HOME FITNESS: SINTESI, LA MACCHINA ROBOTICA MADE IN FVG

Minimal style living room and bedroom 3d rendering image.There are concrete floor,white and gray wall.Finished with white bed and gray fabric lounge chair.

Le palestre chiudono, l’attività sportiva è soggetta a limitazione ma, il corpo deve mantenersi in salute. Anzi, questo è uno degli obiettivi fondamentali per affrontare al meglio una condizione difficile come l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. La salute, insomma, deve restare al primo posto. Akuis, la giovane e intraprendente impresa friulana, sin da subito ha pensato a una soluzione ‘home’ version, della sua palestra robotica Sintesi, per continuare ad avere la propria digital-gym in stato di sicurezza, a casa. Sintesi è la più minimale e completa macchina multifunzione robotica per un nuovo modo di allenarsi, concepita con un design elegante, minimale, per essere agevolmente integrata in qualsiasi soluzione d’arredo. Essa permette un allenamento armonico e motivante, programmando solo ciò che serve. L’unico pensiero che deve avere chi la utilizza è avere cura di sé, perché al resto ci pensa la tecnologia, monitorando ogni singolo movimento. La conseguente elaborazione dei dati, si traduce in programmi personalizzati da condividere a distanza anche con un personal training. Sintesi ha due posizioni intercambiabili: verticale o orizzontale. L’allenamento è impostabile grazie a una semplice interfaccia sul tablet. Tempi, forza, posizione, velocità, potenza, simmetria, postura, tutto è monitorato e rendicontato, per avere un controllo delle proprie performance. Il dynamic vectoring, cioè la tecnologia brevettata da Akuis che costituisce la spina dorsale di Sintesi, è nata per consentire una configurazione automatica dell’esercizio o simulare la gravità per una libertà di movimento come con i pesi liberi. Sintesi sta riscontrando particolare successo sul mercato perché rappresenta una soluzione ottimale per prendersi cura di sé, ed elemento altrettanto attrattivo, offre un valore aggiunto all’estetica della propria casa, anche in virtù delle personalizzazioni che la struttura di Sintesi consente. A concepirla ed inventarla: Alessandro Englaro e Mattia Armando Chiavegato, due giovani friulani; il primo un ingegnere aerospaziale, il secondo un architetto.

ODONTOIATRIA: ADVAN, ‘EXPORT AL PALO A CAUSA DEL COVID’, -25% del fatturato

Occorre fare di necessità virtù e, dati i tempi che corrono, pensare di chiudere il bilancio aziendale 2020 agli stessi livelli del 2019, pur dovendo così rinunciare a ogni margine di crescita preventivato, può essere considerato un aspetto positivo. La pensano così i vertici di Advan, l’azienda di Amaro che produce i sistemi implantari più innovativi per l’odontoiatria di avanguardia. «La domanda interna è ripresa con un andamento migliore rispetto al previsto – illustra il presidente e amministratore delegato, Mario Zearo. Ciò che è rimasto invece al palo sono i nostri progetti di espansione verso l’estero, poiché l’andamento del Covid 19 ha pesantemente influenzato gli spostamenti nostri e dei nostri possibili nuovi clienti». Nel 2020, inoltre, i nuovi prodotti che l’azienda ha immesso sul mercato proprio poco prima del lockdown non hanno potuto godere appieno del piano di diffusione predisposto. «Ciononostante – sintetizza Zearo – le prime stime ci dicono che manterremo il fatturato entro un -25% rispetto a quello di previsione, azzerando di fatto tutta la crescita che pensavamo di poter realizzare nel corso dell’anno. In definitiva, i numeri saranno quelli del 2019». Il nuovo scenario ad Advan è stato affrontato attraverso «una rimodulazione dei costi» resa sufficientemente agevole dal fatto che «non abbiamo dovuto mettere in conto le uscite per la partecipazione e fiere e congressi, per noi una voce significativa e pesante». Il ricorso alla cassa integrazione è stato minimo, «contenuto ad aprile e maggio». Confermati quindi tutti i dipendenti, Advan ha agito solo su due contratti a termine, non rinnovandoli. Nonostante le nuove e più restrittive disposizioni governative anti Covid – l’uso della mascherina anche all’aperto –, Zearo guarda con una certa fiducia e determinazione al 2021, perché ci sono segnali considerati interessanti. Il bilancio 2020 è confermata a 1,950 milioni, con una progressione stimata fino a 5,5 milioni nel 2024. Il mercato è diviso tra il 43,6% in Italia e la restante quota, 56,4% all’estero. Percentuali sostanzialmente destinate a restare tali nel prossimo quadriennio. L’azienda, inoltre, continuerà ad investire, con cifre variabili di anno in anno e con una punta di 3 milioni nel 2021.

MEP: PRESIDIO DI SICUREZZA E BENESSERE SOCIALE

https://youtu.be/ZOi-pLVmpHw

L’azienda può diventare un importante presidio per la sicurezza sanitaria e il benessere dei lavoratori, delle loro famiglie e di una porzione della comunità. Ne è un esempio MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici di Reana del Rojale, Udine, la società che ha posto la formazione ben oltre le necessità di legge quale impegno etico, attraverso la sua MEP Business School, convinta del pensiero: «ogni lavoratore è un cittadino e la sua consapevolezza e le sue responsabilità sono cruciali per la società e per l’impresa stessa».

Due gli esempi dell’impegno aziendale per la prevenzione e la salvaguardia della salute. Il primo riguarda il contrasto alla diffusione del Covid-19 in generale nella popolazione. «L’impennata di casi di questi giorni non mi meraviglia, perché nelle ultime settimane caratterizzate dalle ferie, complice l’allentarsi delle misure, abbiamo abbassato un po’ la guardia – afferma il medico competente di MEP, Vincenzo Allegra – al contempo, però, l’aumento del numero dei casi non mi spaventa se ci impegniamo a mantenere un alto livello di attenzione e a rispettare con scrupolo protocolli e regole. Non possiamo vivere per lungo tempo con la paura di essere colpiti, dobbiamo invece assumere tutti i comportamenti atti a mantenere la sua diffusione bassissima, finché non saremo usciti dall’emergenza». Per questo MEP, spiega il suo HSE Manager Claudio Miconi, ha programmato per la continuazione delle attività in autunno, così come per la trascorsa estate, un’azione costante di sensibilizzazione perché siano mantenuti alti l’attenzione e il senso di responsabilità nel rispetto di tutti, comportamenti e procedure sistematizzate nei mesi precedenti. Un’operazione che MEP ha condotto nella convinzione che «le regole di prevenzione e cura di sé apprese in azienda divengano parte della vita dei nostri Lavoratori che, come xittadini, continueranno a comportarsi correttamente anche fuori da qui». Un altro fronte, di soddisfazione culturale per MEP è stato il «Progetto Ippocrate», nato a seguito della prescrizione di legge che richiede l’accertamento nelle mansioni pericolose della salute dei lavoratori. «Non ci siamo limitati ad applicare la norma ma, dopo alcuni esami di verifica, abbiamo avviato percorsi formativi – di concerto con l’HSE e i rappresentanti dei lavoratori – riguardo al concetto fondamentale e a come si può prevenire tale stato di benessere – spiega Allegra -. I risultati degli ultimi tre anni sono molto positivi, perché siamo riusciti a ottenere in tutti i soggetti rilevati un netto miglioramento». Con i suoi percorsi e la disponibilità dimostrata dagli esperti coinvolti, MEP è riuscita dunque a «incidere su una dimensione culturale, facendo prendere coscienza del proprio benessere.

https://www.mepgroup.com/it/

OVERLOG AL SERVIZIO DEL MONDO VEG – sviluppata una soluzione software per rendere completamente tracciabile la merce presente in 3 magazzini di The Bridge, produttore di alimenti vegani

Per gli imprenditori più avveduti ci sono due scelte strategiche che possono assicurare futuro alle proprie attività: la digitalizzazione spinta e una produzione ambientalmente sostenibile. S’innesta esattamente in questo solco la vocazione storica di The Bridge, dedita all’alimentazione vegana, e la sua scelta di affidarsi a un big del settore, Overlog di Buttrio in provincia di Udine – nella foto Marco Crasnich, Ceo di Overlog, per ottimizzare secondo le più evolute strategie 4.0 i sistemi per la gestione dei flussi logistici interni delle materie prime in produzione e dei prodotti finiti ai clienti finali. Scelte di automazione e tracciabilità strettamente connesse ad una ricerca di assoluta qualità nella gestione di ogni settore aziendale, in linea con l’eccellenza di una produzione di bevande al 100% biologiche e vegetali, con dessert e creme per cucinare realizzate con ingredienti selezionati e certificati. Una digitalizzazione, in sostanza, che accresce al sostenibilità dei processi, alimentando un percorso virtuoso. Nel moderno stabilimento logistico a San Pietro Mussolino (Vi) è stato implementato un sistema software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino, garantendo le logiche FIFO, dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre. La soluzione sviluppata da Overlog consente di migliorare l’accettazione della merce sia nel controllo fisico che qualitativo, di eliminare errori durante il trasferimento di materie prime a lotto in zona di produzione (WIP) e ottenere dati certi di disponibilità della merce. Diversi i benefici ottenuti: giacenze dei magazzini in tempo reale con lotto e scadenza associate, gestione in Slim2k delle regole commerciali per la spedizione ai clienti, avanzamento puntuale dei documenti di carico e delle liste di spedizione sulle dashboard messe a disposizione della logistica. “Il percorso fatto con Overlog per l’inserimento di Slim2K è stato fondamentale per tracciare completamente la merce presente nei nostri tre magazzini e avere una visione reale di quanto effettivamente presente – sottolinea il Ceo e Co-owner di The Bridge, Marco Negro Marcigaglia -. Riteniamo di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati, così da consolidarci e prepararci per i prossimi progetti”.

COVID, CAMBIO ANCHE SUI CONSUMI DI VINI PREGIATI. IANICH: ‘SI SPENDE PER LA QUALITÀ’

‘Il consumo di vini pregiati italiani, in special modo rossi, ha tenuto: nel periodo di lockdown ed anche successivamente. Il bere consapevole fra le mura domestiche ha reso il consumatore più attento alla qualità di ciò che sceglie per la sua tavola, facendolo propendere per vini eccellenti italiani. In calo, i consumi, in generale nel settore Horeca, nelle grandi città o città d’arte. Mentre, in ripresa nel medesimo ambito, nelle località meno centrali. Anche l’export di vini eccellenti italiani nel mondo, ha tenuto’. A confermare questi trend, Michele Ianich, presidente di Lavorazione Legnami, con core business nella creazione di confezioni di legno per vini pregiati, in particolar modo rossi, italiani, con sede in Carnia. ‘Diversa la situazione in Francia dove, si è registrato un calo dell’export di vini d’Oltralpe solo negli Stati Uniti, del 30 per cento. Inevitabilmente, il settore Horeca italiano ha risentito della situazione legata alla pandemia, e noi con loro. Molte delle nostre confezioni, finiscono, in hotel, ristoranti o bar, a racchiudere vini importanti. Il calo fisiologico dei consumi nei locali pubblici, ha subito però una compensazione, su due fronti: il consumatore ha aumentato gli acquisti nella Gdo, ed ha continuato a bere a casa, con una maggiore attenzione alla qualità. Questo potrebbe diventare un vero e proprio trend anche per il futuro. Assistiamo ad una maggiore consapevolezza negli acquisti: si spende meno e meglio, nell’ottica soggettiva di ognuno – afferma Ianich che continua – I vini italiani pregiati tengono ed hanno tenuto sui consumi pre-pandemia: con uno spiraglio anche nel settore Horeca. Tranne che nelle grandi città, il settore è in ripresa’. ‘Sì questo mese di settembre, che ancora deve chiudersi, registra un aumento dei consumi di vini nei locali pubblici, anche rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si registra una ripresa. Il cammino è ancora lungo. Sicuramente un settore di nicchia, come quello dei vini di pregio, non subisce flessioni, tendenzialmente. Stante, l’accelerazione di un fenomeno già in essere: la maggiore attenzione alla qualità ed ai consumi. Il consumatore ha deciso di spendere meglio i suoi denari. Anche a tavola – conferma Ianich, che prosegue – ci attendiamo un calo del fatturato di circa il 15%, da qui alla fine dell’anno. Una diminuzione fisiologica che, confidiamo, possa essere neutralizzata da un incremento a partire dal 2021’.