AL VIA L’ACADEMY DI BEANTECH PER ACCELERARE LA DIGITALIZZAZIONE DELLE AZIENDE ITALIANE: ALLA CACCIA DI TALENTI

 

beanTech, azienda leader dell’ICT, mette a disposizione conoscenze, competenze ed esperienza per professionisti impegnati nella Digital Transformation. Ottima opportunità anche per laureandi e neolaureati.

Conoscenze, competenze ed esperienza sul campo messe a disposizione di imprenditori e professionisti per acquisire le capacità necessarie ad abilitare e sostenere percorsi di Digital Transformation della propria azienda.
È con questa finalità con cui beanTech, azienda ICT leader in Italia, cerca talenti per la sua Academy in collaborazione con Microsoft Italia, offrendo la possibilità di partecipare ad un corso gratuito serale di alta formazione dedicato a Microsoft Azure, la piattaforma cloud che tra le varie funzionalità consente di realizzare applicazioni moderne, anche in ambito IoT e Big Data, in grado di scalare facilmente e garantire ottime prestazioni. Rispetto al mondo “on premise”, infatti, Azure offre molti strumenti aggiuntivi (Stream Analytics, Data Lake Storage, Cosmos Db, Synapse) che, uniti alla potenza del framework . NET CORE, costituiscono un ambiente applicativo estremamente performante e versatile.
 «Siamo alla ricerca di talenti che abbiano il desiderio di continuare a formarsi e crescere, provenienti da tutta Italia. Con la pandemia, stiamo assistendo ad un cambiamento, ad un nuovo modello in cui è chiara la possibilità per tutti di lavorare da remoto: se fino a 6 mesi fa la tecnologia accentrava i talenti nelle grandi città, oggi invece permette di ripopolare i nostri territori e creare grandi opportunità in diverse zone. Anche il Nordest può essere fucina di know how, in questo senso crediamo d’essere un’opportunità per molti, creando un hub digitale per il territorio», spiega il CEO di beanTech, Fabiano Benedetti.
“Il nostro Paese sta attraversando una fase molto complessa dove il digitale rivestirà un ruolo determinante, quale motore dell’innovazione e leva per aiutare le aziende e le organizzazioni a ripartire. I nuovi trend tecnologici richiedono però competenze e professionalità che al momento le aziende faticano a trovare sul mercato. La ormai consolidata collaborazione con beanTech è un tassello importante con cui possiamo contribuire a ridurre questo gap affinché l’Italia possa tornare a crescere” ha commentato Claudia Angelelli, responsabile dell’area tecnica della divisione partner di Microsoft Italia.
Nello specifico: il corso è rivolto a tutti gli sviluppatori C# .NET che, per professione, devono/vogliono aggiornare le proprie competenze al fine di realizzare applicazioni professionali utilizzando gli strumenti Azure. Alla fine del corso i partecipanti saranno in grado di progettare, installare e monitorare un flusso di ingestion, analisi e storage dati ad alta frequenza, utilizzando gli strumenti Paas Azure; sviluppare un progetto .NET Core completo per ingerire dati da fonti IoT tramite i servizi Azure; utilizzare gli strumenti DevOps per la Continuous delivery delle applicazioni su cloud.
Per partecipare, occorre presentare la propria domanda di ammissione nella sezione Academy del sito beanTech, entro e non oltre il 15 settembre 2020. La selezione dei partecipanti si chiuderà entro il 26 settembre 2020. Il corso è previsto da ottobre a novembre 2020 presso il nuovo HQ di beanTech o da remoto, in digitale.
L’Academy di beanTech propone anche corsi di formazione alle aziende che possono beneficiare del «Bonus Formazione 4.0», un credito d’imposta finalizzato a incentivare l’innovazione tecnologica e digitale. I corsi sono inoltre finanziabili dai Fondi Interprofessionali, risorse cumulabili con il Bonus Formazione 4.0.
L’iniziativa, inoltre, rientra nel progetto Ambizione Italia #DigitalRestart, un importante piano di investimenti di Microsoft Italia nel nostro Paese con l’obiettivo di generare nuove opportunità per far crescere persone e organizzazioni e supportare lo sviluppo economico e che prevede tra le diverse aree di azione anche un programma di formazione per offrire competenze digitali a 1,5 milioni di persone tra studenti, professionisti e disoccupati nel corso dei prossimi tre anni.

SLOVENIAN AT THE TOP OF AI RESEARCH

In Lubiana, Slovenia, the Jozef Stefan Institute (IJS) (in the pic) – the country’s largest applied research institute – is developing the future of Ai. And one of the predominant fields of application is aerospace industry. Slovenia is very attentive to Ai’s applications, with the director Saso Dzeroski (in the pic), whom we met.

The “ESA-CLAIRE AI Special Interest Group on Space” (http://claire-ai.org/sig-space/) is organizing its first online conference on space-realted use of artificial intelligence (AI) in space. Collocated with the 24th European Conference on Artificial Intelligence ECAI (http://digital.ecai2020.eu/), the conference is a full-day open access event and is taking place recently, September 4 (a tutorial and workshop day for ECAI). You can join the event online at 

https://zoom.us/j/91268494373?pwd=ZzVEV1EvQmhraDh6anFDVWx3Q2p0UT09

The event had a rich and varied program, which includes 5 keynote talks, 17 contributed presentations and a panel discussion with 6 distinguished panelists. We brought together speakers from different realms, and our keynote speakers come from space agencies (NASA, ESA), world-renowned research institutions (TU Munich, as well as industrial and private partnerships (SIRIUS Chair, and Frontier Development Lab). Keynote talk topics include the use of machine learning in space and planetary exploration, as well as in earth observation, the use of AI and data and improved planetary stewardship, as well as legal issues related to space and AI. The 17 contributed presentations cover cutting-edge topics concerning different AI methods and different areas of space technology: imagery and EO, space exploration, astronomy and space events, among others. The event will conclude with a presentation of the ESA vision and strategy on applications and AI and a panel discussion reflecting upon the “Present, Lessons Learned, and the Future of AI in Space”,  involving panelists from the EU Commission, United Nations Office for Outer Space Affairs, Euroconsult, Pioneer Astronautics, among others, creating a unique synergy of themes within AI in Space, such as space law, space policy and space exploration. 

TRIESTE CITTÀ DELLA SCIENZA E DELLE CONTRADDIZIONI

Trieste. Città della scienza e delle contraddizioni. Una città orientata alla crescita e allo sviluppo sostenibile, con un impatto che si estende oltre l’Italia, internazionalmente famosa per l’alta concentrazione di istituzioni scientifiche. Questi tra i motivi che l’hanno portata a essere scelta come Città europea della scienza per il 2020. 

Dall’altra, Trieste appare, in molte sue aree: decadente, obsoleta e fatiscente. 

Questa settimana a Trieste si tiene l’EuroScience Open Forum 2020,https://www.esof.eu/en/home.html, promosso dall’omonima organizzazione di ricercatori europei EuroSciencehttps://www.euroscience.org/. Esof è il principale evento interdisciplinare in Europa dedicato alla scienza, all’innovazione e a loro rapporto con la società e si svolge a cadenza biennale. 

Dopo lo slittamento dell’evento a causa del Covid, inizialmente previsto per luglio, prendono infatti via il congresso scientifico Esof 2020 e Science In The City Festival, rivolto al pubblico.

Trieste conta poco più di 203.000 abitanti, con una età media di 48,4 anni.

La città ha due facce:  quella signorile, luminosa, imperiosa, interculturale, e quella sfatta. 

Dicono che sta nella contraddizione il vero. Il monumento sulle rive di Trieste a Nazario Sauro, sembra vigilare sulla città alla ricerca della verità.

MEP, L’AZIENDA GLOCAL CHE COSTRUISCE IL PROPRIO FUTURO CON I GIOVANI

https://youtu.be/r4lHH_V1TtY

«Un’Azienda glocal (Global-Local), che crede nei giovani per costruire il proprio futuro e li inserisce in un contesto armonico, precondizione per poter crescere e lavorare bene con i Colleghi». Lorenzo Tam, si è laureato a marzo 2020, in piena emergenza Covid-19 in International Management con la tesi sulla Governance il cui titolo è un programma del futuro presente: Change management as thriving force in the creation of Sustainable Value in the Italian SMEs: the case of MEP S.p.A. Il dottor Tam, che dunque conosce bene l’Azienda in cui è già occupato a tempo pieno, racconta così il profilo di MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici SpA di Reana del Rojale-Udine: Azienda fortemente radicata nel proprio territorio “locale” e al contempo aperta al mondo, “globale”, ben sostenibile in 128 Paesi. «Qui – sottolinea il giovane Governance Specialist Tam – ho trovato un ambiente stimolante, in cui sono inserito ormai da un anno. È una realtà positiva, che mi ha accolto nel migliore dei modi, dapprima in seno alla Scuola di Formazione del Gruppo, successivamente inserendomi nel mio ruolo attuale nel quale posso mettere in pratica tutte le conoscenze acquisite nel mio percorso formativo, entrando così appieno nel mondo pragmatico dell’impresa». Ritenendosi fortunato per aver trovato sin dall’inizio della propria carriera professionale una realtà che investe sui giovani, sia offrendo un ambiente lavorativo positivo, sia dando opportunità di formazione continua attraverso la MEP Business School, Tam analizza il fenomeno della «fuga dei cervelli» e, a sorpresa, chiama in causa anche la responsabilità dei coetanei. «È un fenomeno in parte dettato da contingenze sfavorevoli, ma in parte chiama in causa la responsabilizzazione di se stessi. I giovani, e mi ci metto in mezzo, devono lavorare per sviluppare alcune soft skills molto importanti, l’impegno costante e lo spirito di sacrificio, al fine di migliorare la situazione e non fuggire da essa». Ciò non significa restare necessariamente nei propri confini, anche emotivi, e non avere uno sguardo aperto sul mondo. «Io stesso sono stato per un periodo all’estero nel corso dei miei studi e ho appreso tutto quanto di positivo era possibile, con l’intenzione però di portarlo nel mio Paese – aggiunge Tam -. Il percorso di studi mi ha proiettato in un contesto globale ed è esattamente ciò che ho trovato in MEP, un’azienda dinamica che dà ai giovani la possibilità di far crescere se stessa e il proprio Paese». Nonostante il Covid-19 gli abbia fatto vivere la discussione della tesi di laurea davanti al video del computer, togliendo un po’ del pathos che caratterizza l’evento, Tam evidenzia il lato positivo dell’esperienza: «Quel periodo ha fatto emergere in me un sano spirito di resilienza ed esattamento».

SERRACCHIANI, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE LAVORO ALLA CAMERA: ‘FVG IMMOBILE. FINITA EPOCA DELLE ILLUSIONI’. L’INTERVISTA.

f.s.

‘Ci troviamo a vivere in un momento storico straordinario, dovuto alla pandemia, per questo: servono i fatti. Serve governare prendendo decisioni a cui corrispondano azioni’ sono le parole di Debora Serracchiani, deputata del Pd, ex presidente del Friuli Venezia Giulia e da ieri sera presidente della commissione Lavoro alla Camera che abbiamo incontrato nel suo ufficio a Roma.
Come vede in questo momento il Friuli Venezia Giulia?
Vedo una Regione immobile. La situazione attuale dovrebbe spingere a fare cose rinviate. Si dovrebbe pensare a dare un indirizzo forte su come e dove inserire le risorse arrivate dallo Stato.
Cosa serve a suo avviso oggi, più che mai, al Fvg?
Serve dare ancora impulso ai trasporti ed alla logistica. Alla creazione di nuove infrastrutture, come avevamo iniziato a fare durante la scorsa legislatura: con la terza corsia dell’autostrada A4. Ora diventa stringente la velocizzazione della tratta ferroviaria Trieste-Venezia. Stringere sulla manifattura e puntare sempre di più sul 4.0
E’ una specie di odissea, in tempo di Covid, raggiungere Roma, dall’aeroporto di Trieste non è ancora possibile. Il Friuli Venezia Giulia è sempre più isolato.
Andava prevenuto il problema, ed affrontato subito. I lavori in Parlamento non si sono mai interrotti, ed anche io che vivo in Fvg, devo arrivare a Mestre in auto e prendere il treno per Roma. Questo ormai da mesi: una situazione che non può protrarsi. E’ stato fatto un bando per la cessione ad investitori della partecipazione nella società che gestisce l’aeroporto di Ronchi dei Legionari. Si tratta di un primario investitore industriale. Ed è necessario insistere per la velocizzazione della tratta Trieste-Venezia. Si deve andare avanti.
Cosa ne pensa dell’economia regionale e nazionale al tempo del Covid?
Non è un tema banale. Devono essere stimolati gli investimenti. Adesso più che mai serve investire in ricerca e sviluppo, oltre che innovazione. Ritengo sia necessaria una nuova politica industriale, che punti sulle alleanze internazionali.
L’Economist, questa settimana, afferma che c’è sempre più divario fra l’economia reale e quella decretata dai sistemi borsistici internazionali, teme speculazioni, anche nei confronti del nostro Paese?
Potrebbe essere: non possiamo permetterci di perdere altri pezzi del nostro patrimonio industriale. Ma diciamolo chiaro: ormai, sia le politiche regionali e soprattutto quelle nazionali, non possono non prendere in considerazione una forte vocazione per l’internazionalizzazione. Siamo in Europa, siamo nel mondo. Attrarre investimenti corretti, di tipo internazionale, è anche un bene. Non possiamo chiuderci. Lo scenario è il mondo. Tenuto conto delle specificità del singolo territorio, per l’Italia che verrà.
Si dice che dalle crisi possa derivare opportunità straordinarie.
Lo confermo. Penso che anche da un punto di vista politico sia finito il momento delle parole, dei proclami e anche delle illusioni. Serve governare bene. Non possiamo permetterci nulla ora. Niente è più rimandabile. Mi riferisco anche al Friuli Venezia Giulia. E’ arrivato il momento di governare con i fatti.
Come vede il nostro Paese, in epoca Covid, dopo una fortissima emergenza sanitaria?
Lo trovo un Paese che ha delle fragilità. Poco forte. Per questo c’è bisogno di tutti noi. Dell’Europa. Siamo stati molto capaci ad affrontare l’emergenza. Si veda infatti cosa è accaduto in Svezia o quello che sta accadendo in America o in Europa dell’Est. Abbiamo ricevuto garanzie economiche dall’UE. Ora, dobbiamo spendere bene queste risorse.
E le riforme?
Sì. Le risorse che arriveranno devono essere accompagnate dalle riforme.
Quali considera essenziali?
La riforma sul processo penale e civile, sulla certezza dei tempi nei processi, e sulla responsabilità ed individuazione dei responsabili dei procedimenti. Insieme al decreto Semplificazioni. Poi. Infrastrutture e mercato del lavoro, con misure straordinarie come il momento che stiamo vivendo.
Non ci sono più alibi, ora?
No. Ripeto: è proprio finito il tempo dei proclami. L’esigenza collettiva è oggi di non accontentarsi più. Ci sono stati dei problemi: il ritardo della cassa integrazione in deroga, gli aiuti a fondo perduto arrivati dopo. Ma non c’erano le risorse. Abbiamo affrontato oggettivamente una situazione abnorme.
Roberto Siagri, l’amministratore delegato di Eurotech, multinazionale con sede in Fvg, ha affermato che lo Stato non può fischiare il calcio di rigore e allo stesso tempo tirare in porta, serve meno Stato nelle imprese?
Le aziende necessitano di un contesto politico, sociale ed economico di supporto al fare impresa, e non limitante. Lo trovo corretto.
Cosa ne pensa dell’attuale governance regionale in Fvg?
C’è una grossa differenza fra governare e fare propaganda. Nell’immediato, arrivare alla ‘pancia’ delle persone può offrire più consenso. Ma sul medio-lungo periodo non paga. Ora è tornata in primo piano la rotta balcanica, e per Fedriga è una grande occasione per distogliere l’attenzione dall’immobilità della sua Giunta sul fronte economico e su tutte le partite strategiche. L’assestamento di bilancio è un esempio straordinario di come la Lega affronta i problemi: in piena emergenza Covid fanno una manovrina asfittica. 
Anche sul fronte caldo dell’immigrazione?
Mi assumo la responsabilità di ciò che dico: forse hanno piacere che queste persone vaghino per le strade, meno controllati, per creare allarmismo, su cui poi intervengono senza portare, nella sostanza, soluzioni reali e concrete. 
E alle prossime elezioni regionali?
Stiamo ricostruendo una alternativa, ricucendo i territori e ascoltando tanto malessere e delusione. Molti tacciono e altri devono applaudire chi ora ha il potere, ma si percepisce che con il tramonto di Salvini cominciano le difficoltà di Fedriga e le divisioni nel centrodestra. Il Pd ha imparato molto dalla sconfitta e siamo di nuovo in campo.