Il FVG FARO PER LA TELEMEDICINA

Il FVG FARO PER LA TELEMEDICINA

(TILANCIO) UDINE, 15 MAR 2022 – Il rapporto tra medico e paziente sarà sempre più “ibrido”, ma proprio per questo più vicino al paziente, soprattutto se residente nelle zone montane. Accanto alle tradizionali e necessarie visite “faccia a faccia”, con le tecnologie digitali si potrà monitorare il decorso, le analisi ed evitare spostamenti per gli infermi e lunghi tempi di attesa. Di queste innovazioni nel campo della salute, ancora non implementate a livello nazionale, si è discusso lo scorso 10 marzo a Reana del Rojale (Udine) in un meeting organizzato dalla Società Italiana Telemedicina e presieduto dal dottor Paolo Venturini, delegato regionale in Friuli-Venezia Giulia

   Le “aree alte” possono dunque diventare il territorio per nuovi servizi, anche virtuali, soprattutto in questa fase post-pandemica. Paolo Fioretti, già primario di cardiologia dell’ospedale di Udine, è convinto del miglioramento dell’assistenza sanitaria nell’interesse dei residenti in montagna e per i pazienti con difficoltà a spostarsi: “Il sistema da costruire è misto: dopo la classica prima visita si può procedere con gli strumenti digitali, evitando interruzioni delle cure, ritardi, spostamenti superflui“. Ma in Italia come va? Secondo il dottor Fioretti “ci sono regioni, come l’Emilia-Romagna e la Puglia, che hanno progetti buoni di telemedicina; adesso però è il momento di un Fascicolo sanitario elettronico nazionale, per far sì che i diversi sistemi regionali dialoghino tra loro”.

   Dal confronto tra circa 40 medici, professionisti della comunicazione e dell’informatica è emersa la lentezza delle istituzionali nazionali nel rispondere a queste istanze di innovazione, ma la Società Italiana Telemedicina confida in un dialogo più fattivo anche con gli enti locali per un utilizzo efficiente dei fondi del Pnrr.

   “La telemedicina è tecnologia per la montagna” secondo Roberto Siagri, fisico e presidente del Carnia Industrial Park. “La pandemia ha posto in primo piano il ruolo strategico della medicina 4.0; la telepresenza abbatte il disagio di non vivere nei centri metropolitani”. Del resto gli strumenti, come la banda larga, già esistono e sono diffusi. Senza dimenticare, infine, di affrontare la questione del trattamento dei dati personali, ovvero gli open data. Per Siagri “devono essere di libero accesso per chi ne ha competenza e senza limiti regionali, al fine di arrivare a una cartella clinica elettronica che, come la carta d’identità, ognuno di noi porterà sempre con sé”. (TILANCIO)

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