DISY e AKEL si confermano le prime forze del Paese, ma lo storico sistema politico dell’isola viene scosso dall’avanzata nazionalista dell’ELAM e dall’ingresso in parlamento di influencer e movimenti anti-corruzione.
(Ti Lancio da Cipro) Nicosia 26 maggio 2026 – Le elezioni parlamentari a Cipro ridisegnano la mappa politica dell’isola, sancendo una storica frammentazione. Se da un lato le due principali forze tradizionali – il raggruppamento di centro-destra DISY (Raggruppamento Democratico) e il partito di sinistra AKEL (Partito Progressista dei Lavoratori) – sono riuscite a difendere le proprie posizioni smentendo i sondaggi più catastrofici, la vera svolta arriva dal fronte della destra radicale. L’ELAM (Fronte Popolare Nazionale) ha infatti raddoppiato la propria presenza parlamentare, scalzando i centristi storici e insediandosi come terza forza politica del Paese.
L’affluenza alle urne ha registrato un aumento significativo, attestandosi al 66,9% (in crescita rispetto al 63,9% delle precedenti legislative), segno di una forte mobilitazione dell’elettorato di fronte a un voto percepito come un vero e proprio referendum sulla fiducia nelle istituzioni.
I dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno confermano il DISY in cima alle preferenze dei cittadini, seguito a breve distanza dall’AKEL. Entrambi i partiti sono riusciti a non perdere seggi, garantendo una parvenza di continuità al vertice dello scacchiere politico:
Il dato politicamente più rilevante è senza dubbio l’affermazione dell’ELAM. Nato originariamente con forti legami ideologici con il movimento greco di Alba Dorata, il partito ha saputo intercettare il malcontento popolare cavalcando una forte retorica anti-immigrazione, posizioni fortemente anti-turche sulla questione della divisione dell’isola e una piattaforma populista.
Con il 10,9% dei consensi e ben 8 scranni alla Camera dei Rappresentanti, l’ELAM ha scalzato il DIKO, il partito centrista che per decenni ha svolto il ruolo di “ago della bilancia” della politica cipriota e che oggi cede terreno.
Oltre al successo dell’estrema destra, il voto ha premiato due nuove formazioni nate sull’onda della protesta anti-establishment e che entrano in parlamento per la prima volta con 4 deputati ciascuna. ALMA (cittadini per Cipro): guidato dall’ex revisore generale Odysseas Michaelides, il partito ha incentrato tutta la sua campagna sulla lotta alla corruzione strutturale e sulla trasparenza dei conti pubblici, raccogliendo il 6,8% dei voti. Direct democracy Cyprus: movimento guidato dal giovanissimo europarlamentare e influencer di YouTube Fidias Panayiotou, che ha capitalizzato il voto giovanile e la protesta contro la vecchia classe politica attraverso la democrazia diretta digitale e i social network.
Al contrario, la frammentazione ha penalizzato i partiti minori storici: i socialisti dell’EDEK e il Fronte Democratico (DIPA) non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento del 3,6%, scomparendo dall’aula.
Il verdetto delle urne complica notevolmente la vita del Presidente della Repubblica, Nikos Christodoulides. Il capo dello Stato, eletto come indipendente nel 2023, non godeva già prima di una maggioranza solida, ma dipendeva dal sostegno di forze centriste come il DIKO e l’EDEK.
Con la scomparsa dei partiti minori e l’indebolimento del centro, la base parlamentare che sostiene il governo esce fortemente ridimensionata. Nelle prossime settimane, Christodoulides sarà costretto a cercare alleanze ad hoc e compromessi geometrici testo per testo per evitare lo stallo legislativo, in un parlamento cipriota che si scopre radicalizzato, frammentato e più che mai imprevedibile.


Leave a Reply