CARO ENERGIA: LA MONTAGNA FA SQUADRA

CARO ENERGIA: LA MONTAGNA FA SQUADRA

A Resia un incontro fra gli operatori del settore 

Si è tenuto a Resia, presso la sede di Ti Lancio, un incontro per parlare di energia e caro bolletta, alla presenza dei principali operatori del settore che operano nell’area montana del Fvg. Una vera e propria tavola rotonda in cui sono emerse necessità impellenti.

   Un dato su tutti, per comprendere la situazione attuale: Eurolls, azienda con sede operativa a Villa Santina (Ud) ha ricevuto una ultima fattura per l’erogazione e l’utilizzo dell’energia elettrica, pari a 130mila euro, relativamente ad una mensilità. 

‘Quando, fino a pochi mesi fa – spiega Renato Railz, il presidente della società che produce  rulli in  acciaio e carburo di tungsteno,  presente insieme a Matteo Querini, direttore generale – il costo era di circa 60mila euro’

Ennio Pittino, presidente di Secab società cooperativa, che produce ed eroga energia nei cinque Comuni dell’Alto Bût, esprime sconcerto per quanto sta accadendo: ‘Siamo colpiti dalla difficile situazione in cui ci troviamo anche noi autoproduttori e distributori di energia; comunque, grazie all’autoproduzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, siamo riusciti a calmierare i prezzi di vendita nei confronti dei nostri soci, intervenendo, a partire dal mese di luglio, con crescenti sconti sul prezzo della materia energia della bolletta elettrica. I passi da compiere, prosegue, per trovare una soluzione condivisa sono complessi. Sicuramente, ogni comunità territoriale deve fare del suo, per cercare di incentivare la produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili anche attraverso la promozione e/o costituzione di comunità energetiche’. 

   I territori fanno la loro parte, come il Comune di Resia. Il sindaco, Anna Micelli, della piccola comunità rivendica la presenza in loco di una centralina idroelettrica che consente un introito; la gestione attualmente è in capo al Carnia Industrial Park che ne detiene la concessione e ne distribuisce i ricavi in relazione ad un accordo datato 2006.

‘Alla scadenza della concessione, è intenzione dell’amministrazione pensare a nuove forme di gestione, che possano consentire maggiori benefici a chi risiede in valle e a chi, come la società Euroolls, che da poco ha aperto una sede anche a Resia, in grado e con la volontà di fare investimenti in montagna’ spiega  Micelli.

  ‘Sicuramente le iniziative poste in essere dalle piccole comunità vanno benissimo – sottolinea Gabriele Massarutto, presidente di Idroelettrica Valcanale che distribuisce energia in Valcanale – non dobbiamo, a questo punto commettere errori. La situazione è molto complessa, questo è un primo momento per iniziare a parlare di cosa e come la montagna può e deve fare, per fare fronte a questo momento storico’. 

   Marco Neopensi, amministratore e socio di Riel, azienda che opera nell’ambito della distribuzione di energia e delle telecomunicazioni, con sede a Tavagnacco (Ud), non ha dubbi: ‘Abbiamo, sul territorio, numerose risorse a nostra disposizione, dobbiamo ora, forse e finalmente capire, come agire per affrontare al meglio il momento, vist’anche che, ci troviamo in una regione a statuto speciale, quindi, autonoma’.

   Altra azienda a risentire della mancanza e del rincaro delle materie prime, oltre che dell’energia, è la Beng di Tolmezzo (Ud), con core business nella realizzazione di fari e fanali per auto di lusso: ‘Il costo delle materie prime plastiche è schizzato a quattro volte di più, così come i componenti elettronici aumentati di dieci volte. Non possiamo permetterci rincari di questo genere’. 

Sergio Buzzi, amministratore unico di EscoMontagna, la partecipata dalla Comunità di montagna della Carnia che si occupa della gestione di diversi  impianti di teleriscaldamento, si dice: ‘Preoccupato per il caro materie prime. Anche i risparmi che il teleriscaldamento poteva produrre, si stanno assottigliando: serve individuare nuove soluzioni e guardare al 2030 con grande spirito di collaborazione tra i vari operatori, l’energia obbliga a visioni ampie i campanili sono il passato  ‘.

Il tavolo tornerà ad aprirsi per una successiva discussione. 

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