A BOLOGNA IL PRIMO CENTRO NAZIONALE DI SUPERCALCOLO, STRATEGICO PER LO SVILUPPO DIGITALE DEL PAESE

A BOLOGNA IL PRIMO CENTRO NAZIONALE DI SUPERCALCOLO, STRATEGICO PER LO SVILUPPO DIGITALE DEL PAESE

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Bologna 25 luglio 2022 – Nasce nel capoluogo emiliano il primo dei cinque centri nazionali di supercalcolo, attivati con i fondi del PNRR per dotare l’Italia dell’infrastruttura più innovativa nella gestione dei Big Data e nella ricerca in ogni campo delle scienze. Il 19 luglio, infatti, si sono insediati gli organi direttivi della Fondazione ICSC: il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing avrà sede nel Tecnopolo bolognese, arricchendo nel modo più prestigioso possibile l’area già nota come ‘Data Valley’. 

Il Centro Nazionale è stato proposto dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e rappresenta un insieme di 51 membri fondatori distribuiti su tutto il territorio nazionale, provenienti dai settori pubblico e privato, dal mondo della ricerca scientifica e dell’industria.

I fondi complessivi, direttamente dal Next Generation nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ammontano a quasi 310 milioni di euro. Di questi, il 41% sarà, in un secondo momento, destinato al Mezzogiorno; più di 100 milioni occorreranno per il personale (con una ‘quota rosa’ del 40%); 16 milioni sono riservati all’alta formazione per giovani e dottorandi. 

I primi componenti di Leonardo arrivati al Tecnopolo

Al Tecnopolo di Bologna sono attualmente in corso le consegne dei componenti del supercomputer ‘Leonardo’. Complessivamente saranno 30 i tir necessari per trasportare 157 rack, quasi 5mila server, centinaia di chilometri di cavi. Una spedizione di 360mila chili di peso. 

Entro il primo settembre tutto sarà operativo. Cosa riuscirà a fare questo supereroe dell’informatica? In parole semplici: archiviare, ordinare, condividere, processare, interpretare i Big Data, strategici per la competizione sia scientifica sia industriale del Paese. Le applicazioni sono infinite: oltre a guidare ogni processo di transizione digitale, le capacità di supercalcolo di Leonardo saranno necessarie per progettare interventi di sviluppo sostenibile (smart city, salvaguardia ambiente), nel campo della salute (basti pensare ai dati per affrontare la pandemia), della crescita economica. I processi coinvolgeranno tecnologie diverse, dall’intelligenza artificiale al machine learning. 

Saranno 10 le aree tematiche, hub intorno ai quali si aggregheranno le comunità scientifiche: Future HPC & Big Data, Fundamental Research & Space Economy, Astrophysics & Cosmos Observations, Earth & Climate, Enviroment & Natural Disaster, Multiscale Modeling & Engineering Applications, Materials & Molecular Sciences, In-Silico Madicine & Omics Data, Digital Society & Smart Cities, Quantum Computing.  A queste si aggiungono i cosiddetti ‘spoke’, centri tecnologici per sviluppare chip e microchip avanzati e per il calcolo quantistico.

Tecnopolo di Bologna

Per il presidente della Regione Stefano Bonaccini è una sfida che dimostra come “Il futuro è già qui e siamo orgogliosi del fatto che un contributo strategico al Paese possa arrivare dalla nostra Data Valley e dal Tecnopolo di Bologna per offrire applicazioni pratiche necessarie alla vita delle persone”. E’ bolognese e docente all’Alma Mater anche il fisico Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN e appena eletto presidente del Centro Nazionale di Supercalcolo. “Siamo pronti – ha detto – a rispondere alla grande sfida della nostra società: la sempre crescente digitalizzazione”.

Leonardo sarà gestito da CINECA, consorzio di enti e università, e vede tra i membri fondatori esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), di diverse università e politecnici italiani, di aziende come UnipolSai, Autostrade per l’Italia, Eni, Sogei, Thales Alenia Space, Ferrovie dello Stato, Fincantieri, Terna. 

(MARIFRE)

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