Domani, mercoledì 27 maggio, i Consigli di presidenza e generale si riuniscono ad Acciaierie d’Italia in AS. “Ti Lancio” segue l’evento in diretta sul campo, tra la presentazione della ricerca sul sentiment degli italiani e lo spettro dello stop produttivo fissato per il 24 agosto.
(Ti Lancio dalla Puglia) Taranto 26 maggio 2026 – I riflettori della politica industriale italiana si riaccendono sul capoluogo jonico, epicentro di quello che si preannuncia come il braccio di ferro finale tra la sopravvivenza della siderurgia nazionale e la tutela della salute pubblica. Domani, mercoledì 27 maggio, Federmeccanica e Confindustria Taranto incontreranno gli organi di informazione all’interno del Centro Ricerche e Sviluppo di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria. Un appuntamento cruciale che la nostra agenzia di stampa, “Ti Lancio”, seguirà in diretta dall’interno dello stabilimento per documentare analisi, strategie e voci dei protagonisti.
La scelta di Federmeccanica di tornare a Taranto – a soli due mesi dalla visita di marzo – per tenervi i lavori del Consiglio di Presidenza e del Consiglio Generale è un segnale di forte e compatta presenza categoriale. L’industria metalmeccanica italiana fa quadrato attorno al polo jonico, proprio mentre stringe la morsa di una clamorosa scadenza cronometrica imposta dalla magistratura.
Il vertice di domani si svolge infatti all’ombra del decreto emesso dalla Sezione Impresa del Tribunale di Milano, che ha fissato un ultimatum perentorio: la sospensione dell’attività produttiva dell’intera area a caldo a partire dal 24 agosto 2026, qualora l’azienda non integri il piano ambientale corrente indicando scadenze brevi e vincolanti per abbattere i rischi sanitari.
I giudici milanesi – recependo una storica pronuncia della Corte di Giustizia dell’UE – hanno imposto prescrizioni stringenti sul monitoraggio delle polveri sottili (PM10 e PM2.5) e sulla gestione delle emissioni nei wind days. Per i commissari straordinari e per il Governo, mancano meno di tre mesi per sventare lo spegnimento definitivo dei motori industriali di Taranto.
Per capire la portata dell’evento di domani, è necessario ripercorrere la complessa mappa storica di un sito che da oltre mezzo secolo incarna il più drammatico dualismo italiano: il diritto al lavoro contro il diritto alla salute.
L’età dell’oro statale e la nascita del gigante
1960 – 1965
L’Italsider inaugura a Taranto il quarto centro siderurgico italiano. È un’opera colossale concepita dallo Stato per trainare il miracolo economico e l’occupazione nel Mezzogiorno. Il quartiere Tamburi cresce a ridosso dei camini.
La privatizzazione e i record del Gruppo Riva
1995
Lo Stato privatizza l’acciaio: il polo jonico viene acquistato dalla famiglia Riva e ribattezzato ILVA. Diventa l’acciaieria più grande d’Europa, superando le 10 milioni di tonnellate annue, ma parallelamente cresce a dismisura il debito ecologico e sanitario con la città.
Il terremoto giudiziario e i decreti
Luglio 2012
La Procura di Taranto ordina il sequestro preventivo senza facoltà d’uso dell’area a caldo nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente Svenduto”. Per evitare il collasso economico del Paese, il Governo interviene d’urgenza inaugurando la stagione dei decreti speciali e ponendo, nel 2015, l’azienda in Amministrazione Straordinaria.
L’accordo fallito con ArcelorMittal
2018 – 2024
Il colosso franco-indiano ArcelorMittal assume la gestione della fabbrica. Tra lo scontro sullo “scudo penale”, il crollo della produzione ai minimi storici e l’ingresso infruttuoso dello Stato tramite Invitalia (Acciaierie d’Italia), la governance pubblico-privata naufraga, portando all’inizio del 2024 a una nuova amministrazionesStraordinaria statale.


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