Cookie Policy EVENTI. FVG. IL CARDINAL ZUPPI A RESIA DAL 12 AL 14 GIUGNO, IN RICORDO DELL'AIUTO CHE L'ARCIDIOCESI DI BOLOGNA DIEDE ALLA COMUNITA' TERREMOTATA - Tilancio

EVENTI. FVG. IL CARDINAL ZUPPI A RESIA DAL 12 AL 14 GIUGNO, IN RICORDO DELL’AIUTO CHE L’ARCIDIOCESI DI BOLOGNA DIEDE ALLA COMUNITA’ TERREMOTATA

EVENTI. FVG. IL CARDINAL ZUPPI A RESIA DAL 12 AL 14 GIUGNO, IN RICORDO DELL’AIUTO CHE L’ARCIDIOCESI DI BOLOGNA DIEDE ALLA COMUNITA’ TERREMOTATA

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Resia (UD) 6 maggio 2026 – Dal 12 al 14 giugno 2026, la comunità di Resia accoglie i volontari dell’Arcidiocesi di Bologna e il cardinale Matteo Zuppi. Un tributo alla solidarietà che ricostruì il futuro dopo il sisma del 1976. Mezzo secolo non ha scalfito il legame nato tra le macerie. Nel solco delle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto del Friuli, la valle di Resia si prepara a vivere un momento di profonda commozione: il ritorno dei volontari dell’Arcidiocesi di Bologna , coloro che nel 1976 furono tra i primi a tendere la mano, portando aiuto concreto, speranza e la forza per ripartire.

La visita, in programma dal 12 al 14 giugno 2026, non sarà una semplice ricorrenza formale, ma un incontro tra generazioni. Il culmine dell’evento sarà scandito dalla presenza del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, la cui partecipazione sottolinea la valenza nazionale di questo legame fondato sulla fraternità cristiana e civile.

Il programma prevede tre giorni di accoglienza diffusa, celebrazioni religiose e percorsi nei luoghi simbolo della ricostruzione. È un omaggio a chi scelse di restare accanto ai resiani nei giorni più bui, costruendo non solo edifici, ma relazioni umane capaci di attraversare il tempo.

Questo appuntamento segue la celebrazione del 6 maggio presso la Pieve di Santa Maria Assunta a Prato di Resia, dove la comunità si è stretta nel suffragio delle vittime, con la partecipazione attiva del Consiglio Comunale dei Ragazzi , simbolo del passaggio di testimone della memoria ai cittadini di domani.

Per Anna Micelli, primo cittadino di Resia, l’arrivo dei bolognesi tocca corde personali e collettive: “Quando il terremoto del 1976 ha colpito la nostra terra, io avevo appena due anni. Non ho ricordi diretti di quella notte, ma ne porto dentro le tracce nei racconti e nelle storie che mi sono state affidate. Sono cresciuta in una delle casette costruite proprio dai volontari di Bologna. Per me quella non è stata solo una casa, ma il segno concreto di una comunità che non ci ha lasciato soli.” Il sindaco lancia poi una sfida che lega il passato alle difficoltà odierne: “Noi bambini del terremoto siamo cresciuti liberi perché gli adulti hanno saputo proteggerci e trasmetterci coraggio. Oggi le nostre montagne vivono altri ‘terremoti’: lo spopolamento e la solitudine. Dobbiamo trovare la stessa forza di allora per restare e guardare avanti. È proprio dalla memoria che nasce il futuro.”

La visita dei volontari bolognesi rappresenta un pilastro del calendario annuale di Resia, volto a custodire l’identità del territorio. Ricordare significa riconoscere il valore di quella mano tesa cinquant’anni fa e trasformarla in energia per affrontare le sfide della montagna contemporanea.

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