IL SINCROTRONE A TRIESTE SI RINNOVA. FABRIS (CNR): FONDI IMPORTANTI PER RICERCA DI ECCELLENZA AL SERVIZIO DEL PAESE

IL SINCROTRONE A TRIESTE SI RINNOVA. FABRIS (CNR): FONDI IMPORTANTI PER RICERCA DI ECCELLENZA AL SERVIZIO DEL PAESE

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Trieste 2 novembre 2022 – La macchina di luce Elettra di Trieste è pronta per la versione 2.0, un rinnovo della sorgente di luce che porterà a nuovi esperimenti e, dunque, a innovative applicazioni in più settori. 

Dal 2019 è cominciato lo sviluppo della nuova sorgente di luce Elettra 2.0, che sarà mille volte più brillante della macchina attuale e miliardi di volte più brillante delle sorgenti di raggi X convenzionali. Il progetto, finanziato dal MUR per un totale di 170 milioni di euro, vedrà Elettra 2.0 sostituire Elettra nel 2026.

Nella sua nuova ‘vita’, a Elettra 2.0 si unisce ufficialmente il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nella sede triestina dell’ente, infatti, si è riunito il Comitato Scientifico che supporterà il CNR nella programmazione delle strategie per le prossime attività da svolgere nell’infrastruttura, un progetto che prevede dunque una parte di pianificazione e subito dopo il potenziamento per la parte delle linee di luce che gli competono (un terzo del totale). 

Stefano Fabris, direttore CNR-Iom

Stefano Fabris, direttore dell’Istituto Officina dei Materiali (Iom) del CNR triestino e responsabile del progetto CNR@Elettra 2.0, spiega che “CNR, come partner principale di Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A., ha destinato 20,2 milioni di euro per il periodo 2022-2027: un investimento importante, necessario per le finalità dell’infrastruttura CNR ad Elettra. In vista del miglioramento delle prestazioni, occorre definire scientificamente la destinazione dei finanziamenti”. 

Elettra-Sincrotrone Trieste è la Società d’interesse nazionale di proprietà pubblica che gestisce in Area Science Park le infrastrutture di ricerca Elettra e FERMI, ambedue incluse dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nel Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricerca.

Si sa quanto Trieste sia una città dalla vocazione solida e attrattiva verso la ricerca. “Tutto il Friuli Venezia Giulia – precisa Fabris – possiede un ambiente scientifico variegato”. Le macchine di luce Elettra e FERMI, in particolare, sono al servizio di ricercatori e gruppi di ricerca nazionali e internazionali che propongono esperimenti. “Ogni anno – prosegue il direttore dell’Iom – sono fra i cento e i duecento i progetti accettati e riguardano l’utilizzazione dei nostri laboratori per effettuare esperimenti nell’anello. Per questo, anche il CNR, per la sua parte e per il ruolo che ha in questo Paese, deve adeguare la propria infrastruttura di ricerca. Il CNR è al servizio di ogni proposta di collaborazione, che va costruita assieme. Intanto, dopo la prima riunione del Comitato Scientifico, è partito un percorso di definizione di implementazione scientifica che garantisca l’utilizzo ottimale delle risorse”. 

I nuovi laboratori saranno, come sempre, accessibili gratuitamente alla comunità scientifica, dopo la selezione basata sulla validità scientifica dei progetti e sulla realizzabilità tecnica e i processi che si avvieranno saranno basati sui principi dell’Open Science e dei dati FAIR per una conoscenza trasparente e accessibile a tutti i livelli della società.

Oltre agli esperimenti in ‘area CNR’, sono migliaia i ricercatori provenienti da oltre cinquanta Paesi diversi per utilizzare la radiazione elettromagnetica prodotta dall’anello di accumulazione di terza generazione Elettra e dal laser ad elettroni liberi FERMI, veicolata a 33 diverse stazioni sperimentali. Queste – come specificato da Elettra-Sincrotrone Trieste  – sono attive 24 ore al giorno e sette giorni alla settimana per caratterizzare la composizione, la struttura e l’attività di farmaci, biomolecole, dispositivi elettronici, celle a combustibile, materiali strutturali e funzionali. Solo una proposta sperimentale su due/tre di quelle ricevute può normalmente trovare spazio nell’affollatissimo calendario di utilizzo delle due infrastrutture di ricerca.

Dalla chimica alla biologia, passando per la medicina e i beni culturali, quindi: la ricerca che si svolge in queste ‘macchine’ di eccellenza rimane infatti fondamentale e determinata ad ampliare le sue frontiere.
Ma – un passo indietro – cosa fanno Elettra e FERMI? Tecnicamente Elettra è una ‘macchina di luce di sincrotrone di terza generazione’ e FERMI un ‘laser ad elettroni liberi’. In pratica: acceleratori, in cui gli elettroni, che circolano a velocità prossime a quelle della luce, vengono fatti passare attraverso campi magnetici alternati per produrre radiazioni di sincrotrone, appunto, cioè luce ad altissima densità. Le linee di luce della macchina hanno il compito di catturare la radiazione per trasportarle alle stazioni di misura, dove vengono elaborati studi sulla materia. 

Tali strutture appartengono al centro di ricerca multidisciplinare di Elettra-Sincrotrone Trieste, attivo dal 1993 a Basovizza, a poco più di 10 chilometri da Trieste. Tra i partners di Elettra-Sincrotrone che partecipano al progetto Elettra 2.0 vi sono l’International Atomic Energy Agency (IAEA), il Forschungszentrum Jülich, la Technical University di Graz, la Charles University di Praga, lo Indian Institute of Science di Bangalore ed altre istituzioni internazionali. 

“Il CNR è sempre stato il partner principale della nostra istituzione gestendo ben 9 della attuali 28 linee di luce di Elettra e la sua entrata nel Progetto Elettra 2.0 aprirà nuovi orizzonti di collaborazione”, ha affermato il Presidente e Amministratore delegato di Elettra-Sincrotrone Trieste, Alfonso Franciosi.

da sinistra: Sakura Pascarelli, Maria Novella Piancastelli, Alfonso Franciosi, Stefano Fabris e Giacomo Ghiringhelli (credit:CNR)

Il Comitato che definirà il ruolo del CNR nel progetto Elettra 2.0 è composto da esperti internazionali di eccellenza nel campo dell’utilizzo della luce di sincrotrone per la ricerca in fisica, chimica, e dei sistemi biologici: Sakura Pascarelli (Direttore scientifico di X-Fel Amburgo), Maria Novella Piancastelli (professore emerito alla Sorbona di Parigi ed Elettra Fellow), Giacomo Ghiringhelli (professore del Politecnico di Milano e accademico dei Lincei), Maria Grazia Betti (Professore all’Università La Sapienza e membro del Consiglio Scientifico del Cnr). I ricercatori del CNR coinvolti appartengono agli Istituti CNR-Iom, Struttura della Materia (CNR-Ism) e di Cristallografia (CNR-Ic). 
(MARIFRE)

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