IVAN LUSETTI, EX PRESIDENTE CIR FOOD: ‘IL MONDO COOPERATIVO STA CAMBIANDO PELLE. BONACCINI: IN UN FUTURO ALLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PD. SOGNO UN SINDACATO UNITARIO’

IVAN LUSETTI, EX PRESIDENTE CIR FOOD: ‘IL MONDO COOPERATIVO STA CAMBIANDO PELLE. BONACCINI: IN UN FUTURO ALLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PD. SOGNO UN SINDACATO UNITARIO’

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 10 maggio 2022 – ‘Il mondo cooperativo sta cambiando’ ad affermarlo Ivan Lusetti, ex presidente di Cir Food, notissima coop nazionale nel settore ristorazione, che genera un giro d’affari di oltre mezzo miliardo di euro. Tutto ciò ‘Anche dopo la pesantissima crisi, grazie anche alla guida della autorevole presidente Chiara Nasi’ precisa Lusetti. L’intero sistema cooperativo emiliano vale circa 30 miliardi. 

Coop significa Emilia, non è più così? 

Rimane così anche oggi. I tempi però stanno cambiando anche per il mondo cooperativo. 

In che senso? 

Ci sono state recenti crisi profonde frutto della combinazione di diversi fattori, modelli di settori produttivi superati (costruzioni), errori di conduzione aziendale, settori con cicli di vita che richiedono di essere ripensati e rivitalizzati. Per contro, si sta diffondendo una nuova modalità di crescita cooperativa, ne sono un esempio ‘workers buy-out’ (imprese recuperate dai lavoratori) e cooperative di comunità.

Ci si lamenta della perdita dei valori? 

Indubbiamente, anche il valore cooperativo del “fare assieme” manifesta incrinature. Il problema riguarda la partecipazione dei soci alla vita della cooperativa, rapporto complicato nelle grandi cooperative, perché si è via via allentato il senso di appartenenza. Nella società moderna la cultura dell’individualismo crescente tende a privilegiare i diritti rispetto ai doveri, concetti che nelle aziende a proprietà diffusa trovano facile attecchimento. Soprattutto, quando i vertici adottano stili di direzione paternalistici/autoritari e non autorevoli. Temi difficili, importanti che se vogliamo, in un mondo moderno, democratico e inclusivo richiedono analisi profonde, elaborazione e confronti con le persone e fra le persone.

Oggi, lei che fa?

Per la verità mi occupo da tempo di volontariato, declinato in molte delle sue espressioni. Nel mio caso: volontariato di tipo sociale, assistenziale, culturale, associativo e non nascondo anche con uno sguardo alla politica nel territorio. Paradossalmente, ho poco tempo per me, tanto che rubo sprazzi di tempo ad alcuni impegni per godermi il mio nipotino nel ruolo piacevole di nonno. Prima osservavo i problemi, le dinamiche sociali, le performance economiche, i processi competitivi e di innovazione, facendo sintesi da una posizione di vertice in una grande impresa cooperativa. Ora osservo le stesse cose, muovendomi fra le persone semplici, nel territorio della città. Nel mio ruolo in croce verde sto a fianco degli ultimi, trasporto persone che hanno importanti patologie e vivono in condizioni sociali pessime: stranieri, immigrati e spesso indigenti. 

Cosa ne pensa del Partito Democratico? Sta perdendo i suoi valori anche in Emilia?

La crisi dei partiti è sotto gli occhi di tutti, il PD non ne è indenne; se poi aggiungiamo che la pandemia con il distanziamento sociale per ragioni sanitarie, ha avuto come effetto anche il distanziamento sociale nei rapporti interpersonali a tutti i livelli, è evidente che per il PD –  partito che ha ancora una discreta base sociale – si sia trovato ancora più problemi. Alla ridotta iniziativa politica, per fortuna, ha fatto fronte la tenuta amministrativa del governo della città di Reggio Emilia e della Regione che, nella difficile situazione, hanno comunque mantenuto alto il livello di qualità dei servizi, sostenuto anche da un andamento dell’economia con livelli di sviluppo e particolarmente di export da primati nazionali. Certo sono rimasti e si sono aperti inevitabilmente anche nuovi problemi e contraddizioni che non vanno sottovalutati. Per il PD c’è necessità di riprendere le analisi sociali, di produrre rapidamente elaborazioni e di scegliere le priorità che nell’interesse generale del Paese siano coerenti con i valori propri del PD che sono percepiti indeboliti. Non sarà facile per il PD essere democratici in un contesto sociale dove aggressività, maleducazione e scarso rispetto delle persone minano qualsiasi tentativo di confronto sociale e in un contesto interno di partito, dove il ‘correntismo’ di potere e il cosiddetto ‘fuoco amico’ sono sempre in allerta per minare qualsiasi proposta riformista. Una via di soluzione potrebbe essere tornare alla vera partecipazione dei cittadini sia civica che politica, per esempio restituendo la sovranità del PD agli iscritti che potrebbero nominare dirigenti e indicare i candidati con processi partecipativi, trasparenti e strutturati.

Cosa ne pensa del presidente Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini?

Offro un giudizio molto positivo, trovo in lui le caratteristiche dell’uomo del fare ‘modello emiliano’, mito che è stato alla base del progresso economico e sociale della nostra regione. Chiarezza, franchezza, lavoro incessante, iniziativa incalzante e ricerca del sostegno ampio, sono fattori che vedrei volentieri adottati a livello nazionale, magari con Bonaccini –  in futuro – alla segreteria nazionale. 

Del sindacato cosa pensa?

Premetto che ritengo in Italia ci sia da tempo necessità di un grande processo di semplificazione nell’associazionismo e nella rappresentanza delle categorie economiche e sociali, trovo anacronistico che lo stesso settore economico sia rappresentato da una pluralità di associazioni le cui distintività siano pressoché incomprensibili. Per quanto riguarda il sindacato, premetto che il ruolo di rappresentanza e tutela dei bisogni del mondo lavoro sono più che mai attuali e fuori discussione. Non si giustifica però, a mio parere, il proliferare di tante sigle con alcuni piccoli sindacati. Sogno un sindacato unitario, riformista, impegnato nella contrattazione e nel rispetto delle ragioni dell’impresa e che sappia tutelare, oltre che dare soluzione alle ragioni dei lavoratori. Mi sento un nostalgico del sindacato unitario Lama/Carniti/Benvenuto.

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