CYBER WAR, CACITTI: “ATTENTI, LA RUSSIA PUÒ FARE DA SOLA”

CYBER WAR, CACITTI: “ATTENTI, LA RUSSIA PUÒ FARE DA SOLA”

(TILANCIO) UDINE, 10 MAR 2022 – “Il tema della cyber war è sulla bocca di tutti, ma gli addetti ai lavori lo stanno approfondendo da anni: bisognerebbe ragionare su quanto l’effetto mediatico, in questo momento, stia generando panico e disinformazione”. Parola di Manuel Cacitti, amministratore di Karmasec, azienda udinese specializzata nella sicurezza informatica.

   “La rete è uno spazio che ben si presta ad attività sia difensive che offensive: ancora prima degli eventi recenti già esistevano fenomeni diffusi di attacchi targettizzati con scopi ben precisi”, ha proseguito Cacitti. 

   “Obiettivi sensibili, per un sistema-Paese, possono essere tutti i sistemi interconnessi che una volta danneggiati rappresentano un rischio per la vita umana e per equilibri di sostentamento economico e sociale”, ha spiegato: “Centrali legate alla produzione di energia, strutture ospedaliere, grandi centri distributivi, ma anche entità di tipo militare. Non tutte le strutture critiche, purtroppo, sono concepite con la giusta attenzione alla propria esposizione in rete e alla propria resistenza”.

   La Russia è uno Stato potente sotto il punto di vista della capacità di generare innovazione tecnologica, ma questo le basterà per isolarsi dalla rete Internet globale come si vocifera? “La sua condizione non è tipica di tutti gli stati: può effettivamente permettersi di isolarsi”, ha detto Cacitti: “Ha costruito nel corso del tempo tecnologie che le permettono di tagliare fuori segmenti extra statali dai propri network. Sul piano strategico certamente isolarsi potrebbe introdurre dei vantaggi, ma non è affatto scontato che i benefici siano superiori ai rischi. In un tessuto globale interconnesso come quello di oggi, le ripercussioni di una scelta simile possono essere pesanti da entrambi i lati”.

   Cacitti ha anche voluto lanciare un appello a tutti gli “spettatori” del conflitto: “In questo periodo storico c’è molto rumore: le informazioni su questi temi sono tantissime ma spesso sono poco chiare, poco complete e poco professionali”, ha sottolineato. “Si corre il rischio di essere disorientati, soprattutto in mancanza di conoscenze, e di contribuire alla diffusione di una versione distorta della realtà: dobbiamo riabituarci a esaminare con attenzione le notizie per comprendere se siano attendibili o meno, e se vengano diffuse con fini informativi o per altri scopi”. (TILANCIO)

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