(Ti Lancio dagli Stati Uniti) New York 15 giugno 2026 – Una giornata destinata a rimanere scolpita negli annali della finanza globale. Venerdì 12 giugno 2026, SpaceX (ticker: SPCX) ha fatto il suo ingresso ufficiale sul listino del Nasdaq, completando la più grande offerta pubblica iniziale (IPO) della storia dei mercati capitali.
Il gigante dell’aerospazio, della connettività e dell’intelligenza artificiale guidato da Elon Musk ha polverizzato ogni record precedente, raccogliendo ben 75 miliardi di dollari di nuova liquidità e spingendo la valutazione aziendale a vette mai viste prima.
La vigilia del debutto era già caldissima. Rompendo i canoni tradizionali di Wall Street, SpaceX aveva fissato un prezzo d’offerta rigido di 135 dollari per azione, senza la classica “forchetta” di negoziazione. Una scommessa basata sull’entusiasmo travolgente degli investitori che si è rivelata vincente.
All’apertura delle contrattazioni, il titolo SPCX ha debuttato direttamente a 150 dollari per azione, segnando un balzo immediato dell’11% rispetto al prezzo di collocamento. Nel corso della sessione, la spinta degli acquisti ha portato il titolo a toccare picchi ancora più alti (fino a 176 dollari), stabilizzando il valore complessivo dell’azienda sopra la soglia psicologica dei 2.200 miliardi di dollari.
Con queste cifre, SpaceX si posiziona da subito come la sesta società quotata di maggior valore negli Stati Uniti, superando colossi storici e affiancando big tech del calibro della stessa Tesla.
La cerimonia del suono della campanella è avvenuta in contemporanea sia al Nasdaq MarketSite di Times Square a New York, dove era presente la President e COO Gwynne Shotwell, sia alla Starbase di Boca Chica, in Texas, da dove Elon Musk si è collegato.
“È difficile credere che una piccola azienda nata in un magazzino a El Segundo sia oggi protagonista della più grande IPO della storia”, ha commentato un emozionato Musk.
I 75 miliardi di dollari raccolti rappresentano il carburante finanziario per i prossimi, ambiziosi capitoli del gruppo. SpaceX non è più solo una compagnia di razzi e di internet satellitare (tramite Starlink): l’azienda si sta posizionando come una vera e propria infrastruttura globale per l’era dell’intelligenza artificiale. I piani prevedono investimenti massicci nello sviluppo di data center orbitali – progettati per superare i vincoli energetici e di spazio terrestri sfruttando l’acquisizione di xAI completata a inizio anno – oltre al continuo finanziamento del programma Starship per l’esplorazione e la futura colonizzazione di Marte.
Il successo dell’operazione ha avuto immediate ripercussioni sistemiche. Grazie a una corsia preferenziale modificata di recente dal Nasdaq per le mega-capitalizzazioni, l’azione SPCX verrà inserita in tempi record all’interno dell’indice Nasdaq 100, diventando parte integrante dei portafogli di milioni di piccoli risparmiatori tramite i fondi indicizzati passivi.
L’IPO ha inoltre generato un enorme spostamento di ricchezza: secondo le prime stime, oltre 4.000 dipendenti ed ex dipendenti dell’azienda sono diventati ufficialmente milionari. Ma il record più clamoroso spetta proprio al suo fondatore: la straordinaria valorizzazione delle quote detenute in SpaceX ha permesso a Elon Musk di diventare ufficialmente il primo “trilionario” della storia dell’umanità, portando il suo patrimonio personale oltre la soglia dei 1.000 miliardi di dollari.
Il debutto di SpaceX non rappresenta solo un trionfo per l’economia dello spazio, ma lancia un segnale di enorme fiducia ai mercati, aprendo la strada a un 2026 che si preannuncia come l’anno d’oro delle quotazioni tecnologiche di frontiera.


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