VITA E LAVORO IN MONTAGNA: A RESIA BANDO PER CASE PER NUOVI RESIDENTI E IL PROGETTO PARTECIPATO PER LA SCUOLA    

VITA E LAVORO IN MONTAGNA: A RESIA BANDO PER CASE PER NUOVI RESIDENTI E IL PROGETTO PARTECIPATO PER LA SCUOLA    

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Resia (UD) 23 maggio 2022 – A.A.A. cercasi case abitabili per nuovi residenti. È la nuova proposta avviata dal Comune di Resia in alleanza con Fondazione Friuli e Cooperativa Cramars per contrastare lo spopolamento della Valle e dare risposte alla domanda crescente di nuove opportunità di vita e di lavoro nelle Terre Alte.

Chi ha un immobile sfitto o inutilizzato nel Comune di Resia, una struttura immediatamente abitabile, si faccia avanti. Può diventare così parte attiva dell’innovativo progetto «Vieni a vivere e a lavorare in montagna», promosso per contrastare lo spopolamento della Val Resia e facilitare l’arrivo di nuovi abitanti. «L’idea è quella di attirare nuove famiglie che possano aumentare il capitale sociale territoriale e il benessere della comunità», afferma la sindaca di Resia, «sfruttando allo stesso tempo gli edifici residenziali esistenti sul territorio comunale».

Il progetto si fa interprete di una nuova tendenza, già cominciata in epoca pre Covid, e accentuatasi con l’esperienza vissuta in pandemia, che ha fatto riattribuire valore agli spazi aperti, agli ambienti naturali e ha svincolato il lavoro da un luogo fisso.

La progettualità nel suo complesso coinvolge anche il Comune di Lauco e mira allo sviluppo delle aree interne e montane friulane, che possiedono al loro interno risorse e potenzialità inespresse. «È proprio grazie a queste condizioni che le Terre Alte possono porsi come luoghi in cui si anticipano i cambiamenti sociali e dove si sperimentano nuove forme di reciprocità e di abitabilità», si sottolinea nei documenti che sviluppano il progetto.

La ricerca degli edifici immediatamente abitabili è una delle fasi progettuali, al fine di dare possibilità di insediarsi a chi intende realizzare la propria vocazione imprenditoriale o il sogno di una vita in montagna. Al progetto possono aderire anche abitanti del luogo, perché a loro sarà affidato il compito di «accompagnare i nuovi abitanti e di accoglierli in questa esperienza», diventando «mediatori di accoglienza».

L’individuazione dei «nuovi abitanti» avverrà attraverso bando pubblico.

Ancora a Resia, anche la scuola è al centro delle progettualità per valorizzare la comunità e il territorio.
L’Università di Udine con Cantiere Friuli, e d’intesa con il Comune, sta attuando la seconda fase del progetto, dopo aver analizzato la realtà demografica e socio-economica di un’area comprendente 5 Comuni limitrofi.

La «Scuola nel Parco», fortemente voluta dal Comune di Resia per dare futuro a tutta la vallata assicurando i servizi educativi alle giovani famiglie, sta diventando sempre più concreta, in virtù della progettualità precisa e scientifica che la sorregge.

A studiare il progetto insieme al Comune, infatti, c’è l’Università di Udine con «Cantiere Friuli», l’attività di relazione con il territorio che è stata avviata in occasione del 45° dell’ateneo per perseguire la mission originaria dell’Università del Friuli, ovvero creare sviluppo sul territorio.

Dopo l’analisi del contesto socio-economico ed educativo di Resia, di un contesto di riferimento più ampio – Resiutta, Moggio, Chiusaforte e Dogna – e di buone pratiche nazionali e internazionali, il progetto è entrato nella «fase 2», che prevede, tra l’altro, il percorso partecipato, con il coinvolgimento di docenti e dirigenti scolastici, genitori, portatori d’interesse e opinion leader e popolazione. «Stanno per essere somministrati i questionari ai genitori», aggiorna la sindaco Anna Micelli, che ha mobilitato tutte le risorse possibili affinché Resia e la Valle abbiano una scuola nuova nella struttura fisica e innovativa nel concept. Una «Scuola nel Parco», per l’appunto, ricordando l’opportunità educativa unica di far crescere i bambini e i ragazzi nel contesto del Parco delle Prealpi Giulie. Il questionario intende raccogliere desideri, visioni, proposte ed esperienze per la nuova scuola e gettare le basi condivise di un’alleanza scuola-territorio, che connetta progettazione scolastica e identità dei luoghi.

Il progetto prevede poi una «fase 3», con l’elaborazione dei risultati e la definizione progettuale e contenutistica della Scuola. «In questi anni si inizia a concepire una nuova idea di scuola», considera nelle sue analisi l’Università del Friuli, una realtà che interseca Patti educativi di comunità, territori educativi, comunità educanti, la scuola fuori dalla scuola e la didattica diffusa, come per altro evidenzia anche la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in «Scuola sconfinata, proposta per una rivoluzione educativa».

In riferimento al progetto di Resia, l’Università ha già individuato e schedato i modelli di successo e le buone pratiche applicabili a Resia e ha già prodotto l’analisi del territorio, con i dati demografici e il contesto scolastico, l’analisi dei soggetti e delle progettualità esistenti.

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