ERMETRIS, DAL GATTO ERMES IL NOME DELL’IMPRESA. DA CLAUDIO BORRELLO, IL SUCCESSO DELL’AZIENDA

Ermetris è l’azienda tecnologica di Claudio Borrello. Un giovane ingegnere che, ad un certo punto, da dipendente decide di diventare imprenditore, prima di se stesso. E poi della sua Ermetris. Ha un gatto che si chiama Ermes, ed è appassionato di esoterismo, lui Claudio. Ama le cose belle: il cotonificio restaurato a Gorizia, dove lavorano in forza ad Ermetris i dipendenti, è un ambiente dal tocco femminile (Pamela). Dove si sta bene. Una combinazione alchemica – la chimica conta sempre anche nel fare impresa – fa respirare un’aria frizzante in un’azienda giovane, partita dal 2012. ‘Ci diamo da fare – spiega Borrello – ciò che ci contraddistingue è la flessibilità. Siamo in grado di fornire strumenti che funzionano bene, insieme ad un ottimo servizio di manutenzione’. L’azienda ha sede a Gorizia, con una particolare attenzione per il settore del trasporto ferroviario, ha appena avuto una conferma ed una nuova commessa. Dopo una prima fase proficua di collaborazione, è stata rinnovata per altri due anni la fornitura di prodotti Ermetris alla Amtrak, leader del trasporto su ferrovia negli Stati Uniti. L’impresa di Gorizia porterà oltreoceano il suo microtelefono ferroviario intelligente, con spessore ridotto che ne consente un facile montaggio grazie anche alla chiusura magnetica alla base. Un prodotto capace di offrire una eccellente qualità del suono e molto versatile, grazie alla pulsantiera esterna. L’apparecchio, integrato nel banco del macchinista e destinato alle comunicazioni con i passeggeri (di servizio e di sicurezza), consente anche di comunicare con i capitreno e con l’altro macchinista sul fronte opposto del convoglio. In totale, Ermetris ha fornito questi speciali telefoni a circa 150 treni, fra quelli ad alta velocità sulla direttrice Boston-New York e quelli in servizio in California. Di recente, invece, l’azienda goriziana è stata scelta anche per una commessa in Indonesia, dove fornirà la stessa tipologia di prodotto. «La nostra vocazione è sempre più internazionale – commenta Claudio Borrello, amministratore e fondatore di Ermetris – e la riconferma negli Stati Uniti ci rende consapevoli di essere sulla direzione giusta. Dobbiamo attenerci a rigide disposizioni e standard di qualità: farlo è una dimostrazione della qualità del nostro know how e dei prodotti». Oggi, per fare impresa è necessario essere proattivi, capaci cioè di trasformare i limiti in opportunità, anticipando le nuove richieste del mercato.

RENZO GUERRA: “ACCETTIAMO LE SFIDE DELLO SVILUPPO TECNOLOGICO CON POSITIVITA'”

Renzo Guerra. Uomo del fare e poco del dire. Low profile. Accetta con ottimismo le sfide che il mercato, delle nuove tecnologie digitali applicate, propone. 

‘Preferisco, finito il lavoro, fare due tiri a basket, piuttosto che partecipare ad un convegno. Frequento poco Confindustria. Insomma, sono concentrato a lavorare ed a godermi a mia famiglia e il mio tempo libero. Leggo tutte le mattine diversi quotidiani, fra cui la Gazzetta dello Sport’. 

Classe 1958, fonda la sua Asem (con sede ad Artegna (Udine), di cui è presidente ed amministratore delegato) quando aveva appena 21 anni. Il core business è, sin dall’inizio, nell’automazione industriale. 

‘Arrivammo a 100 miliardi di lire di fatturato partendo da zero. In un tempo relativamente breve. Oggi fatturiamo 40 milioni, e lavorano per noi 200 persone’. Unici nel loro settore: Asem (Automazione sistemi elettronici microcomputer) – nasce come azienda di engineering specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di automazione industriale con tecnologia a microprocessore.

L’azienda entra poi nel mercato dell’information technology progettando e producendo interfacce ed accessori per personal computer. E’ stata l’unica impresa italiana, oltre all’Olivetti, a progettare e produrre Pc Ms/Dos compatibili, raggiungendo alla fine degli anni Ottanta una quota del 6% del mercato italiano dei Pc. 

Nella prima metà degli anni Novanta, per prima in Italia, Asem ha progettato e prodotto Pc industriali, orientati in particolare al mercato dell’automazione industriale. 

‘Siamo unici – spiega Guerra – e non lo dico tanto per dire. Produciamo tutto al nostro interno. Con una attenzione alla qualità ed al dettaglio davvero notevole. Il mercato offre opportunità crescenti: automatizzare i processi crea competitività. In special modo nel settore manifatturiero, ma come in ogni ambito’. Grado di innovazione, prezzo e flessibilità: ecco gli ingredienti di Asem. 

EFFEDI AUTOMATION I JOINT VENTURE IN SVEZIA PER LO SVILUPPO DELL ROBOTICA


Un’isola robotizzatasull’asse italo-svedese, con soluzioni flessibili che la rendono interessante per molte applicazioni industriali. È la novità alla quale sta lavorando Effedi Automation, società di Tavagnacco (Udine) specializzata nella robotica. In questo contesto, l’impresa friulana sta puntando su isole robotizzate flessibiliin grado di instaurare vari livelli di collaboratività con l’operatore umano. «L’idea – commenta Federico Nardone, amministratore delegato di Effedi Automation – è chiara: realizzare un prodotto che possa rivelarsi utile in diverse fasi di un processo produttivo industriale. Il progetto, come lo stiamo concependo, potrebbe coprire diverse esigenze: dall’asservimento di macchine esistenti impiegate nelle lavorazioni meccaniche e nel controllo numerico, a torni e frese, passando per carico e scarico di macchine che fanno assemblaggi di componenti. Un altro utilizzo possibile è legato alla pallettizzazione di fine linea». Una applicazione adatta alle necessità di imprese di varie dimensioni, dalle Pmi a quelle più grandi: «Andando a riconfigurare velocemente l’isola robotizzata – aggiunge l’amministratore delegato – si potrebbe procedere con l’automatizzazione di piccole soluzioni e lavorare per lotti ridotti, rendendo la soluzione ideale anche per le piccole aziendeche, in questo modo, potrebbero rientrare più velocemente dell’investimento».

Nell’ambito della specializzazione nella flessibilità si colloca la nuova collaborazione con OpiFlex, società impegnata nella robotica con sede a Västerås, in Svezia, e che si è appena formalizzata. Entro fine estate – questo l’obiettivo di Effedi Automation – il macchinario OpiFlex, integrato in varie applicazioni grazie al know how messo a disposizione dalla azienda di Tavagnacco, sarà immesso sul mercato. «Il partner scandinavo – prosegue Nardone – è legato al marchio di robot ABB. In futuro si punta a realizzare un supporto tecnologico compatibile anche con altri prodotti, in maniera tale da renderlo più versatile sotto il profilo commerciale. Anche per questo, miriamo a incrementare il nostro reparto di sviluppo interno». Una volta chiuso il cerchio, Effedi Automation diventerebbe anche integratore dei prodotti OpiFlex in Italia, oltre naturalmente a lanciare commercialmente il nuovo prodotto nel nostro Paese.

Effedi Automation conta attualmente su due soci – oltre a Federico Nardone, anche il papà e cofondatoreGiacomo– e tre dipendenti, anche se nel corso dell’anno lo staff potrebbe allargarsi. L’obiettivo 2019, sotto il profilo della performance economica, è raggiungere gli 800.000 euro di fatturato. Di recente, nel capitale sociale è entrata beanTech, azienda informatica di Reana del Rojale guidata dal Ceo Fabiano Benedetti, che ha acquisito una partecipazione pari al 20%. Dall’unione delle forze assicurato dai rispettivi know how si aprono nuovi orizzonti, anche a livello di servizi.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, FORNASIER: ‘LA SUA APPLICAZIONE MIGLIORERA’ LA QUALITA’ DEL LAVORO’

Daniele Fornasier, AI (Artificial Intelligence) Chief presso beanTech, azienda super tecnologica di Udine, ha di recente partecipato ad una tavola rotonda, a Udine, sul tema “Intelligenza artificiale e Industria4.0: oltre l’Hype”, organizzata nell’ambito della AI Summer School. “L’Intelligenza Artificiale troverà, nell’immediato, un ampio campo di applicazioni nell’ambito delle tecnologie industriali rivolte alla classificazione delle immagini: in particolare nel controllo qualità applicato ai processi produttivi” ha affermato Fornasier. “In queste scenario, l’occhio artificiale dotato di AI sarà efficacemente integrato con la robotica in applicazioni più o meno collaborative. Queste applicazioni integrate consentiranno inoltre una netta riqualificazione del lavoro tradizionale: infatti, fino ad oggi, era l’occhio umano a svolgere tutti questi compiti di verifica, attraverso azioni ripetitive e poco stimolanti. In questo senso, quindi, l’AI promuove un deciso miglioramento della qualità stessa del lavoro tradizionale, divenendo strumento di supporto per gli operatori. L’introduzione di queste tecnologie, in special modo all’interno dell’industria manifatturiera, sarà abilitata anche attraverso l’adozione di nuovi modelli di business e, nel prossimo futuro, attraverso l’AI, sarà possibile operare un controllo sull’intero processo produttivo” conclude Fornasier.

EUROTECH CRESCE FATTURATO ANCHE GRAZIE ALL’IOT

Consolidamento di Ricavi, a 25,50 milioni di euro (+42,5% sul I Q 2018; +35,0% a cambi costanti); di EBITDA a 4,08 milioni (16,0% dei ricavi, +151,6%); di EBIT a 3,14 milioni (12,3% dei ricavi, + 168,3%), e del Risultato, che prima delle imposte ammonta a 3,07 milioni (12,0% dei ricavi, +2,28 milioni di Euro rispetto al 1Q2018) e del Risultato netto di Gruppo, attestatosi a 2,95 milioni (11,6% dei ricavi, +2,33 milioni sul 1Q2018). Sono i dati principali con cui la Eurotech – multinazionale che progetta, sviluppa e fornisce soluzioni Internet of Things – chiude i conti alla fine del primo trimestre 2019, approvati dal Cda Al 31 marzo l’azienda ha un indebitamento finanziario netto di 5,45 milioni (di cui 4,29 per effetto dell’applicazione del nuovo principio contabile IFRS16) e un Patrimonio netto di Gruppo di 106,73 milioni. L’andamento del trimestre è frutto della buona raccolta ordini del 2018, che prosegue anche nel 2019, in linea con le aspettative. La crescita maggiore si registra nel settore schede e sistemi di calcolo embedded, ma continua a crescere anche il fatturato dei prodotti IoT. I clienti dell’area Usa sono quelli che hanno generato il maggior fatturato (58,7%), seguiti da quelli dell’area giapponese (21,1%); l’area europea rappresenta il 16,1%. Il portafoglio ordini del 2019, in termini di valore, è superiore al 50% di quello nello stesso periodo 2018.