Un modello di fare impresa che mette al centro la persona e la dignità umana, trasformando l’ospitalità sorrentina in un valore etico per tutta la classe dirigente italiana.
Ti Lancio dalla Campania Sorrento (Napoli) 21 luglio 2026 – In un momento storico in cui il settore turistico si trova a ripensare i propri modelli tra digitalizzazione e sostenibilità, l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID Nazionale) accende i riflettori su un’esperienza che dimostra come l’etica e la centralità della persona siano i veri pilastri del successo d’impresa. L’associazione ha voluto rendere omaggio alla visione di Nino Apreda, storico ed emblematico albergatore sorrentino, additato come esempio di quella che la Dottrina Sociale della Chiesa definisce “economia della cura”.
Alla base della visione di Apreda c’è una filosofia semplice, ma rivoluzionaria per le logiche di mercato contemporanee. “Come diciamo a Sorrento, l’ospite è uno di famiglia, va accolto fino a farlo ritornare”.
Un’affermazione che supera i confini del semplice marketing o della gestione alberghiera. La lezione di Nino Apreda risiede nella capacità di dimostrare che fare impresa nel turismo non significa erogare una prestazione impersonale, ma costruire un legame indissolubile basato sull’ascolto, sulla dignità e sul calore umano. Un richiamo d’amore e appartenenza che evoca lo stesso spirito delle celebri note di Torna a Surriento.
In un’epoca di profonde trasformazioni per il tessuto produttivo italiano, il modello sorrentino dell’accoglienza si proietta come un riferimento per l’intero panorama imprenditoriano. Etica e competitività: la capacità di creare valore non attraverso la spersonalizzazione, ma valorizzando il capitale umano e le relazioni autentiche. Sostenibilità sociale: un’impostazione in cui l’impresa si fa presidio di fraternità e sviluppo per il territorio. Valori in azione: la testimonianza che i principi di solidarietà e sussidiarietà possono guidare quotidianamente la gestione aziendale.
Nino Apreda rimane un faro per la classe dirigente e imprenditoriale: la prova tangibile che un’economia a misura d’uomo non solo è possibile, ma rappresenta la chiave per un’imprenditoria capace di lasciare un’impronta duratura nel tempo.


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