(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Tarvisio (UD) 3 giugno 2025 – Si prospetta una estate gremita di cicloturisti in montagna. L’Alpe Adria, sempre più gettonata.
Sono oltre 80mila all’anno i ciclisti che scelgono di pedalare sulla spettacolare ciclovia Alpe Adria, la più nota via cicloturistica del Friuli Venezia Giulia, che parte dall’Austria, a Salisburgo, entra in Italia a Tarvisio, e in poco più di 400 chilometri di suggestivi paesaggi montani, molti su sedimi di ferrovie dismesse, raggiunge Grado.
Sono numeri stratosferici, raggiunti grazie alla bellezza delle vallate e delle montagne che si attraversano, a un piacevole percorso non particolarmente complicato e ai servizi offerti nelle varie tappe che si possono fare.
In particolare, per la Comunità di Montagna Canal del Ferro e Val Canale, nell’Alto Friuli – composta dagli otto comuni di Chiusaforte, Dogna, Malborghetto-Valbruna, Moggio Udinese, Pontebba, Resia, Resiutta e Tarvisio – la ciclovia Alpe Adria rappresenta il futuro turistico del territorio.
L’estate 2025 si preannuncia ottima per la Val Canal e Canal del Ferro, con previsioni rosee di un’elevata presenza di cicloturisti, che già in queste settimane primaverili sono molto numerosi: “Siamo molto soddisfatti di questo anticipo di stagione estiva e auspichiamo che tutte le strutture ricettive del nostro territorio e i servizi che diamo ai turisti possano offrire tutto il supporto necessario affinché i cicloturisti, le loro famiglie e i loro accompagnatori, possano ulteriormente crescere di numero e apprezzare sempre di più la bellezza di queste vallate”, sottolinea Ivan Buzzi, presidente dellaComunità di Montagna Canal del Ferro e Val Canale e sindaco di Pontebba.
Il tratto italiano della ciclovia compie quest’anno vent’anni e la parte che interessa la Comunità di Montagna Canal del Ferro e Val Canale è il primo tratto italiano, da Tarvisio a Venzone, che si sviluppa in gran parte sulla vecchia tratta dismessa della ferrovia Pontebbana, con i sui arditi ponti in ferro, i borghi medievali e la memoria storica più recente di queste terre di confine e di alta montagna e, ovviamente, lo spettacolare scenario naturale nel quale sono incastonate le due vallate.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)


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