Il RAPPORTO 2022: «FVG DIGITALE. STRATEGIE, TALENTI, BENESSERE AZIENDALE». PRESENTATO A UDINE AL CLUSTER DITEDI

Il RAPPORTO 2022: «FVG DIGITALE. STRATEGIE, TALENTI, BENESSERE AZIENDALE». PRESENTATO A UDINE AL CLUSTER DITEDI

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Udine 23 novembre 2022 – Il mercato delle professioni digitali non è mai stato così caldo e al tempo stesso così arido, tanto che i manager delle aziende dicono che è in atto una vera e propria «guerra» all’accaparramento dei talenti. E le aziende digitale del Friuli Venezia Giulia come affrontano questa condizione, posto che le risorse umane sono strategiche per la loro crescita? Hanno messo in atto strategie multiple riguardo ricerca del personale, formazione, capacità di trattenerlo in azienda e controllo del lavoro, tanto da apparire «sufficientemente attrezzate» per affrontare la condizione dell’attuale mercato del lavoro. 

Sono, in estrema sintesi, il presupposto e le conclusioni del Rapporto «Fvg Digitale. Strategie, talenti, benessere aziendale» promosso per il secondo anno consecutivo da Ditedi, il Cluster delle aziende Itc Fvg, e presentato il 23 novembre a Udine. Curato dai docenti universitari Guido Bortoluzzi, Maria Chiarvesio e Raffaella Tabacco, è stato strutturato in modo da fornire un quadro aggiornato delle imprese operanti nel settore, della loro crescita e del volume di affari sviluppato nell’ultimo quinquennio; uno studio qualitativo, attraverso l’analisi di 14 aziende, riguardo al modo con cui le imprese stanno affrontando la ricerca del personale e le strategie messe in atto per trattenere i talenti. 

«L’obiettivo di Ditedi – spiega il project manager Francesco Contin – è quello di rappresentare le imprese digitali del territorio, comprenderne le esigenze, facilitare la creazione di connessioni e relazioni interaziendali e coinvolgere le competenze di cui sono composte in attività di diffusione della cultura digitale, rendendole protagoniste attive della trasformazione digitale della regione». 

I NUMERI DELL’ICT FVG

Dal 2017 al 2021 le unità attive sul territorio sono cresciute del 4,4% e gli addetti del 9,9%. Ciò dimostra la presenza di percorsi di crescita dimensionali delle aziende. Un fenomeno consolidatosi nell’ultimo biennio. In termini assoluti, in regione nel 2021 erano attive 2.990 aziende, per 11.395 addetti. La distribuzione favorisce la provincia di Udine, nella quale si concentra il 49,5% delle aziende, mentre per l’occupazione, la maggior dimensione media delle imprese attive nel triestino determina una variazione sensibile degli equilibri. A Udine è impiegato il 41,8% adetti a Udine, a Trieste il 30,25 con il 19,5% di aziende. 

Il comparto, rivela il Rapporto che ha analizzato i bilanci di 390 imprese di capitale nel quinquennio 2017-2021, ha sofferto il periodo pandemico, ma non in modo eccessivo, recuperando nel corso del 2021. Il contraccolpo della pandemia lo hanno avuto subito maggiormente le imprese dell’hardware, con un buon recupero nel 2021; i produttori di software, hanno sofferto di meno il 2020 e oltre la metà delle imprese ha chiuso il quinquennio con una crescita superiore al 21,7%. 

TROVARE E TRATTENERE TALENTI

Ma è nella ricerca del personale, nella sua formazione e capacità di trattenerlo in azienda, oltreché sull’organizzazione del lavoro, che il periodo pandemico ha inciso maggiormente, accelerando tendenze che erano già allo studio degli imprenditori in periodo pre-Covid e promovendo «un cambiamento radicale» riguardo a  «nuove strategie e politiche di attrazione, valorizzazione e trattenimento dei talenti». Tali maggiori cambiamenti sono stati riscontati in quattro attività: reclutare; apprendere e formare; trattenere; eseguire. 

RECLUTARE. Cambia nel post pandemia, perché il mercato dei talenti diventa più ampio. Il remote working consente anche alle piccole aziende di reclutare nuove leve in un territorio più ampio. Ma il mercato diventa anche più turbolento: l’offerta scarseggia e le persone hanno molte offerte. Cosa fanno le aziende? Alcune trovano un compromesso “particolarmente intelligente”: aprono canali di collaborazione stabili con specifici istituti di formazione post diploma ubicati anche in altre regioni, per un flusso stabile e continuo di potenziali collaboratori. Altre aziende compartecipano all’offerta formativa. Ciò consente, tra l’altro, di influenzare i contenuti dei programmi formativi. Altre organizzano eventi al fine di far conoscere azienda e progetti. 

APPRENDERE E FORMARE. Chi lavora nelle aziende digitali valuta con favore la presenza di programmi di formazione nelle aziende, essendo consapevole della transitorietà delle proprie competenze. La formazione può assumere i contorni di un vero benefit aziendale. 

TRATTENERE. Le strategie messe in atto dalle aziende sono sostanzialmente divisibili in quattro aree: misure premiali e stipendiali; flessibilità; welfare; misure complementari. La premialità è connessa all’ottenimento di obiettivi legati a singoli progetti; diverse aziende puntano su premi su base annuale. In ogni caso, cresce la componente variabile dello stipendio per motivare i lavoratori. Quanto alla flessibilità, è messo in conto il remote working – i giovani lo danno in genere per scontato – e altre tipologie di interventi che denotano una transizione da un orario fisso a uno liquido, capace di espandersi e di contrarsi a seconda delle esigenze aziendali e dei collaboratori. In riferimento al welfare, le aziende attivano forme aggiuntive e integrative, come: assicurazione medica estesa ai familiari, bonus libri, supporto alla dichiarazione de redditi, anticipazione spese mediche, organizzazione eventi di prevenzione. Il messaggio che le aziende più evolute sembrano mandare ai collaboratori sembra essere: ci prendiamo cura di te come persona al di là del tuo ruolo aziendale. Non da ultimo, si monitorano nel tempo le aspettative dei collaboratori. Sono iniziative le più diverse quelle che le aziende attuano come «misure complementari»: dal ping pong e calcetto aziendale, alla spesa in azienda, dal maggiordomo alla frutta fresca fornita ogni mattina, fino all’attenzione per lo spazio fisico in azienda. 

ESEGUIRE E CONTROLLARE

Come cambia, non da ultimo, il controllo dell’esecuzione del lavoro nell’era del remote working. «Sparisce», sintetizza il Rapporto, e se sparisce il controllo, deve cambiare anche la modalità di lavoro, che diventa per obiettivi. Il lavoro agile per progetti sta prendendo il sopravvento su quello organizzato per aree funzionali. Progetti e risultati assumono una nuova centralità e l’organizzazione si adegua. Una pratica tipica delle imprese digitali che si attivano per la realizzazione di specifici progetti commissionati dai clienti e promuovono «l’autonomia responsabile». 

I CONFRONTI

Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive

L’evento di presentazione del Rapporto ha dato modo di approfondire anche due temi con altrettanti confronti: «Retention e welfare aziendale. Le imprese digitali in Fvg», con Stefano Vidoz, ceo 4DODO, Federica Meroi, executive partner Alfa Sistemi, Marco Seddio, Ceo Atex e Paolo Omero, Ceo InfoFactory«Attrarre le imprese e formare i talenti. Le eccellenze in Regione», con Lydia Alessio-Vernì, direttrice generale Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa, Lucia Renzetti, direttrice Its Alto Adriatico, Ester Iannis, direttrice Its Malignani, Luca Cecilia, Recruitment Manager Retelit, Angelo Montanari, Referente scientifico iNEST – Università di Udine

Sono intervenuti: Moreno Lirutti, sindaco di Tavagnacco, Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive, Nicola Bosello, amministratore unico Ditedi e Monica Govetti, Innovation consultant Area Science Park – IP4FVG. Conclusioni di Roberto Siagri, presidente Carnia Industrial Park

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