SITLAND DIGITALIZZA CON TECNEST

Un progetto di digitalizzazione ed ottimizzazione ad ampio respiro per una produzione intelligente e veloce capace di mantenere altissimi standard qualitativi. Da questa idea è partito il percorso di trasformazione digitale intrapreso da Sitland, azienda specializzata nella progettazione e nella produzione di sedute di design, accanto a Tecnest, azienda informatica friulana, con una filiale anche in Lombardia, impegnata in Italia in soluzioni software dedicate alla supply chain management.
La storia di Sitland, di Vicenza, è quella di un successo dell’industria italiana che ha saputo conciliare un profondo know-how tipico del Made in Italy con i processi industriali e tecnologici più innovativi.
Nata nel 1977, l’azienda, ha visto una crescita rapida e costante anche grazie alla sua capacità di puntare sulla qualità come elemento differenziante: oggi conta un fatturato di 22 milioni di euro e oltre 150 dipendenti.
Dall’implementazione di un sistema MES (Manufacturing Execution System) per una gestione totale e completa delle attività di fabbrica, all’interconnessione delle macchine di taglio, compliant con il Piano di Transizione 4.0, alla gestione del processo di produzione su terminali web, il progetto ha abbracciato tout-court le attività dei diversi reparti, permettendo a Sitland di raggiungere importanti traguardi.
“Reparti sincronizzati nella produzione della stessa commessa, preparazione dei materiali in ottica Lean e soprattutto un monitoraggio in real-time della produzione sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti. Avere visibilità su colli di bottiglia, criticità ed inefficienze, ci permette di eliminarne le cause ed incrementare efficienza e livello di servizio al cliente finale – ci racconta Stefano Bortolotto, IT manager di Sitland – Il tutto, a livello di business, si traduce in un risparmio di tempo sulla gestione della produzione e in un incremento di performance: basti pensare che, con l’arrivo del software di Tecnest, siamo passati da una tempistica di lavorazione complessiva inizialmente di 3 settimane all’attuale di 2 settimane. Siamo in grado inoltre di assicurare date di consegna al cliente finale con una precisione del 99,9 per cento”.
Numeri, quelli raccontati da Sitland, che sottolineano l’importanza oggi, per le Pmi italiane, anche del cluster legno-arredo, di utilizzare le più innovative tecnologie: non solo per crescere dal punto di vista del fatturato, ma anche per assicurare quella qualità che da sempre è stato elemento di forza di molte realtà italiane del comparto.
 “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti in Sitland – spiega Fabio Pettarin, presidente di Tecnest –. Il legno arredo rappresenta un’eccellenza tutta italiana che sta vivendo il suo momento di rinascita tecnologica, con la forza però di un comparto capace ancora di portare alto il nome della qualità tipica del nostro Paese, mantenendo la sua filosofia artigianale”.

COMPETENCE CENTER (DI TORINO) CIM4.0: DIGITAL TRANSFORMATION A TUTTA VELOCITÀ

A poco più di due anni dall’avvio dell’attività, e nonostante l’era pandemica, il Nordovest viaggia come un locomotore potente, in tema di tecnologia applicata. Oggi il Competence con sede a Torino ha lo sguardo proiettato non solo sul territorio piemontese e italiano ma anche europeo, con l’obiettivo di accompagnare grandi, medie e piccole imprese ad affrontare la IV rivoluzione industriale.

Il Cim 4.0, il Competence Center con sede a Torino, si è originato dal miglior progetto in assoluto presentato nel 2018 al ministero dello Sviluppo Economico dalle università e dalle imprese italiane per concorrere a trasferire nelle piccole e grandi aziende della penisola le competenze necessarie ad affrontare la IV rivoluzione industriale, quella della Fabbrica 4.0, ed ora può già raccogliere risultati che pongono il territorio di riferimento all’avanguardia per una digital transformation affrontata in maniera diffusa dal tessuto imprenditoriale.
Il Competence Industry Manufacturing 4.0 – partecipato da Politecnico di Torino, Università di Torino e da 23 partner industriali ciascuno leader nella propria filiera, automotive, aerospazio, software e hardware, oil&gas, tecnologie e service e users providers – è riuscito a tradurre in attività e trasferimento tecnologico tra il 90 e il 100 per cento delle risorse assegnate a marzo 2019. 
«Per quanto riguarda il primo obiettivo, ovvero l’avviamento del competence center e lo sviluppo dell’offerta di innovazione – spiega il Ceo del CIM4.0 Enrico Pisino – abbiamo realizzato il 90% delle attività, rendicontandone l’87%; riguardo all’altro obiettivo che connota la nostra mission, ovvero il supporto alla domanda di innovazione e il finanziamento dei progetti di trasferimento tecnologico, è stato assegnato il 100% delle risorse, con 33 progetti  e 55 aziende finanziate». Per l’avviamento il co-finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico è stato di 7,2 milioni: per i progetti di innovazione delle imprese il Ministero ha co-partecipato con 3,4 milioni.
Il focus tecnologico è concentrato su quattro ambiti: additive manufacturing; tecnologie per la digital factory; automotive, aerospazio, oil&gas; servizi per la manifattura. 
Nello specifico, riguardo alla linea pilota Additive manufacturing metallico, «è stata sviluppata la più importante linea pilota aperta alle imprese d’Italia, grandi e pmi», specifica Pisino. Per la linea Digital factory, «è stato allestito un laboratorio all’avanguardia con importanti tecnologie, legate all’Industry 4.0 ed integrate per proporre soluzioni concrete per la fabbrica, ovvero un ambiente iperconnesso grazie alla copertura 5G e ad una velocità di rete sino a 10 gigabits al secondo. Visitando la linea digital del CIM4.0 si ha l’impressione di entrare in un ecosistema unico, pensato secondo logiche di efficienza, sicurezza, ergonomia, benessere ed inclusione. Si trovano Cobot, AMR, Droni, impianti di assemblaggio, applicazioni avanzate di Intelligenza artificiale ed è presente anche un  Cave su 4 pareti retroproiettate ad alta risoluzione, il più importante spazio di Realtà Aumentata oggi in Italia. Il tutto funzionale e adattabile a qualsiasi esigenza tecnologica delle imprese, piccole e grandi, piemontesi e nazionali. Inoltre è stato avviato un progetto Flagship e c’è stata la partecipazione al Factory Booster day di Stellantis», dettaglia l’amministratore delegato. Riguardo ai progetti, sviluppati prevalentemente in Europa, quelli avviati e in corso hanno un valore complessivo di 600mila euro; quelli in valutazione raggiungono i 2 milioni e i progetti in preparazione hanno una portata di 3 milioni. 
Intensa anche l’attività di formazione: sono stati più di 80 i corsi di specializzazione su Industry 4.0 attivati dal Learning hub; è in corso la seconda edizione dalla Cim4.0 Academy e la prima edizione della SMTC Academy è in programma per il primo quadrimestre del prossimo anno. 
E nei laboratori del CIM4.0 si stampa in 3D e si realizzano (nella foto) simboli iconici di Torino, come la stella della mole, divenuti simboli e premi per il cinema come è accaduto nei giorni scorsi con la consegna del premio all’attrice Monica Bellucci.

SPIONAGGIO INDUSTRIALE: FENOMENO SEMPRE PIÙ FREQUENTE, il FVG ECCELLE PER SOLUZIONI INFORMATICHE

Infostar, l’azienda friulana presieduta da Cristian Feregotto (nella foto), punta ad offrire un nuovo servizio alle imprese, che integra la sicurezza, con il valore della fiducia, contro lo spionaggio industriale. Sempre più stringente anche il fenomeno dello spionaggio, verso le imprese.
Un’innovativa business unit dell’impresa tarcentina risponde ad un problema sempre più sentito dagli imprenditori: garantire la sicurezza e la riservatezza sul valore tangibile ed intangibile delle aziende, in un momento storico in cui ogni realtà imprenditoriale deve gestire una mole enorme di dati. 
Feregotto lo annuncia a Resia (Ud), durante un’ intervista, presso la sede friulana di Ti Lancio. 
In un mondo in cui i dati si stanno trasformando nella nuova materia prima dell’economia globale, alcune realtà all’avanguardia si adoperano per metterli al sicuro da fughe e furti. Tra esse spicca Infostar, impresa informatica con sede a Tarcento (Ud), nata nel dicembre di 22 anni fa, che fonda la sua filosofia aziendale, in primis, sulla fiducia. 
L’azienda, che conta quindici collaboratori, ha creato un gruppo di lavoro formato da esperti in IT Security e Data Loss Prevention, contro lo spionaggio industriale, attività che può arrecare danni enormi alle imprese, mettendo al sicuro proprietà intellettuale, brevetti, segreti industriali, progetti, ma anche preventivi, bilanci e buste paga. 
Il Ceo, Cristian Feregotto, conferma che le soluzioni adottate consentono di tracciare tutti i movimenti dei file: da quando escono, dove transitano, chi ne fa uso, per una ‘governance IT’ piena ed efficace. 
“Siamo in grado di garantire la piena tracciabilità di tutti i contenuti digitali presenti in azienda” – spiega Feregotto – “è il frutto di studi, esperienze e intenso lavoro, che abbiamo accumulato in più di vent’anni”. 
Con l’Internet of Things e i progetti legati ad Industria 4.0, sempre più diffusi, l’aspetto della sicurezza informatica non può che rivestire un ruolo chiave nella salvaguardia del lavoro di una qualunque azienda. Senza contare, poi, la massiccia mole di informazioni personali, che riguardano addetti e dipendenti. 
Le soluzioni di data loss prevention, messe a punto da Infostar, per contrastare lo spionaggio industriale, sono imprescindibili in un momento come quello attuale, in cui si ha a disposizione una mole enorme di informazioni distribuite su vari device in uso a dipendenti, collaboratori e spesso professionisti esterni. 
“Siamo pronti ad affrontare il ‘nemico’, per la sicurezza informatica, su più fronti – conclude Feregotto – offriamo e vendiamo la fiducia verso di noi e le nostre soluzioni, contro la malafede che, purtroppo può invadere aziende di tutte le dimensioni.” 

IL RUOLO DEGLI ITS IN ITALIA, TEMA AL CENTRO DELL’INCONTRO FRA STORCHI (UNINDUSTRIA RE) E SIAGRI (CIP FVG)

Il ruolo degli Its – Istituti tecnici superiori – in Europa e nel Norditalia, le sinergie che potrebbero esserci e nascere fra l’Emilia Romagna ed il Friuli Venezia Giulia, in tema di digitalizzazione. Le strategie digitali: come e cosa serve ad un tessuto economico e sociale, come una regione, per essere competitiva a livello globale. Ed ancora, la servitizzazione – il passaggio dal prodotto al servizio – come cambierà i modelli di business; la montagna, intesa come luogo decentrato, quanto e come potrà dare il suo contributo allo sviluppo economico e produttivo del Paese? Sono questi solo alcuni dei temi dibattuti da Fabio Storchi, presidente dell’Unione degli Industriali di Reggio Emilia e Roberto Siagri, presidente del Carnia Industrial Park del Friuli Venezia Giulia (che riunisce le imprese della Carnia), oltre che autore del libro, best seller su Amazon: ‘La Servitizzazione’ dal prodotto al servizio (Guerini e Associati, editori; 2021). 
‘Reggio Emilia sta investendo molto sul tema della digitalizzazione – spiega Storchi – da tempo, abbiamo il piede sull’acceleratore da questo punto di vista. Per essere competitivi è necessario mettere a disposizione delle imprese la conoscenza sul tema, e le possibilità che il digitale offre. Spesso, l’imprenditore di una piccola e media impresa, deve fare fronte ogni giorno ad esigenze e necessità operative, che necessitano di risposte rapide ed efficaci. Questo toglie tempo ed energia al pensiero strategico, per lo sviluppo futuro. Ecco che, sapere cosa il mercato mette oggi a disposizione per migliorare efficacia ed efficienza produttiva, per andare oltre il modello della ‘lean factory’, è indispensabile. La nostra missione è quindi quella di offrire gli strumenti per rendere le nostre imprese più competitive possibile. Ne va dello sviluppo di un intero territorio. Da ciò parte anche, la nostra forte mission in tema di formazione. Sono ben tre gli Its avviati sui temi del digitale solo a Reggio Emilia’. 
Siagri: ‘In Carnia, ad Amaro (Ud), è partito il primo corso Its sulla trasformazione digitale: il primo in Friuli Venezia Giulia, di questo genere. È un modo, questo, per interpretare ad oggi il ruolo del digitale: uno strumento per fare sviluppo anche nelle aree interne e nelle terre alte. Creando competenze che non possono che rendere più competitiva una comunità, più attrattivo un territorio. Sono fondamentali anche questi scambi di esperienze. Spesso, in altri contesti geografici simili, ma lontani, si sono già affrontate situazioni, problemi, elaborando anche soluzioni. Quindi, il confronto non può che creare alleanze efficaci e stimolanti, oltre che fattive’.

EUROLLS – METALMECCANICA FRIULANA – APRE NUOVO CENTRO RICERCHE IN MONTAGNA: R&D PER SOLUZIONI SOSTENIBILI

Eurolls (40 milioni i ricavi, 147 addetti), azienda friulana con quartier generale ad Attimis (Ud) e plant produttivi a Villa Santina (Ud), oltre che a filiali in Cina, Brasile e Messico, punta alla sostenibilità ambientale in uno dei settori meno vocati all’economia circolare: quello metalmeccanico. Eurolls, che sviluppa accessori e tecnologie per la produzione industriale di fili e tubi d’acciaio, ha aperto il suo nuovo Centro ricerche a Villa Santina (Ud), in Carnia, fra le montagne, proprio per individuare soluzioni a beneficio dell’ambiente.
‘Il centro di ricerche sta sviluppando nuovi mezzi in grado di laminare fili in acciaio alto resistenziali e leghe, senza l’uso di saponi e lubrificanti e dei relativi sistemi di aspirazione, così da ottenere un processo ecosostenibile e che non rilasci contaminanti nell’ambiente. Nel centro lavorano quattro persone: l’ultima arrivata, è una neo-laureata con una tesi sulla stampa 3D proprio in collaborazione con Eurolls’ afferma Renato Railz, presidente di Eurolls (nella foto con Matteo Querini, direttore del Centro ricerche). L’azienda sta studiando tecniche di stampa di prodotti ‘cermet’: cermenti, ovvero materiali derivanti dall’unione di un materiale metallico con una sostanza di natura ceramica; ed in particolare di materiali sinterizzati in carburo di tungsteno: i primi risultati sono promettenti. Negli ultimi anni, investimenti importanti sono stati fatti anche nel campo dell’ingegneria delle superfici: con collaborazioni con istituti di metallurgia stranieri e Università italiane sono stati ottimizzati i processi di rivestimento di superfici con tecniche di deposizione in fase vapore (pvd), a basso impatto. I vantaggi che derivano da queste tecniche dimostrano come la tribologia (scienza che studia l’attrito, la lubrificazione e l’usura) può contribuire alla green economy attraverso l’adozione di processi e materiali a bassa pericolosità, la riduzione d’impatto dei prodotti finiti grazie alle migliori prestazioni, la riduzione dei consumi energetici dovuti a dissipazione per attrito, la riduzione dell’impiego di lubrificanti e l’aumento di vita utile del prodotto.
Eurolls ha deciso di investire anche sulla tecnologia di elettrodeposizione del diamante per la costruzione degli utensili per la lavorazione dei propri prodotti, in particolar applicata ai rulli di laminazione. Sta sperimentando ora tecniche per recuperare il diamante esausto e immetterlo di nuovo nel circuito produttivo: attualmente ciò non è possibile, la lavorazione ne cambia le proprietà elettriche e magnetiche. Anche il recupero del corpo solido del prodotto diamantato, che è già una modalità consolidata per gli utensili costruiti internamente, è un tema che Eurolls sta affrontando.

L’impresa friulana è dotata di uno degli impianti automatici più grandi in Italia per il trattamento termico di tempra dell’acciaio con tecnologia in vuoto: un processo senza emissioni in atmosfera, senza generazione di vapori gassosi e senza sviluppo di calore negli ambienti di lavoro. Il packaging: da anni gli imballaggi dei rulli standard del settore ‘wire’: filo, sono stati convertiti utilizzando contenitori ricavati da plastica di scarto o di riciclo.