IL VINO MAISTRI, UN PEZZO DI FRIULI A MILANO

IL VINO MAISTRI, UN PEZZO DI FRIULI A MILANO

(TILANCIO) – MILANO, 24 FEB 2022 – È stato presentato ieri a Milano “Maistri”, il primo vino scelto, pensato, desiderato e sopratutto firmato da Gunnar Cautero, l’oste (nato a Udine 59 anni fa) che ha portato la ristorazione friulana nel centro meneghino. Il nome del vino, in friulano, significa “maestro”, e deriva dalla volontà del titolare dell’Osteria della Stazione di calcare le orme dei mentori che, in Friuli Venezia Giulia, gli hanno tramandato il sapere e la passione nei confronti del mondo dell’enogastronomia.

   “La scelta di firmare un mio vino è arrivata in maniera molto naturale, con la volontà di rimarcare il mio rapporto profondo con il mondo del vino”, spiega Cautero. L’oste, infatti, è membro dell’Aspi, l’Associazione dei sommelier professionisti italiani, ed è consigliere nazionale dell’Aepi, l’Associazione degli enotecari professionisti italiani. “In gioco, ovviamente, c’è anche la voglia di ottenere un vino studiato secondo caratteristiche precise, oltre al desiderio personale di avere un prodotto con la mia firma”.

   “Io e Colmello di Grotta ci siamo scelti a vicenda”, prosegue il ristoratore. “Loro lavorano i propri vini in anfore di gres da 500 litri. Il Maistri, nello specifico, è composto per tre quarti da Chardonnay Musqué Doc del 2018 affinato in anfora, e per un quarto di vino affinato in botti di legno da 325 litri non tostate”.

   “Questa unione ha dato alla luce il vino che desideravo, dotato di una struttura perfetta per supportare la mia cucina”, spiega lo chef. “Lo abbiamo studiato in modo da garantirgli una personalità che gli permettesse da un lato di godere di una buona bevibilità, e dall’altro di adattarsi e sposarsi al meglio con i piatti della mia osteria”.

   Chi volesse assaggiare il Maistri non può che scegliere come destinazione l’Osteria della Stazione: il vino, infatti, sarà venduto unicamente nell’enoteca all’interno del locale, oltre a essere ovviamente disponibile per i commensali. La mission dell’osteria è di portare un brandello di Friuli in Lombardia, con un esempio di ristorazione friulana nella sua forma più pura nel centro di Milano.

   Sull’etichetta compare anche una dedica: “A Marco Rossi, musicista e amico straordinario che ora riposa a Farra d’Isonzo (Gorizia) davanti a una vigna”. “È bello pensare che a lui sarebbe piaciuto”, conclude Cautero: “Farra d’Isonzo, tra l’altro, è proprio il luogo dove viene imbottigliato il vino”.

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