(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 10 giugno 2026 – Nonostante il recente vertice a Pechino tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping avesse fatto sperare in una tregua commerciale, la Casa Bianca ha assestato un nuovo, durissimo colpo ai colossi tecnologici della Cina. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha aggiornato l’elenco ufficiale delle “società militari cinesi” (la cosiddetta lista 1260H) , inserendovi per la prima volta i pesi massimi dell’economia digitale di Pechino: il gigante dell’e-commerce Alibaba Group , il leader dei motori di ricerca e dell’IA Baidu e il primo produttore mondiale di veicoli elettrici, BYD.
Con questo aggiornamento, la lista nera del Pentagono vende un totale di 188 entità. L’accusa formale di Washington è pesante: queste aziende, pur dichiarandosi civili e private, collaborerebbero attivamente con la strategia di “fusione militare-civile” di Pechino, fungendo da fornitori o supportando lo sviluppo industriale e tecnologico dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA).
È fondamentale comprendere che la lista del Pentagono non equivale alle sanzioni commerciali radicali della Entity List del Dipartimento del Commercio (che blocca l’export di microchip). Tuttavia, le conseguenze pratiche e reputazionali sono pesantissime: stop ai contratti pubblici, a partire da giugno 2026, al Pentagono sarà vietato stipulare contratti diretti con le aziende presenti in lista. Blocco delle forniture indirette: dal giugno 2027, il divieto si estenderà anche agli acquisti indiretti. Significa che il dipartimento della Difesa USA non potrà acquistare beni o servizi da terzi se questi contengono componenti o software sviluppati da Alibaba, Baidu o BYD. Danno reputazionale e fuga degli investitori: il bollino di “minaccia alla sicurezza nazionale” complica enormemente l’espansione internazionale di queste aziende in Occidente e costringe i fondi di investimento statunitensi a riconsiderare i propri portafogli azionari.
L’inclusione di Alibaba e Baidu, che si aggiungono a Tencent (già inserita nel 2025), significa che i tre principali attori dell’intelligenza artificiale e del cloud computing cinese sono ora considerati partner militari dagli Stati Uniti.
Oltre ai tre colossi, l’aggiornamento ha coinvolto altre realtà strategiche: le case automobilistiche di veicoli elettrici NIO, i produttori di chip di memoria CXMT e YMTC (reinseriti dopo essere stati rimossi da una bozza iniziale a febbraio), la multinazionale delle biotecnologie WuXi AppTec e Unitree Robotics, leader nella produzione di robot umanoidi che aveva recentemente stretto accordi di ricerca persino con l’americana Nvidia.
La risposta dei diretti interessati non si è fatta attendere. Le aziende hanno respinto categoricamente le accuse, preannunciando storiche battaglie legali nelle corti statunitensi: “Alibaba non è un’azienda militare cinese, né fa parte di alcuna strategia di fusione militare-civile. Utilizzeremo ogni azione legale disponibile contro i tentativi di travisare la natura della nostra azienda”, ha dichiarato un portavoce del colosso dell’e-commerce.
Sulla stessa linea d’onda Baidu, che ha definito l’inclusione “priva di qualsiasi giustificazione credibile”. Dal canto suo, il ministero degli Esteri di Pechino Wang Yi ha accusato Washington di redigere “liste discriminatorie” abusando del concetto di sicurezza nazionale per colpire la competitività delle aziende cinesi.
La pubblicazione della lista chiarisce che la competizione geopolitica sulle tecnologie del futuro (IA, semiconduttori, robotica ed auto elettriche) resta un terreno di scontro totale che prescinde dai dialoghi diplomatici di facciata.
I mercati finanziari hanno reagito con un calore moderato ma diffuso delle azioni delle società coinvolte alla borsa di Hong Kong e New York. Il messaggio del Pentagono a Wall Street e agli alleati occidentali è però inequivocabile: la linea di demarcazione tra ciò che è commerciale e ciò che è militare, quando si parla di alta tecnologia cinese, per gli Stati Uniti non esiste più.
Analisi video del divieto del Pentagono ad Alibaba e BYD. Questo video offre un focus giornalistico ed economico dettagliato sull’aggiornamento della blacklist da parte del Pentagono, spiegando le reazioni delle aziende e l’impatto sui mercati finanziari globali.


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