega Valentina – abbiamo fermato la produzione; intanto, nel mondo, si stava a casa e si pensava a cucinare, al proprio benessere fisico e mentale, che passa anche dall’alimentazione. Così, abbiamo avuto richieste: per capire meglio come funzionavano i nostri forni a vapore, sulle caratteristiche dei nostri impianti di refrigerazione’. Tanto che l’azienda, va verso un incremento del fatturato di oltre il 30%, superando i 100 milioni di euro, alla fine di questo 2021. ‘Ne siamo molto soddisfatti, anche mio padre: è già concentrato su come raggiungere il prossimo traguardo’ sottolinea Valentina. L’umiltà è di casa dai Bertazzoni, lo si capisce entrando dalla porta del quartier generale: si respira aria di casa appunto, fra quelle cucine che han fatto, anche loro, la storia di Reggio Emilia.

A trenta chilometri da Guastalla, c’è l’AVL Italia, in quel di Cavriago (Re). Sussidiaria italiana della capogruppo, AVL, che ha la sua sede a Graz, in Austria. AVL List GmbH è una tra le più grandi aziende al mondo per lo sviluppo, la simulazione e il test nell’industria automobilistica. Attingendo al suo spirito pionieristico, l’azienda fornisce concetti, soluzioni e metodologie per modellare le tendenze future della mobilità. Il rigore teutonico si sente. Dino Brancale, Ceo della filiale italiana-emiliana, da 200 milioni di fatturato, conferma che: ‘In pandemia non abbiamo registrato un calo del fatturato perché i progetti strategici relativi all’elettrificazione in ambiente automotive, hanno proseguito senza inceppi’. L’elettrificazione delle automobili non cede il passo. Si va avanti. Anche se il settore commerciale legato alle automobili ha subito un duro contraccolpo, in seguito al Covid. I piani innovativi di AVL in Italia non si sono fermati, a differenza invece della capogruppo austriaca che ha risentito del momento. ‘In Italia abbiamo tenuto e questo perché ci troviamo nel cuore pulsante della ‘Motor valley’ dove la ricerca non si ferma mai’ conclude Brancale.

E per fortuna. Solimè, sempre di Cavriago (Re), è passata invece, da una profonda riorganizzazione produttiva. Le leve di questo cambiamento sono state proprio le conseguenze della pandemia. L’azienda infatti – che dal 1975 opera nel settore erboristico, producendo prettamente integratori alimentari e cosmesi curativa – si è trovata a dover sviluppare su scala industriale, disinfettanti per mani ed ambienti che non erano proprio ed esattamente il suo core business. Passando da un fatturato di 4,5 milioni a 8,5 milioni di euro, previsti in chiusura del 2021. Andrea Solimè, Ceo dell’azienda che porta il suo cognome: ”Abbiamo dovuto cambiare modello produttivo velocemente, organizzando turni notturni e industrializzando processi che prima non avrebbero avuto modo di sussistere: ce lo ha imposto il mercato”. Andrea si è trovato, insieme alla moglie Jodie e al socio Alberto, anche nel momento storico del cambio generazionale, al vertice dell’azienda di famiglia che è passata nelle sue mani dal padre Roberto e dalla madre Laura. ‘Concentrandosi tutto allo stesso tempo è stato un periodo intenso a dir poco, ma ce l’abbiamo fatta’ conclude. Ora l’azienda punta agli investimenti e all’espansione, con 50 addetti, ed un segmento R&D in continuo sviluppo, con l’assunzione di biologi ed esperti. 

Mentre, a Bibbiano (Re), in epoca di Covid, si è pensato bene di inventare un armadio che, con la tecnologia ad esso applicata, a raggi ultravioletti, consente la sanificazione degli indumenti al suo interno. La firma su questo progetto, già premiato, è Printabled che progetta e produce impianti di polimerizzazione a lampade UVLED, soluzioni altamente innovative per una stampa di qualità. Francesco Dattilo, il Ceo di Printabled, con una lunga esperienza in multinazionali, esprime la sua soddisfazione per questo prodotto super tecnologico nato in pandemia: ‘Non sarebbe venuto fuori, senza questo periodo di stop, insieme alle nuove esigenze di sanificazione degli oggetti, oltre che degli ambienti’ conclude. 

NGV Powertrain è invece una start up italiana innovativa, che opera nei cinque continenti con una grande ambizione: la sostenibilità ambientale ed economica. NGV Powertrain sviluppa e produce motori a carburante alternativo, creando sistemi di alimentazione a gas naturale, biocarburante, e-fuel, idrogeno e ibridi per nuovi veicoli o macchine e per l’aftermarket. Promuove modelli di economia circolare verde. Il segmento R&D la fa da padrone, occupando 25 persone, il fatturato è di 1,2 milioni. Il giovane salentino Cesare D’Ippolito, business development director esprime tutto il suo entusiasmo: ‘La ricerca è il nostro fiore all’occhiello, anche in pandemia non ci siamo mai fermati’ spiega. Ngv Powertrain nasce per iniziativa di Luca Iori e David Caponi.

Fabio Storchi, presidente di Unindustria Reggio Emilia non si stupisce del fatto che esempi eccellenti delle imprese locali abbiano resistito alla crisi scatenata dalla pandemia: ‘La reattività di queste imprese e di questi imprenditori è tale che non mi sorprende per nulla che il sistema abbia tenuto. La risposta che solitamente scaturisce dal tessuto economico produttivo reggiano è veloce, oltre che dinamica. Anche per questo motivo nascono a Reggio Emilia progetti internazionali inimmaginabili per peso e valore.

Non mi meraviglia neppure che la sensazione sia quella di trovarsi nella ben nota e stimolantissima Silicon Valley. Oltreoceano si va veloci e si ricerca, quanto nella operosa Emilia’. E come afferma Enrico Grassi, presidente di E80 Group: ‘Non dobbiamo mai smettere di sognare’.

SCILM DIGITALIZZA PROCESSI PRODUTTIVI CON TECNEST

Scilm di Cittadella (Pd), specializzata in componenti innovativi per cucine e arredamento (200 addetti, 5 stabilimenti produttivi), ha iniziato 5 anni fa il percorso della digitalizzazione dei propri processi produttivi, nel rispetto dei paradigmi dell’industria 4.0. Oggi la realtà produttiva racconta i risultati raggiunti in collaborazione con la società informatica friulana Tecnest grazie all’implementazione del software dedicato alla pianificazione e gestione della produzione. Innovazione, qui, significa anche capacità di guardare al futuro e cogliere le opportunità che la tecnologia offre. 
Scilm (nella foto il quartier generale in Veneto), dal 1977, ha fatto della ricerca e dell’innovazione il fil rouge che ha da sempre guidato il proprio sviluppo.
L’azienda spiega i risultati ottenuti grazie all’implementazione del software Flex della friulana Tecnest (che ha una sussidiaria anche a Milano), che ha permesso un’importante crescita grazie ad una ottimizzazione dei processi produttivi, in un’ottica di incremento delle performance. “La volontà di Scilm era quella di proiettarsi nel futuro, ridisegnando anche il ruolo del legno-arredo sul mercato: qualità “Made in Italy” e tecnologia industriale coesistono qui in maniera sinergica e remano nella stessa direzione – spiega Pier Enrico Dissegna, responsabile controllo di gestione industriale Scilm–. Non solo la produzione, ma anche la crescita, in termini di fatturato, è stata supportata da Tecnest”. La risposta da parte degli operatori di fabbrica è stata positiva – prosegue – non c’è stata resistenza al cambiamento in tal senso e dopo quattro anni, il sistema risulta tutt’oggi efficiente, intuitivo e soddisfacente anche dal punto di vista della esperienza d’uso. Grazie alla collaborazione con Tecnest, abbiamo implementato sia la parte relativa alla pianificazione della produzione, migliorando nettamente la gestione dei flussi sia informativi che dei materiali, sia la parte relativa alla gestione della produzione. Ora, grazie alla tecnologia, siamo in grado di pianificare, controllare e tracciare perfettamente la produzione e le attività dei nostri operatori. E questo si traduce nell’eliminazione di attività non a valore aggiunto e quindi in maggior efficienza. E recuperare efficienza significa ridurre i costi”. E proprio sul valore della conoscenza, in particolare durante i difficili momenti della pandemia, pone l’accento la società informatica friulana.
“Oggi, l’alto tasso di conoscenza, è il vero valore aggiunto di ogni progetto – sottolinea Fabio Pettarin, presidente di Tecnest –. Tecnest investe ogni anno sulla formazione, con corsi tecnici e di empowerment delle competenze a tutti i livelli. Non esistono aziende che non abbiano bisogno di digitalizzare: rendere digitale la produzione oggi significa poter gestire maggiori informazioni, qualitativamente più accurate potendo avere piena visibilità sulle attività produttive. E quindi significa misurare. E misurare significa conoscere e poter crescere”. Sele forti fluttuazioni di mercato e l’instabilità dettata dalla pandemia, rendono difficile tracciare una rotta sicura per le Pmi italiane, di certo c’è che le nuove tecnologie informatiche e IoT per il mondo della produzione stanno rappresentando per molte imprese uno strumento indispensabile per rispondere alle difficoltà attuali della supply chain. “Per questo Scilm proseguirà il percorso intrapreso con Tecnest portando in fabbrica un’interfaccia ancora più intuitiva e seguendo l’onda lunga dell’Industry 4.0, sfruttando tutte le possibilità che la tecnologia moderna offre – conclude Dissegna – Perché oggi, essere competitivi, significa sia essere un passo avanti dal punto di vista del servizio offerto e della qualità produttiva ma anche del livello tecnologico raggiunto”.