Ti Lancio dal Brasile SÃO PAULO, 12 agosto 2026 – Il colosso siderurgico Gerdau, tra i maggiori produttori di acciaio delle Americhe, ha intensificato il confronto con le autorità di governo per chiedere un inasprimento delle barriere doganali e una protezione più incisiva della produzione industriale interna a fronte dell’ondata di importazioni di acciaio estero, in particolare dalla Cina.
Al centro delle richieste del gruppo guidato dal settore manifatturiero vi è l’adozione urgente di dazi compensativi per contrastare il fenomeno del dumping. Secondo i vertici dell’azienda e le associazioni di categoria del settore, la sovraccapacità produttiva asiatica e i prezzi artificialmente bassi dei prodotti siderurgici importati stanno erodendo i margini delle imprese locali, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e frenando gli investimenti nei piani di decarbonizzazione degli impianti.
“L’industria siderurgica nazionale non chiede un protezionismo cieco, ma condizioni di parità di concorrenza sui mercati”, fanno sapere fonti vicine al dossier industriale. La pressione di Gerdau riflette una crescente preoccupazione da parte del settore primario verso politiche commerciali considerate finora troppo permissive nei confronti dei prodotti ad alta intensità di carbonio provenienti dall’estero.
Dal canto loro, gli analisti economici evidenziano la delicatezza della scelta per l’esecutivo: se da un lato l’introduzione di tariffe protettive difende il comparto manifatturiero pesante e la sovranità industriale del Paese, dall’altro rischia di far lievitare i costi delle materie prime per i settori acquirenti a valle, come l’automotive, le infrastrutture e l’edilizia.
Il dialogo tra il gigante dell’acciaio e il ministero dell’Economia e del Commercio Estero proseguirà nelle prossime settimane per definire un eventuale pacchetto di misure di difesa commerciale.


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