Cookie Policy VALLE D'AOSTA. IL RISCALDAMENTO GLOBALE FAVORISCE LA VITICOLTURA AD ALTA QUOTA  - Tilancio

VALLE D’AOSTA. IL RISCALDAMENTO GLOBALE FAVORISCE LA VITICOLTURA AD ALTA QUOTA 

(Ti Lancio dalla Valle d’Aosta) Sarre (AO) 10 Ottobre 2023 – Ci sono dei casi dove il riscaldamento globale rappresenta una nuova opportunità. Da studi fatti nel 2022 e confermati recentemente dal concorso ‘Mondial des vins extremes’ che si è svolto negli scorsi giorni a Sarre in Vale d’Aosta risulta che l’aumento delle temperature influisce molto positivamente sui vitigni che si trovano ad alta quota. In particolare nella Valle d’Aosta l’aumento di qualche grado delle temperature ha favorito sia la maturazione che la qualità dell’uva. Al concorso erano presenti  863 vini provenienti da 26 Paesi di tutto il mondo ed è emerso che il riscaldamento globale influisce positivamente sulla viticoltura  di alta quota.

Stefano Celi , presidente del Cervim, che ha organizzato l’evento ha evidenziato che rispetto alla viticoltura di pianura e di collina l’aumento di qualche in grado di temperatura migliora la qualità dell’uva.  “Abbiamo una migliore maturazione e – ha sottolineato Celi – un prodotto finale di maggiore qualità, nel caso in cui le temperature medie dovessero aumentare – ha aggiunto Celi – abbiamo sempre la possibilità di salire di quota. Certo, se invece parliamo di siccità, il problema riguarda anche la viticoltura di montagna, come nel caso dello scorso anno. La viticoltura eroica deve fare i conti con costi di manodopera maggiori, basti pensare che per lavorare un ettaro di vigneto in pianura servono 100 ore lavoro all’anno, e per lo stesso ettaro in montagna si va da un minimo di 600 a 1.200 ore annue di manodopera”.                                     

 La viticoltura estrema di montagna  lavora uve di vigneti che presentano diverse difficoltà strutturali che sono permanenti come ad esempio  in Italia l’ altitudine deve essere superiore ai 500 metri di quota, con l’esclusione dei sistemi viticoli in altopiano;  pendenze del terreno superiori al 30%; con la coltivazione dei sistemi viticoli su terrazze o gradoni oppure viticolture delle piccole isole dove viene strappato il terreno per coltivare alle rocce delle montagne.
(PARU)

Leave a Reply

Your email address will not be published.