(Ti Lancio da Roma) Roma 6 luglio 2023 – La spesa degli italiani per la sanità digitale è in forte crescita: nel 2022 è aumentata del 7%. Il settore, che vale 1,8 miliardi di euro, comprende un numero sempre crescente di servizi e di specialisti in rete.
“Più della metà degli italiani ha scelto internet per identificare possibili diagnosi e il 42% per cercare informazioni su sintomi e patologie prima di una visita. Il 73% degli specialisti, il 79% dei medici di medicina generale e il 57% degli infermieri usano app per comunicare con i pazienti”. Questa la sintesi dell’Istituto per la Competitività I-Com che ha analizzato il mercato sanitario digitale con Doctolib, società tecnologica di origine francese.
Tutto parte della disponibilità del Fascicolo sanitario elettronico, la cui diffusione nel nostro Paese è però ancora molto lenta: nel corso di quest’anno solo il 35% degli italiani lo ha utilizzato almeno una volta. Fra i programmi legati al Pnrr, tuttavia, sono previsti investimenti per la digitalizzazione anche nel rapporto fra medico e paziente. L’obiettivo dovrebbe essere, secondo gli autori dello studio, la riorganizzazione dell’assistenza territoriale, indispensabile soprattutto dopo l’esperienza della pandemia.
Il digitale riuscirà a ridurre le disparità di accesso a consulti e cure e a ottimizzare i tempi di attesa? Le potenzialità tecnologiche esistono, i cittadini ne sono sempre più consapevoli, ma occorre una regia istituzionale e una rete di operatori sanitari sul territorio.
Secondo un’indagine dell’Osservatorio sulla digital innovation del Politecnico di Milano, i medici di medicina generale (MMG) sono disposti ad accogliere l’innovazione digitale. “Prima del Covid-19, il 17% dei MMG effettuava teleconsulti tra loro e con medici specialisti, il 12% erogava teleassistenza e l’11% televisite. Dopo la pandemia circa il 60% è pronto ad utilizzare la telemedicina e l’uso che risulta più di interesse è proprio quello dei consulti con gli specialisti”.
Secondo lo stesso studio, oltre il 50% degli italiani è favorevole alla telemedicina, o al monitoraggio a distanza di particolari stati di salute.
I-Com, infine, sottolinea il fatto che l’Italia sia al penultimo posto (a pari merito con la Spagna) tra i Paesi dell’Europa occidentale per maturità digitale dei sistemi sanitari.
(MARIFRE)


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