(Ti Lancio dagli Stati Uniti) New York 29 giugno 2026 – La stagione delle trimestrali procede a pieno ritmo su entrambi i lati dell’Atlantico, parzialmente oscurata dalle ultime news sul conflitto in Medio Oriente. A dispetto della coltre di incertezza sollevata dalla guerra e dal suo impatto sui prezzi dell’energia a livello globale, la maggior parte delle aziende ha riportato profitti in crescita e sopra le attese, soprattutto negli Usa. Una circostanza che ha alimentato il trend positivo dei mercati azionari, sostenuti anche dalle speranze di una ulteriore de-escalation nel Golfo.
Siamo ormai oltre la metà del guado: ha pubblicato i risultati oltre il 70% delle società statunitensi e circa il 50% di quelle europee. Il quadro che ne emerge evidenzia una marcata divergenza dei risultati societari a livello geografico e settoriale.
Negli Stati Uniti, i risultati delle società quotate continuano a mostrare una crescita solida del business e, di riflesso, dell’economia. Gli utili per azione (EPS) sono in aumento attualmente del 25% su base annua, superando in media del 19% le stime degli analisti.
Tecnologia (con una salita degli EPS intorno al 40% rispetto a un anno fa).
I conti delle big tech (hanno già riportato i risultati sei delle “Magnifiche 7”, ad eccezione di Nvidia) hanno confermato una dinamica solida di ricavi e profittabilità, sostenuta dalla domanda legata all’Intelligenza Artificiale e al cloud computing.
Parallelamente, prosegue l’intenso ciclo di investimenti in infrastrutture tecnologiche e data center. I colossi Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon hanno tutte rivisto al rialzo i propri piani di spesa in conto capitale (CapEx) per supportare la crescente domanda di capacità computazionale per l’AI.
Il rally legato all’Intelligenza Artificiale sta quindi assumendo maggiore concretezza, e questo si riflette anche sulle valutazioni, oggi meno estreme. Basti pensare che il Nasdaq, da inizio 2026, ha registrato una crescita di circa l’11% (in euro), accompagnata tuttavia da una contrazione del rapporto prezzo/utili (P/E ratio), sceso da 25 a 23 volte. Europa: crescita più lenta, ma le aziende tengono botta.
Nel Vecchio Continente si conferma una dinamica più frammentata, inevitabilmente penalizzata dal contesto macroeconomico e geopolitico più vicino ai confini europei. Tuttavia, la crescita degli utili aggregata resta positiva: +8% su base annua, un dato superiore del 3% rispetto alle aspettative del mercato.
Anche in un contesto di crescita più contenuta rispetto agli Stati Uniti, spiccano le performance positive di due comparti: fintech.
A titolo di esempio, si sono distinte eccellenze come Unicredit e ASML, con utili in crescita su base annua rispettivamente del 20% e del 19%. Nel complesso, il mercato europeo continua a trattare a forte sconto rispetto a quello statunitense (circa il 28% di sconto), con un multiplo P/E medio di 16 volte.


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