(Ti Lancio dagli Stati Uniti) New York 3 marzo 2026 – Un nuovo studio di Citrini Research, nota società di investimenti statunitense, sta scuotendo i mercati e le cancellerie occidentali. Il rapporto delinea uno scenario di “apocalisse economica” entro il 2028, innescata non da una crisi finanziaria tradizionale, ma da uno shock tecnologico senza precedenti: l’adozione massiccia dell’Intelligenza Artificiale Generativa e Agente. A differenza delle precedenti rivoluzioni industriali, l’IA starebbe erodendo i posti di lavoro nei settori a valore aggiunto (servizi, programmazione, management) più velocemente di quanto l’economia riesca a crearne di nuovi. La perdita di reddito per milioni di lavoratori della classe media porterebbe a un crollo della domanda interna, innescando una spirale deflazionistica e una recessione profonda, partendo dagli Stati Uniti per poi propagarsi globalmente. Mentre le aziende aumentano i margini grazie all’automazione, la base imponibile e il potere d’acquisto dei cittadini collassano, rendendo insostenibili i debiti sovrani.
Sebbene il rapporto sia presentato come un thought experiment (esperimento mentale), le implicazioni sono concrete. Gli analisti si dividono in due campi. Sostengono che l’attuale velocità di calcolo e l’integrazione dell’IA nei processi aziendali abbiano superato la capacità di adattamento delle politiche sociali (es. Reddito di Base Universale o tassazione sui robot). Ritengono che il rapporto sottovaluti l’emergere di nuovi settori economici “IA-nativi” e la resilienza del mercato del lavoro, citando come i timori storici sull’automazione si siano spesso rivelati eccessivi nel lungo periodo.
“Il rischio principale non è l’IA in sé, ma la velocità della transizione. Se il passaggio avviene in meno di 24 mesi, il tessuto sociale non avrà il tempo di cicatrizzarsi.” — Sintesi dal rapporto Citrini.


Leave a Reply