Cookie Policy ATTUALITA'. UCRAINA. INFERNO SU KIEV: LA CAPITALE UCRAINA TRAVOLTA DA UNO DEI PIÙ PESANTI BOMBARDAMENTI DALL’INIZIO DELLA GUERRA - Tilancio

ATTUALITA’. UCRAINA. INFERNO SU KIEV: LA CAPITALE UCRAINA TRAVOLTA DA UNO DEI PIÙ PESANTI BOMBARDAMENTI DALL’INIZIO DELLA GUERRA

ATTUALITA’. UCRAINA. INFERNO SU KIEV: LA CAPITALE UCRAINA TRAVOLTA DA UNO DEI PIÙ PESANTI BOMBARDAMENTI DALL’INIZIO DELLA GUERRA

Pioggia di missili balistici, ipersonici e droni russi colpisce i quartieri residenziali e le infrastrutture. Colpito anche l’edificio in cui risiede il presidente Zelensky. Mosca intensifica gli attacchi dopo le tensioni nell’Est.

(Ti Lancio dall’Ucraina) Kiev 26 maggio 2026 – Una notte di fiamme, boati assordanti e terrore ha riportato la capitale ucraina al cuore dei suoi giorni più drammatici. Nelle scorse ore, Kiev è stata bersaglio di uno dei bombardamenti russi più massicci, coordinati e violenti dall’inizio dell’invasione su vasta scala, lasciando dietro di sé una scia di distruzione in diversi quartieri, vittime civili e decine di feriti.

Secondo le ricostruzioni fornite dalle autorità locali e dai report sul campo del Wall Street Journal, le forze di Mosca hanno lanciato un attacco combinato a ondate successive, impiegando una micidiale combinazione di droni d’attacco, missili da crociera e vettori ipersonici ad altissima velocità, progettati per saturare e superare le difese aeree della capitale. 

Le esplosioni hanno scosso la città per ore, illuminando il cielo notturno e costringendo migliaia di cittadini a rifugiarsi nei tunnel della metropolitana e nei bunker sotterranei. I danni sono ingenti e colpiscono direttamente il cuore civile della città: incendi e crolli sono stati registrati nei distretti storici e residenziali di Shevchenkivsky, Dniprovsky e Podilsky.

In un risvolto dal forte valore simbolico e politico, le autorità hanno confermato che i frammenti di un vettore intercettato – o l’impatto diretto di un ordigno – hanno gravemente danneggiato un condominio d’alto livello che ospita, tra gli altri, l’appartamento privato del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del noto uomo d’affari Timur Mindich. Pur non essendoci notizie di un coinvolgimento diretto del leader ucraino, l’episodio sottolinea l’assoluta vulnerabilità e la capillarità della pioggia di fuoco riversata sulla città.

Questo bombardamento senza precedenti non è un evento isolato, ma si colloca all’interno di una precisa e feroce escalation geopolitica. L’attacco arriva infatti a ridosso di pesanti incursioni condotte dai droni ucraini in territorio russo e della forte pressione militare esercitata da Kiev sul fronte orientale.

Fonti della difesa evidenziano come Mosca stia progressivamente cambiando passo, alternando l’uso dei droni di fabbricazione iraniana a micidiali armi d’avanguardia. Solo pochi giorni prima, il Cremlino aveva ordinato l’impiego del nuovo missile balistico a raggio intermedio Oreshnik, un vettore a capacità nucleare progettato specificamente come monito all’Ucraina e ai suoi alleati occidentali. La devastazione di questa notte a Kiev sembra essere la continuazione diretta di questa strategia del terrore strategico.

Oltre alle abitazioni, i raid russi hanno preso di mira con precisione chirurgica le infrastrutture energetiche e i nodi logistici. Nonostante l’eroico sforzo delle batterie di difesa aerea ucraine (tra cui i sistemi Patriot forniti dall’Occidente), l’enorme volume di fuoco simultaneo ha permesso ad alcuni missili di aprirsi un varco.

Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, e i responsabili della sicurezza hanno fatto sapere che i servizi di emergenza hanno lavorato incessantemente per domare i giganteschi incendi divampati nei palazzi sventrati e per estrarre i civili dalle macerie. Almeno una persona ha perso la vita nei primi bilanci ufficiali, ma il numero dei feriti – tra cui diversi bambini – è destinato a salire man mano che procedono le operazioni di soccorso. Il brutale raid sulla capitale riaccende con forza drammatica il dibattito internazionale sulle forniture militari a Kiev. Da mesi il governo ucraino ripete che le scorte di munizioni per la difesa aerea si stanno esaurendo e che Mosca sta deliberatamente sfruttando queste finestre di vulnerabilità per piegare la resistenza psicologica del Paese.

Mentre le cancellerie europee e la NATO discutono su impegni finanziari a lungo termine e nuove quote di PIL da destinare al supporto militare, le macerie fumanti di Kiev ricordano al mondo che il tempo, per l’Ucraina, si misura in vite umane e distruzione quotidiana. L’Occidente è chiamato a rispondere, ma nel frattempo la capitale si risveglia ferita, traumatizzata, ma ancora una volta determinata a non arrendersi.

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