(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Frassinoro (MO) 17 febbraio 2023 – Non si trovano medici di base e nei territori montani la situazione è particolarmente grave e sentita da parte della popolazione. A Frassinoro (nella foto) è stata presentata una petizione in cui si chiede di potenziare il servizio di medicina di base sottoscritta da ben 1079 persone, la quasi totalità della popolazione se si escludono i minorenni.
Tutto è iniziato quando pochi mesi fa è andato in pensione uno dei due medici presenti sul territorio. Un solo medico si è trovato a dover assistere 1571 pazienti, di cui 565 over 65, 143 al di sotto dei 18 anni (da sottolineare che non è attivo il servizio di pediatria di base) su un territorio vasto 97 chilometri quadrati, con 46 frazioni e borghi rurali e una rete stradale di oltre 150 chilometri. Ovvio che con simili dati nemmeno con molto zelo, si potrebbe mantenere la situazione sotto controllo.
Si sono susseguiti una serie di incontri e di richieste per poter far fronte al bisogno di assistenza sanitaria. “Purtroppo – sottolinea il sindaco Oreste Capelli – il bando dell’Ausl per l’assegnazione di un posto di medico di famiglia è andato deserto, e la carenza di medici generalisti è una realtà di cui bisogna tener conto”.
La petizione è stata protocollata dal comune di Frassinoro il 9 febbraio ed è stata inviata alla direttrice Ausl di Modena, Anna Maria Petrini, e alle massime autorità della Regione Emilia Romagna: al presidente Stefano Bonaccini e all’assessore Raffaele Donini.
Quello che sta succedendo a Frassinoro è un ulteriore campanello di allarme nel panorama nazionale: una intera generazione di medici di base sta andando in pensione, e nella nostra Italia non si è programmato un simile ricambio generazionale, anzi, con il numero chiuso in medicina si stanno creando notevoli disagi particolarmente duri in montagna, dove la professione del medico è sicuramente più impegnativa dal punto di vista logistico (distanze, dispersione della popolazione) e assistenziale (pazienti anziani, multipatologici e per lo più soli).
Nell’ultimo incontro pubblico del 27 gennaio scorso, alla presenza dei dirigenti dell’Ausl modenese, il sindaco Oreste Capelli ha espresso il seguente parere: “Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria territoriale nel Comune di Frassinoro credo che il tema in discussione non sia solo la presenza di un unico medico di famiglia sul territorio, ma come si debba ripensare all’intera assistenza di base e come utilizzare al meglio tutte le risorse che la sanità post-covid mette a disposizione. Bisogna partire dall’infermiera di comunità, o prossimità, passando per l’assistenza domiciliare, la telemedicina (nella quale va assolutamente ricompresa la ricettazione digitale e la teleprenotazione), il coinvolgimento attivo delle associazioni di volontariato e il potenziamento della Casa di Comunità di Montefiorino. In altre parole bisogna puntare allo sviluppo di una sanità di rete, che veda il medico di famiglia non più come chi misura la pressione e scrive ricette a mano “abbandonando” poi il paziente al suo destino, ma un vero e proprio playmaker della salute territoriale, capace di utilizzare al meglio le molteplici risorse che il SSN può mettere a disposizione. E’ un importante cambio di paradigma culturale e organizzativo, che anche io, che ho cominciato a fare il medico in montagna nel 1990, faccio fatica ad immaginare compiutamente, ma bisogna imparare a governare il mondo che cambia. E anche se spesso il cambiamento ci fa paura, perché ci toglie la sicurezza di una routine nota, ma ormai superata, dobbiamo riconoscere che nuovi modelli assistenziali possono permetterci di continuare a vivere in sicurezza anche nei nostri territori.”
(PARU)

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