GAS NAZIONALE VITALE PER INDUSTRIA CERAMICA. TABARELLI (NOMISMA ENERGIA): ‘POSSIBILE ESTRARLO RISPETTANDO AMBIENTE’ 

GAS NAZIONALE VITALE PER INDUSTRIA CERAMICA. TABARELLI (NOMISMA ENERGIA): ‘POSSIBILE ESTRARLO RISPETTANDO AMBIENTE’ 

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Sassuolo (MO) – 21 novembre 2022-  Per salvare e far ritornare competitivo il settore ceramico è necessario riaprire i pozzi di gas, soprattutto quelli che sono presenti nell’Adriatico. La proposta è di Confindustria Ceramica che, in un convegno che si è svolto venerdì 18 novembre a Ravenna, ha chiesto ufficialmente l’utilizzo del gas nazionale per poter rimanere sul mercato e iniziare la transizione energetica.

La proposta non è un’utopia perché uno studio di Nomisma Energia rileva che ad oggi il gas nazionale è utilizzato in minima parte, solo 3 miliardi di metri cubi su un fabbisogno italiano di 76 miliardi di metri cubi di gas. Il costo della produzione del gas nazionale si aggira sui 10 euro per megawattora. Un prezzo decisamente basso rispetto agli attuali 100 euro megawattora. Non va inoltre dimenticato che il costo del metano aveva superato  persino i 300 euro negli scorsi mesi.
Diventa quindi necessario per il settore industriale valorizzare al massimo le risorse nazionali. Le riserve sono ancora abbondanti, accertate fra i 50 e i 100 miliardi di metri cubi, secondo documenti e studi di 30 anni fa, ma con i nuovi mezzi di ricerca le riserve risulterebbero essere molto superiori se non il doppio di quelle stimate. Nell’arco di 2 anni la produzione attuale di gas nazionale potrebbe raddoppiare a 6 miliardi e, in prospettiva, potrebbe tornare a superare i 10 miliardi di metri cubi.
Le ragioni di questo cambiamento di rotta porterebbero dei grandi benefici anche a livello ambientale perché il trasporto del gas importato verso l’Italia comporta rilevanti consumi di energia e determina perdite di metano in atmosfera, il cui effetto serra è duecento volte quello della CO2. Le emissioni di CO2 per il trasporto di gas verso l’Italia sono stimate in 26 milioni di tonnellate/anno, pari al 6% del totale di emissioni italiane.

Per continuare a investire e mantenersi competitiva sui mercati internazionali, l’industria ceramica italiana deve poter fare affidamento sulla disponibilità del gas naturale a prezzi concorrenziali.
Il recente provvedimento di gas release adottato dal Governo, che prevede per le imprese un impegno di acquisto long term a condizioni predeterminate, è fondamentale per anticipare al nostro made in Italy le future produzioni di gas nazionale a prezzi più bassi di quelli attuali.

Ravenna

L’incremento della produzione di gas nazionale può avvenire nel rispetto dell’ambiente e in piena sicurezza. In questo quadro il professor Davide Tabarelli (nella foto di copertina), presidente di Nomisma Energia, nota che “il problema della subsidenza riguarda fenomeni circoscritti a giacimenti lontani dalla costa e nel raggio massimo di pochi chilometri e per fenomeni di abbassamento del terreno dell’ordine di frazioni di centimetro all’anno, sempre in aree dove si verifica una subsidenza naturale dalla quale è impossibile distinguere quella da estrazione di gas. Peraltro, la subsidenza antropica è causata soprattutto da estrazione di acqua dai pozzi per usi civili, agricoli e industriali. In Italia esistono milioni di pozzi; se fossero fondate le preoccupazioni circa i pozzi di gas naturale, allora andrebbero chiusi molto prima quelli per l’estrazione dell’acqua”.

Il convegno ‘Il Gas naturale, risorsa necessaria per indipendenza e transizione energetica. Il caso della Ceramica’,  è stato aperto dai saluti del sindaco di Ravenna Michele De Pascale e dal presidente dell’Autorità Portuale Daniele Rossi. Davide Tabarelli Presidente di Nomisma Energia ha presentato uno studio che è stato oggetto della tavola rotonda successiva a cui hanno preso parte Aurelio Regina, Delegato Energia per Confindustria, Marco Falcinelli, Segretario Generale Filctem CGIL, Lapo Pistelli, Director Public Affairs Eni, Stefano Venier, Amministratore Delegato Snam e Giovanni Savorani, Presidente di Confindustria Ceramica. Le conclusioni sono state tratte da Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Emilia Romagna e da Vannia Gava, vice ministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica.  Fra le conclusioni è stata sottolineata la prospettiva di avere a breve un nuovo rigassificatore a Ravenna, grazie anche alla responsabilità della Regione Emilia-Romagna,  che rappresenta una garanzia per la sicurezza del sistema gas nazionale .
(PARU)

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