Ti Lancio dalla Turchia ANKARA / BRUXELLES, 12 AGO 2026 – La transizione verso la sostenibilità ambientale e l’entrata in vigore del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’Unione Europea stanno trasformando radicalmente gli assetti competitivi del mercato mondiale della siderurgia. È l’allarme e l’analisi rilanciata da Hasan Akbulut, esperto del settore e direttore degli Affari Tecnici dell’Associazione dei produttori di acciaio della Turchia (TCUD).
Secondo Akbulut, il settore si trova di fronte a un cambio di paradigma strutturale in cui l’impronta carbonica del processo produttivo diventerà il principale fattore di differenziazione e di accesso ai mercati internazionali. In questo scenario, i Paesi e i produttori caratterizzati da un’elevata quota di impianti a forno elettrico ad arco (Electric Arc Furnace – EAF) beneficiano di un vantaggio competitivo iniziale rispetto ai cicli integrati tradizionali ad altoforno (BF-BOF), grazie a livelli di emissioni di \bm{CO_2} significativamente inferiori.
Tuttavia, la corsa alla decarbonizzazione e alla produzione del cosiddetto “acciaio verde” evidenzia sfide complesse per l’intera catena del valore. Tensioni sull’approvvigionamento: L’aumento della domanda di rottame ferroso di alta qualità e di energia elettrica da fonti rinnovabili sta innescando una forte competizione globale per le materie prime critiche.
Sostenibilità finanziaria: La conversione tecnologica degli impianti verso la riduzione diretta del ferro (DRI) e l’impiego dell’idrogeno richiede investimenti in conto capitale (CAPEX) ingenti, che necessitano di un quadro normativo chiaro e di adeguate garanzie finanziarie.
Equilibri di mercato e dazi: Il legame tra politiche ambientali e misure di difesa commerciale resta centrale per prevenire fenomeni di carbon leakage e contrastare le distorsioni generate dalla sovraccapacità produttiva globale.
“La trasformazione ecologica dell’industria pesante non è soltanto una sfida tecnologica, ma una riorganizzazione geoeconomica delle filiere industriali”, sottolinea l’analisi di settore. Il confronto tra le associazioni manifatturiere e gli organismi regolatori prosegue per valutare l’impatto reale delle nuove barriere ambientali sulla competitività delle imprese e sui costi delle filiere a valle.


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