(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) 20 marzo 2026 – Con l’arrivo dell’equinozio, la Val Resia si spoglia dell’abito invernale per indossare quello di una primavera che sa di rinascita e nuovi progetti. Mentre il sole torna a scaldare le vette dei Musi e del Canin, la valle non si limita a fiorire nella natura, ma fermenta di iniziative che intrecciano storia, cultura e ospitalità.
Se la Casa Museo Colombo ospita appassionati della nota serie Tv da tutto il mondo, una nuova ed emozionante novità è pronta a vedere la luce. Proprio in questi giorni di festa per la terra, una nuova attività ricettiva si prepara ad aprire i battenti.
Non sarà una semplice struttura di accoglienza, ma un luogo dell’anima dedicato a un tema profondamente radicato nella storia dell’arte e del cinema. Un progetto che promette di trasformare il soggiorno in un’esperienza immersiva, dove il racconto per immagini e la bellezza estetica si fondono con il paesaggio incontaminato della valle, offrendo ai viaggiatori un rifugio intellettuale e sensoriale unico nel suo genere.
La primavera resiana segna anche il ritorno con forza all’agricoltura eroica di montagna. C’è un desiderio pulsante di riscoprire quelle coltivazioni a cui ormai, nella frenesia moderna, non si pensa più, ma che costituiscono il DNA di queste terre: le patate e i fagioli di montagna.
Non sono semplici prodotti, ma simboli di una resistenza gastronomica. L’obiettivo è riportare in tavola “le cose buone di un tempo”, quelle nate da una terra che non conosce chimica, ma solo il ritmo delle stagioni. È l’invito a ritrovare quel sapore autentico che sembrava smarrito: il gusto di un tempo, quando le fragole sapevano davvero di fragole, intense, dolci e selvatiche.
Scegliere la Val Resia in questa nuova stagione significa immergersi in una natura selvaggia e potente. Non è solo una vacanza, è un’esperienza di riconnessione. Camminare lungo i sentieri, bere l’acqua pura delle sorgenti e mangiare i frutti di una terra faticosa ma generosa significa nutrire non solo il corpo, ma anche lo spirito.
In questo equinozio, la Val Resia lancia il suo messaggio: c’è un modo diverso di vivere, più lento, più vero, dove l’arte, il cinema e l’agricoltura si stringono la mano per proteggere la bellezza del mondo.
“L’apertura della Casa Museo dedicata al Tenente Colombo qui a Resia è stata solo la prima pietra di un progetto molto più ampio. Vedere fan arrivare da ogni parte del mondo per rendere omaggio a un’icona del cinema e immergersi nella nostra valle ci conferma che siamo sulla strada giusta. Ma questo è solo l’inizio: non vogliamo fermarci qui.” spiega Renato Railz, noto imprenditore friulano che ha deciso di investire a Resia.
“Posso annunciare che siamo già al lavoro per ampliare l’offerta con una nuova attività ricettiva. Sarà un luogo dove l’ospitalità si fonderà con il fascino della storia dell’arte e del cinema, offrendo ai visitatori un’esperienza totale. Vogliamo che chi arriva a Resia non trovi solo un museo, ma un rifugio dell’anima dove il tempo sembra essersi fermato.”
“Accanto all’accoglienza, c’è però un richiamo fortissimo che viene dalle nostre radici: la terra. Sto investendo personalmente nella valorizzazione delle nostre produzioni locali, come le patate e i fagioli di montagna, colture che rischiavano di essere dimenticate. Il mio desiderio è quello di far risentire ai nostri ospiti, e a me stesso, quei sapori autentici che venivano dalla terra durante la mia gioventù.”
“Ricordo quando le fragole selvatiche avevano un profumo che riempiva l’aria e un sapore che non ha nulla a che vedere con quello che troviamo oggi nei supermercati. Vogliamo tornare a quella purezza. Vivere a Resia significa immergersi in una natura selvaggia e mangiare le cose buone di un tempo. È una promessa di qualità e di ritorno alle origini che sento il dovere di mantenere per la mia terra.”


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