Cookie Policy TECNOLOGIA. FVG. L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL “VUOTO DI RESPONSABILITÀ”: LE TESI DELL'AVVOCATO DE PAULI SCALANO LA RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE - Tilancio

TECNOLOGIA. FVG. L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL “VUOTO DI RESPONSABILITÀ”: LE TESI DELL’AVVOCATO DE PAULI SCALANO LA RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE

TECNOLOGIA. FVG. L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL “VUOTO DI RESPONSABILITÀ”: LE TESI DELL’AVVOCATO DE PAULI SCALANO LA RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE

Il dibattito sollevato dal legale italiano sulla frammentazione della responsabilità giuridica nei sistemi algoritmici trova eco nelle testate specializzate estere, da National Law Review a Bloomberg News

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Udine 16 marzo 2026 – Mentre l’Unione Europea celebra l’AI Act come il primo standard globale per l’intelligenza artificiale, una voce critica arriva dall’Italia e cattura l’attenzione dei media internazionali. L’avvocato Luca De Pauli, dello Studio Ponti DePauli Partners di Udine, ha sollevato una questione che tocca le fondamenta stesse del diritto moderno: la crescente incapacità dei codici attuali di identificare un responsabile certo quando decidere è un algoritmo.

La notizia ha trovato spazio su prestigiose testate di settore, tra cui la National Law Review, che ha acceso i riflettori su quello che De Pauli definisce l’ “Algorithmic Gap” . Il fulcro del problema non è tecnico, ma ontologico: il diritto internazionale è costruito sulla figura del soggetto responsabile (persona fisica o giuridica), ma l’IA, pur essendo l’autore materiale di scelte cruciali, resta un “non-soggetto”.

Secondo le analisi di De Pauli riprese all’estero, l’integrazione dell’IA nei processi decisionali sta creando una “frammentazione della responsabilità”. In un sistema tradizionale, la colpa è facilmente tracciabile. In un sistema algoritmico, invece, si entra in una zona grigia: è colpa del programmatore che ha scritto il codice? Dell’ente che ha adottato il sistema O del decisore umano che ha validato l’output senza poterne comprendere appieno la logica (la cosiddetta scatola nera )?

“L’intelligenza artificiale non è un soggetto giuridico e non può essere titolare di responsabilità”, ha ribadito De Pauli nelle interviste. Il rischio concreto è che le vittime di decisioni errate in ambiti critici come la salute, la sicurezza oi diritti civili si ritrovino in un vicolo cieco legale.

Nonostante l’entrata in vigore del Regolamento UE 2024/1689, la critica di De Pauli evidenzia come la norma si concentra eccessivamente sulla sicurezza del mercato e poco sulla delega decisionale .

Le testate internazionali sottolineano i tre pilastri che l’avvocato propone per il diritto del futuro: ogni decisione su vita e sicurezza deve avere un “volto” umano responsabile, il processo che porta a una decisione deve essere ricostruibile, ponendo fine al segreto algoritmico nelle decisioni pubbliche. Definire regimi di responsabilità chiari per chi sviluppa e utilizza sistemi ad alto rischio, eliminando le zone d’ombra.

Il riconoscimento internazionale delle tesi di Luca De Pauli conferma che la sfida dell’IA non è solo una corsa all’innovazione, ma una battaglia per la sopravvivenza dello Stato di diritto. Se la legge non riuscirà a colmare questo “gap”, il rischio è che il progresso tecnologico proceda a scapito della giustizia e della tutela del cittadino.

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