INFOSTAR: ECCO LA NUOVA BUSINESS UNIT ‘LEVEL UP’

Si chiama Level Up la nuova business unit formativa di Infostar, l’azienda tecnologica friulana, impegnata nella digitalizzazione sicura dei processi produttivi aziendali oltre che dello smart working. 

A capo della nuova unità operativa: Andrea Vai (nella foto), esperto di alfabetizzazione digitale, con un passato professionale in diverse aziende importanti, da Telecom ad Apple, in Irlanda. Il mondo informatico, legato alle applicazioni in azienda, sulla produzione, sulle macchine, e sul lavoro, anche e soprattutto in smart working, è in questo momento storico determinante, per diversi aspetti: senza la digitalizzazione le aziende rischiano di non rimanere competitive sul mercato, e la pandemia ha accelerato processi già in atto legati al lavoro da remoto. 

La sicurezza informatica, oltre che una profonda conoscenza di tutte le applicazioni possibili, rendono la formazione un aspetto essenziale. Ecco che, Infostar ha creato una nuova business unit deputata solo alla formazione: una academy, guidata da Vai, in grado di istruire il personale aziendale su tutti gli strumenti a disposizione per ogni esigenza. ‘Accade spesso che, su di una piattaforma informatica offerta, la percentuale di conoscenza e di uso di quel sistema sia circa del 20%: vogliamo fare arrivare i nostri utenti, ad una completa conoscenza degli strumenti a disposizione’ spiega Vai.

‘E’ una decisione che abbiamo preso vista l’enorme necessità di informare, capire, formare: la digitalizzazione è cultura e con la nostra nuova business unit crediamo di poter offrire un servizio di altissimo livello’ precisa Cristian Feregotto, amministratore delegato di Infostar. L’uso abilita la digitalizzazione anche del nostro Paese, a partire dalle imprese che, gioco forza, devono adeguarsi al nuovo trend che vede il nostro Paese, sempre agli ultimi posti per alfabetizzazione in tal senso. 

‘La sfida è partita in Infostar qualche mese fa – spiega Feregotto – abbiamo già somministrato circa 200 ore di corsi di formazione, l’anno venturo dovrà essere ancora più performante. Formare significa rendere le nostre Pmi, più competitive sul mercato e quindi, creiamo un reticolo economico preparato, in un Paese, il nostro, ancora molto indietro. Diciamo che, con la nostra business unit, noi ci mettiamo del nostro’. Infostar è guidata dal 1999, dal fondatore e amministratore delegato Cristian Feregotto, insieme a Luca Noacco. Conta 15 addetti. Struttura dinamica e agile, dotata di elevate competenze e molto pragmatismo. 

L’azienda, insieme alla fornitura della tecnologia e alla sua installazione, opera assiduamente per il terzo aspetto fondamentale alla digital transformation, ovvero la formazione adeguata del management e degli operatori in azienda. Una formazione a distanza – attraverso webinar individuali o di gruppo – o in presenza, a seconda delle necessità e possibilità. Sono in corso accordi con professionisti esperti in vari ambiti aziendali che entreranno in azione prossimamente nel progetto Level Up.

TECNEST SCEGLIE FRIULANDO PER I REGALI DI NATALE

Tecnest, azienda friulana impegnata nei processi di digitalizzazione delle imprese, ha fatto sua la sollecitazione giunta in queste settimane da tanti produttori e artigiani del Friuli Venezia Giulia: per le feste comprate e regalate ‘Made in Fvg’. Per tutta la sua rete di contatti: clienti, fornitori, dipendenti, infatti, ha deciso di essere presente in questo scorcio di fine 2020 con i prodotti e la qualità della terra in cui vive. A valorizzare questa scelta al meglio è stata Friulando, la rete di impresa cui Tecnest si è affidata per pacchetti speciali, tutti dal profumo squisitamente friulano. Friulando, infatti, è una realtà nata nel 2015 che ha messo in rete alcune aziende molto diverse tra loro, ma legate da un filo rosso che consente di presentarsi con proposte enogastronomiche e turistiche. Ne fanno parte la Montalbano agricola di Savorgnano del Torre, il prosciuttificio Prolongo di San Daniele del Friuli, il caseificio di Montenars “Al Tulin, la Casa delle farfalle di Bordano e l’Osteria Ristorante “Villafredda” di Tarcento. «Queste settimane sono state decisamente molto interessanti per gli ordini ricevuti», afferma il responsabile commerciale di Friulando, Loris Tomasella. «Le richieste sono state le più diverse e noi siamo in grado di preparare ogni tipo di confezione personalizzata: tutti prodotti insieme o a scelta, con l’aggiunta di un buono per il Ristorante tarcentino, che realizza un menù-assaggio del meglio delle prelibatezze friulane». L’interfaccia tra Friulando e le imprese per i cadeaux natalizi è un’iniziativa che la rete di impresa ha assunto, con successo, quest’anno, mentre già da diverse annualità i componenti lavorano insieme per proposte turistiche coordinate sul territorio, al fine di far scoprire le bellezze, la cultura locali e, con esse, il meglio dell’enogastronomia. «Per il 2021 – anticipa Tomasella – il cantiere è già aperto e, tra le possibili novità, stiamo lavorando a proposte di team building, che si aggiungeranno alle iniziative che la nostra rete d’impresa ha già all’attivo». ‘In questo anno così difficile – spiega Fabio Pettarin, amministratore delegato di Tecnest – pensiamo sia fondamentale valorizzare il territorio regionale e le sue peculiarità anche di tipo enogastronomico. La scelta di Friulando va di pari passo con l’incentivazione degli acquisti a cosiddetta ‘filiera corta’, in un momento storico che ci costringe ad essere particolarmente responsabili verso tutti coloro che abbiamo accanto’.

www.tecnest.it www.friulando.it

MOLO17, ANGELI: ‘NESSUNO È PROFETA IN PATRIA’. LA TECNOLOGIA CON UNA VISIONE GLOBALE

La giovane età che alimenta il coraggio dell’intraprendere e poi la tenacia, la determinazione, la capacità di cogliere e implementare metodologie e approcci rigorosi quanto innovativi per poter crescere rapidamente, ma anche in modo solido e strutturato. Sono questi alcuni degli asset strategici che hanno consentito a Daniele Angeli di progettare e guidare, in anni dagli scenari globalmente molto complessi e fluidi, MOLO17, l’azienda che a Pordenone sviluppa app e soluzioni It dal 2012. Se questo angolo di Friuli è stato terreno favorevole per far nascere il sogno imprenditoriale di Angeli, come spesso accade è la piazza internazionale che ha dato sin da subito all’azienda il modo di misurare – e affermare – le proprie idee e soluzioni tecnologiche, consentendole di arrivare alla soglia dei 2 milioni di fatturato. Ad Angeli piacciono le profondità del mare, da qui il nome di Molo, cui ha abbinato il 17, un numero che per lui torna sempre; ha una mente aperta alla cultura e al mondo, con poche barriere e indugi: «Forse – osserva – sono stati proprio i progetti internazionali e il lavoro con professionisti stranieri a rafforzare questa dimensione». Tra le soluzioni innovative ideate e sviluppate da MOLO17 vi è Zulu Emergency, il nuovo progetto che è riuscito a trovare la soluzione tecnologica per digitalizzare il triage, ovvero l’accettazione di una chiamata in Pronto Soccorso, la presa in carico del paziente e l’affidamento di un codice di urgenza. Una procedura che attualmente è effettuata ancora su carta, addirittura su carta carbone. La soluzione Zulu Emergency si articola in una applicazione mobile e in una piattaforma web e ottimizza la comunicazione dei servizi medici di emergenza. Su un tablet, attivato e collegato al personale che presta soccorso tramite un piccolo braccialetto, sono inserite tutte le informazioni relative al paziente ed ai trattamenti che riceve durante l’emergenza. In questo modo Zulu semplifica e aumenta l’accuratezza della risposta alle emergenze, fornendo una piattaforma comune per la comunicazione sicura, la collaborazione multi-organizzazione e la gestione dei dati critici in tempo reale. Installato anche sui tablet che equipaggiano ogni veicolo di emergenza (ambulanze, automediche ed elicotteri), Zulu consente agli operatori di emergenza sul campo di registrare i dati dei pazienti, gli interventi eseguiti e i segni vitali critici, pre-allineando gli ospedali di destinazione e tenendo informati i servizi di emergenza e i dispatcher. Avere le idee chiare da giovani porta, a 29 anni, ad avere un’azienda di successo. Quale il segreto? «Mi sono circondato di validissimi collaboratori, persone con esperienza su cui posso fare affidamento», conclude Angeli, riconoscendo l’importanza del lavoro di squadra in ogni progetto complesso, compreso quello dell’avvio e della crescita di un’impresa.

TECNEST CHIUDE UN INIMMAGINABILE 2020. PETTARIN: ‘MOMENTO EPOCALE DI MUTAMENTI’

Tecnest, azienda tecnologica con sedi a Tavagnacco (Ud) e Milano, si avvia a chiudere un inimmaginabile 2020: con 7 nuove assunzioni, inserimenti avvenuti in periodo di piena pandemia e conseguenti al lockdown. L’impresa, guidata dal presidente, Fabio Pettarin (nella foto), non ha fatto ricorso alla cassa integrazione per i suoi oltre 60 collaboratori, adottando politiche di welfare, a livello trasversale aziendale, oltre che con azioni ad personam. Nuove commesse per quasi 1 milione di euro. «Abbiamo vissuto e stiamo continuando a vivere un periodo a dir poco eccezionale: per imprevedibilità, durata e ripercussioni della pandemia in corso. In Tecnest, sono state prese decisioni cruciali, in modo veloce ed al contempo tenendo in  considerazione le situazioni familiari dei nostri dipendenti, a causa dei vari lockdown. Quasi ogni singola persona, oltre alla necessità di adattare gli strumenti operativi per lo smart working, si è trovata nella necessità di organizzarsi con disponibilità e flessibilità di orari per l’attività da remoto, ed allo stesso tempo garantire, qualora necessario, le seppur minime presenze di azienda. È stato gestito il tutto con estrema ratio, umanità e disciplina, per uscire dall’empasse creata da questa situazione estrema e particolare. Come sempre accade, nelle difficoltà ci sono opportunità che vanno però individuate, rese evidenti e se possibile colte» ha affermato Pettarin.  Lo dimostra il fatto che l’azienda chiuderà l’anno con l’acquisizione di nuove commesse: «Il settore legato alla tecnologia, seppur rallentato in alcune filiere, non si è fermato. Anzi, si sono accelerate ed accentuate le esigenze di riorganizzazione dei processi logistici-produttivi, tematiche sulle quali la Tecnest può offrire un concreto contributo di soluzioni e competenze. Nuove necessità sono emerse anche in termini di prodotti e nella digitalizzazione dei servizi ad essi legati. Ciò a cui avremmo assistito in anni, si è concretizzato in meno di 12 mesi. In generale, non penso che le cose potranno tornare come prima: lo smart working, seppur in una modalità intelligente e quantitativamente ridotta, continuerà ad essere utilizzato; le visite presso i clienti saranno ridotte, purtroppo, forse a scapito della qualità umana dei rapporti e del vivere delle relazioni. Dobbiamo comunque adeguarci a questo nuovo trend, con perspicacia ed intelligenza. I valori intangibili legati alla persona quali il senso di responsabilità, fiducia, generosità, coraggio, diventeranno ancora più preziosi. Il desiderio di incontrarsi, non solo con i propri collaboratori ma anche con clienti e fornitori, sarà ancora più forte ed importante, anche se meno frequente.»

EUROLLS SUBISCE ATTACCO INFORMATICO: VIOLATO COMPUTER DA SMART WORKING

Un attacco informatico in grande stile e capace di penetrare in un rodato sistema di sicurezza: è ciò che ha dovuto subire Eurolls, l’azienda di origine friulana che è tra le migliori al mondo per la produzione di rulli in acciaio e carburo di tungsteno. Mentre l’azienda si trova in un momento di grande lavoro: una commessa vinta negli Stati Uniti da 12 milioni, la decisione di un ampliamento nella filale produttiva di Villa Santina (Ud): il sistema informatico e tutta la posta elettronica aziendale sono stati paralizzati per quasi un mese, a causa di un hacker che è riuscito a violare le maglie di sicurezza attraverso il computer di un dipendente dell’azienda che stava lavorando in smart working. Un attacco dai contorni ancora da definire nelle sue origini e finalità, posto che, assicurano dall’azienda, «sin qui non è stato chiesto alcun riscatto in bitcoin, come di solito avviene in questi casi». Con 149 dipendenti e 29 milioni di fatturato, Eurolls, che ha il quartier generale ad Attimis, la sede di Villa Santina e quelle estere in Messico e Brasile, ha messo in atto subito tutte le azioni per mettere in sicurezza i beni intangibili dell’azienda, blindare la propria rete informatica e reagire nel più breve tempo possibile al danno provocato dall’intrusione. “Pur essendo una necessità e una validissima opportunità in tempo di necessario distanziamento sociale causa Covid, lo smart working rivela una certa vulnerabilità cui gli specialisti della sicurezza dovranno dare al più presto risposte sempre più stringenti ed efficaci”, considerano i vertici aziendali, Renato Railz, il presidente, e Matteo Querini, manager (nella foto).