AGRITURISMO: IL MODELLO ITALIANO È “RESILIENTE E VITALE”

AGRITURISMO: IL MODELLO ITALIANO È “RESILIENTE E VITALE”

(TILANCIO) ROMA, 24 MAR 2022 – Nel post-pandemia il settore alberghiero e food in Italia è stato toccato da chiusure definitive, mancanza di liquidità e sostegni insufficienti. In pratica, il fatturato del 2019 si è dimezzato. Per il comparto agrituristico e le sue 25.000 aziende il valore della produzione era passato da 1,56 miliardi di euro a 802 milioni.

   Il momento della ripresa è arrivato? Sicuramente sì, perché già le prime stime relative al 2022 sono in netto aumento: il fatturato, in questo periodo, è cresciuto del 71,2% rispetto all’anno precedente. E il 70% delle imprese ha dichiarato aumenti di prenotazioni, soprattutto da parte di ospiti italiani e fidelizzati.

   In un convegno a Firenze, capoluogo di una regione ben caratterizzata da aziende ricettive e gastronomiche di tipo agricolo, è stato presentato il quinto rapporto “Agriturismo e Multifunzionalità”, curato da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e Rete Rurale Nazionale, enti del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. L’indagine ha interessato imprese così distribuite: il 50,2% nelle regioni del nord Italia, il 26,3% nel centro Italia e il 23,5% tra sud e isole. Di queste, oltre il 50% offre anche ristorazione, specialmente in Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.

   La prossima stagione turistica vedrà dunque consolidarsi le tradizionali attività di alloggio e food e sarà arricchita dalle cosiddette “proposte esperienziali”, al fine di diversificare e personalizzare l’offerta e attirare nuova clientela.

   Più delle multinazionali dell’ospitalità e della rete di strutture nei distretti tradizionali della villeggiatura, le aziende agrituristiche stanno mostrando capacità di “resilienza e vitalità”, ha dichiarato Gian Marco Centinaio, sottosegretario alle politiche agricole, alimentari e forestali.

   Secondo il presidente di Ismea Angelo Frascarelli, l’agroturismo ha saputo contenere i danni grazie alla multifunzionalità: ricerca di forniture alternative alla distribuzione organizzata, rafforzamento delle filiere biologiche e a chilometro zero, valorizzazione del turismo del vino e dell’olio. Quello italiano, insomma, è un modello unico in sostenibilità ed economia green.

   Sono numerose le buone pratiche che hanno contribuito a questo risultato. È il caso delle 200 fattorie didattiche e sociali che – soprattutto in regioni come il Veneto, l’Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Puglia – hanno raccolto la domanda di famiglie con bisogni speciali e gruppi interessati all’apprendimento e alla socializzazione.

   A proposito di innovazioni: nel corso del 2021 ben il 75% delle imprese ha attivato nuovi servizi aziendali, migliorando i protocolli sanitari e la tecnologia; sono infatti nati spazi e offerte specifiche per garantire lo smartworking, anche di lungo periodo.

   Con le misure nazionali del Pnrr, infine, si conta su una crescita sistematica del settore, all’insegna delle parole chiave: tipicità, benessere, fattore umano, educazione, attenzione al sociale. (TILANCIO)

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